Giornata delle montagne. La natura, collante della società alpina, nel progetto alpMonitor

Lo sviluppo sostenibile non si limita alla protezione della natura. Come principio guida che attraversa tutti gli ambiti della vita, è un tema che si impone a pieno titolo in ogni discussione in famiglia, in ogni luogo di lavoro, in ogni aula scolastica e in ogni parlamento. L’11 dicembre 2015 in occasione della Giornata internazionale delle Montagne, la CIPRA con alpMonitor pone l’accento sul contributo fornito dalla società.

Per molto tempo a occuparsi di protezione dell’ambiente sono stati scienziati e naturalisti. Al più tardi dalla Conferenza delle Nazioni Unite di Rio del 1992, lo sviluppo sostenibile mette in collegamento la questione ambientale con quella dello sviluppo. Il concetto ha fatto breccia, almeno a parole, anche sul palcoscenico della politica. I fondamenti tecnici e scientifici sono disponibili. Finora tuttavia, le idee e i concetti relativi allo sviluppo sostenibile sono riusciti a radicarsi nella mentalità delle persone solo con difficoltà. Perché lo sviluppo sostenibile non resti allo stato di mera enunciazione di un obiettivo sociale e politico, ma possa tradursi in azione, serve il contributo di tutti. Esso potrà attuarsi solo prendendo le mosse dal centro della società.

alpMonitor_it

Un quadro tematico per le Alpi

Con il progetto alpMonitor, la CIPRA, Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, organizzazione che ha le sue radici nella protezione dell’ambiente, rafforza il contributo della società allo sviluppo sostenibile attraverso un’azione di osservazione, monitoraggio e documentazione e segnalando inconvenienti e proposte di soluzione.

Tenendo presente l’obiettivo di garantire una buona vita nelle Alpi e consentirla anche alle generazioni future, la CIPRA con alpMonitor, in collaborazione con un gruppo di esperti, ha delineato un quadro tematico di riferimento costituito da cinque campi d’azione principali (si veda www.cipra.org/it/alpmonitor). Il percorso si orienta al principio guida della sufficienza, al Leitmotiv della solidarietà e alla richiesta di processi decisionali partecipativi.

Il primo campo d’azione sarà “Natura e uomo”: come impostiamo il rapporto tra natura e uomo? Quali cambiamenti sono provocati dal cambiamento climatico e dal cambiamento demografico? Come si può accentuare la percezione pubblica di tali sfide affinché gli uomini si impegnino a salvaguardare le loro basi vitali?

Accomunati dallo stile di vita

Le Alpi con il loro ricco patrimonio naturale e culturale offrono una straordinaria qualità della vita. Lo hanno scoperto, osserva la Cipra, anche molte persone al di fuori delle Alpi, che per tale motivo spesso si trasferiscono nelle Alpi o le visitano per turismo. Ciò fa sì che vengano a contatto progetti di vita molto diversi: persone residenti, immigrati di ritorno, nuovi immigrati, persone in soggiorno temporaneo di diverse generazioni. Per quanto siano diversi i punti di partenza, tutte queste variabili sono tuttavia accomunate dal modo di vivere nelle Alpi. Questo è il mastice che tiene insieme una società sempre più sfaccettata e frammentata – a condizione che essa sia consapevole della limitatezza e della fragilità delle risorse naturali delle Alpi.

Il turismo ha bisogno della natura

Il turismo ha portato ricchezza e prosperità nelle Alpi. Continua ad essere un’importante fonte di reddito, ma costituisce anche un rischio per la sua eccessiva concentrazione su singoli fattori e singole stagioni. Se impostato e attuato in modo giusto, il turismo ha il potenziale di collegare diversi aspetti della vita con le esigenze dei locali e dei turisti.

Al primo posto c’era e c’è tuttora la natura. Se si dovesse ridurre ad un unico elemento la forza di attrazione delle Alpi nei confronti dei turisti, il risultato sarebbe sempre questo. Ad esso si collegano le imprese sportive, i piaceri del gusto e le specificità culturali. Il turismo è un veicolo da cui dipende molto: non solo hotel e funivie, ma anche il paesaggio, la formazione e la riqualificazione, l’artigianato o l’identità. La percentuale di occupati nel turismo è stimata tra il 10 e il 15%. Con forti oscillazioni regionali e stagionali. Le retribuzioni sono inferiori alla media, la presenza di donne e di migranti è invece superiore alla media.

Il turismo alpino dipende fortemente dalla natura e dal clima. Consuma però allo stesso tempo una grande quantità di risorse naturali preziose come l’acqua e il suolo.

Al crescere della mobilità le destinazioni esotiche si avvicinano all’Europa. Nella competizione globale molti operatori turistici puntano tutt’oggi spesso su una carta: più grande e più veloce. Passano al setaccio i mercati distanti e, ricorrendo a prezzi di dumping, attirano turisti che vengono, anche da molto lontano, a visitare le Alpi per una volta. Aumentano così i costi di marketing, delle infrastrutture e per il mantenimento. Ma se vengono a mancare la neve, il sole o i turisti, salta il bilancio.

La sostenibilità nel frattempo occupa ormai il primo posto nella lista dei desideri di molti turisti. Il turismo più vicino alla natura (nature-based tourism) si collega a nuove forme di protezione della natura, come ad esempio le riserve della biosfera. Con alpMonitor la CIPRA affronta il campo d’azione “turismo” sollevando alcune domande: quali prospettive ha un turismo sostenibile nella competizione globale? Che decorso hanno i processi decisionali? Come mantenere le entrate derivanti dal turismo nelle Alpi? Quali nuove forme ibride si prospettano per collegare natura, salute, cultura, ospitalità ed economia? In che modo il turismo può contribuire alla coesione sociale ed economica?

Fonti e ulteriori informazioni

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