Affondano nei Navigli i sogni dell’Expo

La XXI Conferenza delle Parti (COP 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si tiene a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre del 2015 riguarda noi tutti, appassionati o no di montagna. Tutti? Sull’argomento si è registrato il massimo disinteresse anche da parte del Cai, oltre che da parte di altre associazioni ambientaliste legate alla montagna. Sparute sono state, che si sappia e fino a prova contraria, le iniziative nelle sezioni del Club alpino. Eppure straordinario è l’obiettivo della conferenza: concludere, per la prima volta in oltre vent’anni di mediazione da parte delle Nazioni Unite, un accordo vincolante e universale sul clima, accettato da tutte le nazioni. E ciononostante leggete che cosa è successo domenica 29 novembre 2015 alla darsena sulle sponde dei Navigli nella capitale morale d’Italia, dove la “marcia sul clima” annunciata da alcuni giornali e dalla Tv di stato, si è ridotta a una “foto di gruppo” (qui sopra) da mandare a Parigi. Lorenzo Dotti della Società Escursionisti Milanesi, che ringraziamo, ci fa avere queste sue considerazioni sull’evento a cui ha partecipato “nella convinzione che Mountcity sia una voce libera, qualificata e indipendente”.

Un’occasione perduta!

Domenica 29 novembre sono stato alla manifestazione a favore del clima indetta da un sito internazionale, proprio alla vigilia della grande conferenza mondiale dei capi di stato che iniziava a Parigi il lunedì successivo.
Organi di stampa hanno dato notizia di migliaia di manifestazioni in tutto il mondo, volte a chiedere ai potenti di occuparsi del riscaldamento terrestre e quindi della sopravvivenza del pianeta che stiamo lasciando ai nostri figli.

La grande manifestazione di Parigi è stata funestata dal comportamento di alcuni provocatori, che hanno creato scontri con la polizia.
Beh! Al raduno milanese, alla Darsena c’erano poche centinaia di persone, tra le quali ho trovato solo altri due soci SEM!

La scarsissima partecipazione è imputabile alla mancata comunicazione da parte:

  • Delle associazioni ambientaliste, tra le quali penso si dovrebbe conteggiare il CAI, che lancia periodici allarmi sulla fusione dei ghiacciai.
  • Dal mondo cattolico, nonostante l’enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco e le sue scarpe esposte simbolicamente proprio in questa occasione a Parigi.
  • Dai partiti, compresi quelli che hanno la parola ecologia nel nome e il sindaco di Milano nelle loro file.
  • Dal mondo scolastico ed accademico, dai centri sociali, dai sindacati, da chi promosse a suo tempo il referendum per la chiusura del centro di Milano alle auto.
  • Da chi sproloquia che l’Expo ha promosso Milano al ruolo di una città che ha qualcosa da dire in materia di sostenibilità. 
Distrazione o scelta di boicottaggio?
Persino le forze dell’ordine hanno snobbato la cosa, evidentemente consce della sua inconsistenza! Solo la vituperata Tv di Stato ha dato qualche notizia in merito prima e dopo la manifestazione. E non è che il tempo fosse brutto, tutt’altro, né che la gente se ne stesse in casa per paura degli attentati, no, erano tutti in giro presi nella foga consumistica natalizia.
Grande Milano, sei ritornata capitale morale! Grande CAI, amico della natura!

Lorenzo Dotti

One thought on “Affondano nei Navigli i sogni dell’Expo

  • 30/11/2015 at 13:23
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    Secondo me, il CAI manco lo sapeva, della marcia! Perché? Semplice, vive nella sua torre d’avorio (di marmo, di roccia?), e vive nel più autoreferenziale dei mondi….

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