La saggezza di John Muir, padre dell’ambientalismo

Muir libro
Il taccuino pubblicato da Edizioni dei Cammini.

John Muir (1838-1934) raccontava con entusiasmo le montagne cent’anni fa. Quando non esistevano gli I phone scriveva dei tweet su come si perde la capacità di sentirsi vivi se si lavora troppo o se ci si concentra su come fare quattrini piuttosto che sulle cose che ci rendono felici. Vi suona familiare questo tipo di ragionamento? Certo, l’americano Muir era un bel visionario. Dovete ringraziarlo per il Yosemite National Park e per il Sequoia National Park, per la nascita del Sierra Club e anche per le brevi frasi piene di passione che MountCity ha qui ripreso traducendole da “Adventure Journal”. E già che ci siete leggetevi il suo taccuino “Mille miglia in cammino fino al Golfo del Messico” da poco pubblicato da Edizioni dei Cammini (240 pagine, 16,50 euro). Studioso appassionato di botanica, a soli 29 anni Muir decise di mettersi in cammino diretto a Sud, con l’unico scopo di studiare e documentare le bellezze e le meraviglie della natura: un viaggio che lo condurrà fino a Cuba e terminerà poi in California. Leggendo il suo diario di viaggio troviamo annotazioni che rivelano la sua inclinazione a una vita solitaria e all’aria aperta, immerso nella natura selvaggia e immacolata, a cui l’uomo non ha ancora imposto la sua presenza. Questa verso il Golfo del Messico non fu certamente la prima spedizione esplorativa che Muir intraprese (la prima in assoluto fu quella narrata in “My First Summer in the Sierra”) ma di sicuro resta la più impegnativa e la più avventurosa. Muir non si limita infatti a parlarci di flora e fauna, di affascinanti foreste, di pianure e paludi rigogliose: descrive con intelligenza e sensibilità anche il contesto socioeconomico in cui viaggia. L’amore per la natura però prevale su qualsiasi altro aspetto al punto da farsi quasi religione: il linguaggio diventa biblico quando esprime i suoi sentimenti e nessun profeta avrebbe potuto prendere più seriamente la chiamata o intraprendere una tale missione con tanto fervente sentimento. Ecco qui un campionario del Muir pensiero. Buona lettura! (M.N.)

“Devo spezzare le catene e andarmene sulle montagne”

  • “La maggior parte delle persone sta sul mondo, non nel mondo”.
  • “Chi non vorrebbe essere un alpinista! Visti da quassù tutti i premi del mondo sembrano niente”.
  • “Pochi posti al mondo sono più pericolosi della propria casa. Non devi aver paura di provare a salire montagne. Potrai uccidere l’ansia, salvarti dall’apatia mortifera, potrai sentirti libero e trasformare le tue capacità nascoste in energiche entusiasmanti azioni”.
  • “Il mondo è grande e voglio vederlo bene prima che si oscuri”.
  • “Quando cercate di scegliere qualcosa da solo, lo trovate inevitabilmente legato a qualsiasi altra cosa nell’universo”.
  • “Sono uscito per fare una passeggiata e ho finito per star fuori fino al tramonto del sole, perché andare fuori, mi sono accorto, in realtà significava andare dentro”.
  • “In ogni passeggiata a contatto con la natura si riceve molto di più di ciò che si cerca”.
  • “Questo superbo spettacolo è eterno. C’è sempre un’alba da qualche parte; in ogni istante c’è una goccia di rugiada; sempre c’è una pioggia che cade; sempre si alza la nebbia. Eterno è il sorgere del sole, eterni l’alba e il crepuscolo, sul mare, i continenti e le isole ognuno al suo turno mentre la rotonda terra gira”.
  • “Un po’ di natura rende tutto il mondo affine”.
  • “In ognuno c’è un amore per la natura selvatica, un antico amore-madre che può essere riconosciuto oppure no ma che comunque viene nascosto da ansie e doveri”.
  • “Sto perdendo giorni preziosi. Sto perdendomi in un meccanismo per far soldi. Non sto imparando niente in questo inconcludente mondo di uomini. Devo spezzare le catene e andarmene sulle montagne per imparare cose nuove”.
  • “Un giorno in montagna è meglio di una carrettata di libri”.
  • “La maggior parte dei viaggiatori osservano solo ciò che sono indirizzati a osservare. Fondamentale è il potere di chi scrive le guide di viaggio, i quali tuttavia sono ignoranti”.
  • “Non ho mai visto un albero scontento”.
  • “Nessun paesaggio naturale è brutto fintanto che è selvatico”.
  • “La via più chiara nell’universo è quella che attraversa una foresta selvaggia”.
  • “Andare da solo, in silenzio, senza bagaglio, è questo l’unico modo per arrivare nel cuore della wilderness. Ogni altro viaggio è solo rumore, alberghi, bagaglio, chiacchere”.
  • “Migliaia di persone stanche, coi nervi a pezzi e super civilizzate cominciano a credere che andare sulle montagne è andare a casa; che lo stato selvaggio è una necessità; che i parchi e le aree protette di montagna sono utili, non solo perché sorgenti di boschi e di fiumi ricchi di acqua ma perché sorgenti di vita”.
  • “Le montagne sono sorgenti di uomini cosi come di fiumi, di ghiacciai, di suolo fertile. I più importanti poeti, filosofi, profeti, uomini intelligenti, il pensiero e l’azione dei quali ha fatto progredire il mondo, sono scesi dalle montagne. Abitanti delle montagne, cresciuti con forza insieme agli alberi della foresta nell’officina della Natura”.
  • “Andare in montagna è andare a casa”.

Fonte: http://adventure-journal.com/2013/10/the-aj-list-20-inspiring-quotes-from-john-muir/

Commenta la notizia.