Piste olimpiche all’asciutto. Monte Rosa incalzato dall’anticiclone

Fra i tanti bollettini di guerra che arrivano dalle Alpi inaridite dall’anticiclone, dove le stazioni sciistiche fanno a gara a chi la “spara” più grossa (intesa come neve artificiale), una notizia fa un certo effetto al di là della sua gravità tutta da accertare. Una consistente frana si è staccata il 19 dicembre dalla parete orientale del Monte Rosa, quella che sovrasta il lago delle Locce oltre i 2.500 metri di altitudine.

Difficile stabilire la quantità esatta di materiale scivolato a valle. Nessuno è rimasto coinvolto. Dunque che notizia è? Eppure la ferita brucia nel cuore di appassionati come i milanesi Laura e Giorgio Aliprandi che al “loro” Monte Rosa hanno dedicato una vita di studi e di ricerche e un’opera fondamentale: “Il grande Monte Rosa nella cartografia storica”.

Val di Susa
Effetti dell’anticiclone in Valle di Susa. Nella foto sopra il titolo il versante orientale del Monte Rosa.

Informati da un tam tam il cui eco giunge fino al loro “campo base” di porta Magenta, gli Aliprandi ci hanno gentilmente “girato” la notizia. Nessuna difficoltà ad approfondire sul web. Si è appreso che già questa estate nella zona si erano manifestati cedimenti. Difficile è ora quantificare il materiale scaricato a valle dal corrucciato Monte Rosa: la frana è stata ripresa – ma solo mentre rallentava nelle fasi conclusive – dalla videocamera della stazione meteo di “MeteoLiveVCO” che propone il video nel suo canale Youtube.

Secondo gli esperti di MeteoLiveVCO, la causa dovrebbero essere le “temperature folli per la quota”. Non si stenta a crederlo. Infatti, precisano i tecnici, “la temperatura media provvisoria in questo scorcio di dicembre è di 3.1°C, la media delle minime di 0.9°C, come se fosse ottobre e non dicembre”. Monte Rosa a parte, le località invernali “griffate” se la cavano tracciando sui prati incredibili e redditizie fettucce di neve artificiale a disposizione degli sciatori. Ma non dappertutto si fa festa. Nelle valli olimpiche del Piemonte, dove il cielo è costantemente azzurro, sono numerosi gli impianti chiusi. E gli operatori turistici non si danno pace. E il dominio assoluto dell’anticiclone pare inevitabile ben oltre il Natale 2015.

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