Un bianco Natale? Forse. Ma sicuramente un ricco Natale. In montagna si annuncia il “tutto esaurito”

Non fatevi impressionare dalla totale mancanza di neve che ha condizionato l’avvio della stagione invernale 2015/2016 sui campi di sci né dalle temperature miti che hanno limitato la produzione di neve artificiale. Neve o non neve, le festività di Natale e Capodanno risultano all’insegna del “tutto esaurito” in quasi tutte le destinazioni dell’arco alpino e dolomitico. Gli oltre 700 operatori della montagna interpellati dall’Osservatorio Turistico della Montagna si attendono peraltro una stagione invernale in crescita sia come movimento sia come giro d’affari, grazie soprattutto al ritorno della clientela italiana e al consolidamento di quella straniera, nonostante la perdita di molti e ricchi turisti russi. I prezzi degli skipass sono in costante crescita (compresi tra il +3 e +4%). Frenano invece gli aumenti alberghieri: flessibilità e concorrenza stanno calmierando le tariffe, anche in alta stagione. La spesa media pro-capite si aggira sui 162 euro al giorno tutto compreso. Ecco il testo del comunicato diramato il 15 dicembre dall’Osservatorio Turistico della Montagna.

Plose bacino neve art. copia
Il bacino per l’innevamento artificiale alla Plose (Bressanone). Nella foto sopra il titolo un’impressionante visione del Corvatsch spoglio di neve il 13 dicembre 2015 in Engadina.

Prosegue la crescita di discipline alternative

L’allarme sicurezza di queste settimane sta facendo diminuire le richieste di viaggi internazionali e intercontinentali per le festività di fine anno, un periodo tradizionalmente forte per le vacanze, secondo solo ai mesi estivi di luglio e agosto. La voglia degli italiani di viaggiare e di reagire alla crisi viene solo parzialmente condizionata dai tragici fatti del mese di novembre che spingono i nostri connazionali a preferire località vicine e sicure, città d’arte e destinazioni di montagna, all’Egitto, Nord Africa e alle capitali europee.

Anche se l’assenza della neve non ha ancora generato quel sentiment positivo fondamentale per le vacanze bianche, i segnali che arrivano dall’indagine dell’Osservatorio Turistico della Montagna sono positivi e consentono ai ricercatori di delineare un quadro ottimistico per la stagione invernale 2015-2016.

Infrastrutture e arredi urbani più caratterizzati, maggiori servizi extra-sci, crescenti proposte di entertainment contribuiscono a rafforzare l’appeal e la tipicità della montagna italiana che, soprattutto nelle sue località di punta, mostra un’evidente desiderio di innovazione e ringiovanimento.

Le indicazioni che arrivano dagli operatori interpellati dall’Osservatorio Turistico della Montagna delineano un inverno turisticamente frizzante, segnato dalla ripresa, seppur differenziata e disomogenea, dei flussi sia nazionali che internazionali.

Gli elementi dell’offerta che emergono dal sondaggio sono:

  • il conclamato successo delle località dell’Alto Adige (Corvara, Selva di Val Gardena, Ortisei e il comprensorio di Plan de Corones);
  • l’appeal esercitato da Cortina d’Ampezzo che, grazie al binomio glamour&fashion, resta sinonimo di tradizione e prestigio delle vacanze invernali, anche per la clientela straniera;
  • il consolidamento della domanda nell’area del Monte Bianco, grazie anche a novità alberghiere, impiantistiche (es. Skyway Monte Bianco) e alla presenza di un polo di benessere termale come Prè Saint Didier;
  • la conferma di Madonna di Campiglio come località top per qualità alberghiera e ristorativa e le buone performance di Valle di Fassa, Fiemme e San Martino di Castrozza.

Passando all’analisi della domanda, da richieste, atteggiamenti e stili di consumo dei turisti, si delineano i trend che caratterizzeranno la stagione invernale appena cominciata:

  • i flussi turistici, in particolare quelli italiani, restano concentrati nei 30 giorni di alta stagione (Natale/Capodanno/Epifania e febbraio/Carnevale);
  • la domanda di SPA e centri benessere continua a crescere. A parte qualche sporadico caso virtuoso, tuttavia il processo di adeguamento degli alberghi di montagna si è però fermato;
  • prosegue la crescita di discipline alternative, sia extreme che slow: freeride, sci alpinismo, sleddog, ciaspole, etc.;
  • si accentuano le richieste di soggiorni brevi: week-end e short break sono ormai la regola. Quasi solamente la clientela straniera, quella organizzata più di quella individuale, acquista la classica settimana bianca in montagna;
  • stabile l’attenzione al prezzo che, con il predominio del web, diventa primaria variabile di scelta in parallelo alle recensioni. Lo sottolineano 8 operatori turistici su 10;
  • dilaga l’abitudine di prenotare sotto data … Natale e Capodanno esclusi. La maggioranza degli albergatori afferma che mediamente il 30-40% delle prenotazioni arriva nelle 48-72 ore precedenti il soggiorno.

Il sondaggio del panel di operatori dell’Osservatorio della Montagna annuncia una stagione invernale migliore di quella passata:

  • il 22,1% degli intervistati prevede una crescita del movimento turistico, grazie soprattutto alla ritrovata voglia degli italiani di tornare a frequentare le sicure e rassicuranti località montane;
  • 4 operatori su 10 prevedono una crescita della clientela italiana (un dato omogeneo in tutti i comprensori, con picchi positivi in Alto Adige e Valle d’Aosta);
  • per 6 operatori su 10 il movimento internazionale si manterrà in linea con lo scorso anno. Germania, Be.Ne.Lux e Austria sono i principali mercati internazionali. Si affievolisce la presenza dei russi, stabile il mercato polacco, in ripresa quello britannico;
  • il 58,3% si aspetta nel complesso una conferma della performance della passata stagione;
  • solo il 19,6% prevede una diminuzione del movimento complessivo (meno operatori pessimisti rispetto allo scorso anno);
  • il 22,1% prevede un aumento del movimento (è il dato migliore degli ultimi 6-7 anni);
  • per le Festività di Capodanno, fino all’Epifania, 7 operatori su 10 sono certi di superare l’85% di occupazione camere;
  • i comprensori di Valle d’Aosta e Alto Adige faranno registrare le migliori performance stagionali.

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Prezzi skipassCaro skipass, quanto mi costi

In questa tabella i prezzi degli skipass giornalieri che risultano in costante crescita (compresi tra il +3 e +4%) mentre frenano i gli aumenti alberghieri. La spesa media pro-capite si aggira sui 162 euro al giorno tutto compreso.

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