Complimenti Betto! Il Pakistan premia Pinelli

Congratulazioni da tutto il mondo arrivano in questi giorni a Carlo Alberto Pinelli insignito dalle autorità pakistane con il premio Sitara-e-Imtiaz, “star of Excellence”. L’onorificenza, a quanto annuncia l’ambasciatore d’Italia Stefano Pontecorvo, sarà consegnata nel corso del 2016. “Tramite questa Ambasciata”, è precisato nella missiva arrivata il 1° dicembre da Islamabad, “l’Italia punterà a valorizzare la propria storia archeologica in Pakistan, celebrando il sessantesimo anniversario della missione dello Swat e la sua tradizione alpinistica, dal Duca degli Abruzzi in poi, oltre all’impegno per l’ambiente rappresentato in maniera eccellente dalla realizzazione del Central Karakorum Park”.

La popolarità in Pakistan di “Betto” Pinelli, 80 anni portati spavaldamente, accademico del Cai e attuale presidente di Mountain Wilderness Italia, è legata a varie iniziative: dalle ricerche archeologiche sulle orme di Giuseppe Tucci ai corsi di alpinismo per aspiranti guide, alla famosa spedizione ecologica al K2 liberato da quintali di rifiuti abbandonati dagli alpinisti di cui fu Pinelli ideatore e coordinatore.

Pinelli, Gogna, Gazzola copia
Carlo Alberto Pinelli, a sinistra, con Alessandro Gogna e Giancarlo Gazzola a Milano in occasione del Premio Meroni assegnato a Mountain Wilderness Italia. Nella foto grande sopra il titolo è con due allieve pakistane.

Illustre documentarista, autore di innumerevoli saggi in materia di antropologia socioculturale come risulta dal suo sito, Pinelli ha partecipato a diverse spedizioni archeologiche anche in Turchia e in Afghanistan per conto dell’Università La Sapienza. E’ un alpinista di valore e un fervente attivista in difesa della montagna che ha contribuito a dare vita negli anni Ottanta a Mountain Wilderness.

La sua attività per la montagna è sempre contrassegnata dall’impegno per l’ambiente. E’ stato presidente della Commissione per la tutela della natura del Cai, direttore della scuola di alpinismo del Cai Roma, è socio del Club Alpino Accademico Italiano, ha scalato per primo il monte Saraghrar (7350 metri) nell’Hindu Kush (spedizione guidata da Fosco Maraini), ha diretto in seguito sette spedizioni alpinistiche in Himalaya e ha organizzato tre corsi di alpinismo eco-compatibile in Pakistan, tre analoghi in India e due in Afghanistan.

Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90, Pinelli è stato inoltre consulente personale del Ministro dell’Ambiente Giorgio Ruffolo per le tematiche connesse con i Parchi Nazionali. Come si evince da Wikipedia, è stato anche vice-presidente della Consulta Tecnica per le Aree Naturali Protette, massimo organo consultivo dello Stato Italiano in materia di Parchi Naturali, e membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Ha rappresentato il Ministero dell’Ambiente italiano all’interno della Conferenza Trasfrontaliera (Italia, Francia, Svizzera) “Espace Mont Blanc”, che aveva lo scopo di identificare le migliori forme di tutela da applicare al maggiore gruppo montuoso dell’Europa. Ha fatto parte della Commissione incaricata di identificare i confini del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Ha infine gestito la prima reintroduzione del camoscio nel parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, per conto del Cai.

Ora l’onorificenza del Pakistan a Pinelli illumina la sua straordinaria figura di studioso e alpinista e non può che essere motivo di orgoglio per tutti noi amici della montagna.

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