Ridateci i cinepanettoni! Dopo il superflop di “Monte Bianco” che fine farà la montagna sui teleschermi?

Critiche, critiche e ancora critiche. Impossibile non ricordare con che tono stizzito iniziava in Montagna Tv il post di uno strenuo difensore del reality “Monte Bianco”. Quali interessi possono legare tale portale alla Rai e alla Vallée? E invece è un peccato, per tutti noi che amiamo la montagna, che il programma di Raidue abbia ricevuto così poche critiche. E solo dai blog di montagna che contano. Ma forse invece è un bene che per decenza sia quasi passato inosservato sui media generalisti, proseguendo imperturbabile la sua corsa verso il baratro degli ascolti.

Dopo avere osservato con bonomia che l’Auditel ristagnava, perfino Montagna Tv è stata a malincuore costretto a parlare di un crollo. Risultato? Passeranno anni prima che Mamma Rai decida di dedicare alla montagna un altro programma in prima serata.

Vacanze di Natale
Il manifesto di “Vacanze di Natale a Cortina” (2011) di Neri Parenti. Nell’immagine sopra il titolo un particolare dell’affiche del film “La settimana bianca” (1980) di Mariano Laurenti.

Il superflop negli ascolti si è registrato anche nell’ultima puntata con l’assalto degli alpinisti elitrasportati alla vetta del Monte Bianco: share poco sopra 4% ed esperimento decisamente poco riuscito. La Tv sperava forse con i generosi contributi delle guide alpine di convertire gli italiani in appassionati di alpinismo? Gli ascolti, già bassi al debutto, sono scesi progressivamente e l’ultima puntata lunedì 7 dicembre è stata vista solo da 1.098.000 spettatori. Un risultato ancora peggiore, come da noi gufi previsto, rispetto a quello della settimana prima. Tanto per intendersi, il concomitante film tv “Le nozze di Laura” di Pupi Avati ha registrato la sera del 7 dicembre il quadruplo di spettatori: 4.284.000, con share 22.96%

Piccola parentesi. Il 2015 sarà forse ricordato per questo disastroso flop ma anche per quello del kolossal “Everest” accolto con indifferenza alla Mostra del cinema anche se poi si è in parte riscattato ai botteghini. Un’altra occasione mancata per la montagna.

In comune le due produzioni hanno probabilmente un elemento che le condanna: la noia. Che non è una categoria estetica, come sentenzia il Morandini, ma gioca ugualmente la sua parte nel giustificare la criticità delle opere che ne sono portatrici. Negli anni d’oro di Hollywood, il grande regista John Ford garantiva di essere disposto a realizzare qualsiasi genere di film fuorché il noioso. La “sfida verticale” ha invece mescolato in Tv noia e banalità, un cocktail indigeribile. Facendo rimpiangere i beceri cinepanettoni sullo sfondo di Cortina d’Ampezzo dove perlomeno ci si facevano quattro risate.

No, non sono stati soltanto i montanari duri e puri a fare crollare gli ascolti. Magari avessero questa forza! Magari potessero arrivare a tanto “i gufi reazionari” del Club alpino che rimproverano alla Rai di spettacolarizzare la montagna dissacrandola, banalizzandola!

Fino a prova contraria, il Cai non ama gufare. E del resto i vertici del Cai non si sbilanciano nel rispondere a simili veleni sparsi chissà perché nel quotidiano “Il foglio” in un articolo del 25 novembre di Giulia Pompili. “Nella grama categoria”, argomentava costei, “i gufi ecologisti sono tra i più agguerriti: forse in virtù della metafora zoologica che li tiene in gabbia, sono più predisposti alla conservazione piuttosto che all’evoluzione”.

Con il suo inarrivabile cerchiobottismo, il Cai ha replicato asserendo di “non essere per tradizione favorevole alle crociate. Le montagne sono di tutti, di conseguenza un reality televisivo girato sulle vette non è di per sé un fatto da condannare”.

Vanzina 1983
Il capostipite dei cinepanettoni fu “Vacanze di Natale” (1983) di Carlo Vanzina.

D’accordo, bando alle crociate. Da condannare c’è solo che il denaro dei contribuenti sia stato così mal speso. E a chi elegantemente invita i blogger, compresi noi di MountCity, a “non menarla” e a occuparsi di cose più serie, bisognerebbe rispondere mostrando, statistiche alla mano, con quanto interesse, puntualmente registrato e dimostrabile, sono state seguite e condivise le nostre critiche. A nessuno viene in mente che la ragione del fallimento riguardi una sottovalutazione della coscienza collettiva e del rispetto di cui fortunatamente ancora godono le montagne?

A tanti non è andato giù che si mostrasse come, qualsiasi cosa di spiacevole succeda in montagna, l’elicottero venga a toglierci d’impiccio. Forse non lo ha condiviso nemmeno il conduttore Simone Moro, che di benemerenze alpinistiche ne ha accumulate parecchie (è stato anche decorato dal Capo dello Stato per un salvataggio compiuto in Himalaya). Eppure sulla bella rivista Orobie, Moro non perde occasione per enfatizzare l’elicoalpinismo (“più si vola sopra le montagne e più lo sguardo va a cercare linee, pareti e creste da scalare e percorrere”).

Peccato che il Cai e tutti i gufi che tifano per l’ambiente siano contrari all’uso ludico dell’elicottero sulla base del documento ufficiale detto Bidecalogo a cui tutti i soci e la gente per bene dovrebbero uniformarsi. Ma al suddetto conduttore, che tentò anche la conduzione sull’Everest del prodigioso ciclista Vittorio Brumotti perché ci deliziasse in vetta con quei saltelli con cui si esibisce a “Striscia la notizia”, piace fare la vittima. E su Orobie di dicembre (2015) piagnucola su “quanto è difficile parlare di elicotteri. Se tocchi quel tasto o sei un evasore o uno che inquina”.

Quindi zitti e mosca. Dopotutto si tratta solo di un reality e cosa volete che sia qualche elicottero che in inverno scarica sciatori sulle vette?

Ser

3 thoughts on “Ridateci i cinepanettoni! Dopo il superflop di “Monte Bianco” che fine farà la montagna sui teleschermi?

  • 10/12/2015 at 10:19
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    Mancando una hit parade, la graduatoria dei siti che contano è dentro i nostri cuori: scelta non facile nella popolosa galassia di queste nuove “sentinelle” della montagna, come è possibile dedurre dalla rassegna proposta da MountCity. Quanto alla “gente per bene”, sarebbe stato certamente più appropriato parlare evangelicamente di uomini di buona volontà con riferimento a quanti non gradiscono che sul frusciare delle pelli di foca si sovrapponga il flappeggiare degli elicotteri-skilift. Poi ognuno è libero di scegliere, ed è innegabile che si può essere una persona per bene anche decidendo di farsi scaricare in vetta da un elicottero.

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  • 09/12/2015 at 21:55
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    anche la “gente per bene” che dovrebbe uniformarsi, chi sarebbe? grazie

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  • 09/12/2015 at 21:52
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    Scusi, quali sono i “blog di montagna che contano”? grazie

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