La Tv e il format degli alpinisti con l’elicottero. Prende posizione anche l’Huffington Post

E ora? Se lo è chiesto il 21 dicembre un sito “di montagna” cercando per l’ennesima volta di dimostrare che il reality “Monte Bianco” nonostante il flop degli ascolti è piaciuto “a moltissimi appassionati di montagna a dispetto dello schieramento montano/ambiental/istituzional/noglobal”. Sugli sviluppi possibili di questo reality che tanto ha fatto discutere si è espresso quello stesso 21 dicembre il più serio Huffington Post con le parole di Nicola Pech e sotto un titolo inequivocabile: “Il format degli alpinisti con l’elicottero”. Il punto, occorre ribadirlo con Pech a chi è duro d’orecchi, è che Monte Bianco ha di fatto sdoganato l’uso dell’elicottero come un vero e proprio taxi della montagna. “L’elicottero era dappertutto, mostrato come un trofeo, era parte integrante del paesaggio e del vostro alpinismo”, scrive Pech rivolgendosi a Facci, Zambrotta & vedettes varie del reality.

Huffington Post
L’Huffintgon Post del 21 dicembre 2015. Sopra il titolo il vincitore di “Monte Bianco” Luca Zambrotta.

“E ora”, prosegue Pech di cui è noto il lodevole attivismo anti-eliski, “che cosa dobbiamo aspettarci per la prossima stagione? Le guide di Courmayeur proporranno un bel pacchetto Monte Bianco con salita dal Gonella in elicottero? È questo, alpinisti o no, che vogliamo per le Alpi? Una grande piazzola per elitrasportare ‘in sicurezza’ centinaia di alpinisti smaniosi della foto di vetta da postare sui social network? È così che vogliamo ridurre il Monte Bianco? In questo alpinismo non c’è silenzio, non c’è avventura e la fatica è addomesticata da un elicottero che adatta la salita all’alpinista e non viceversa. Questo è quello che si è visto a Monte Bianco, il resto sono chiacchiere che durano il tempo di una stagione (televisiva)”.

Chiacchiere e becere invettive a chi non la pensa come lorsignori arrivano, guarda caso, da siti gestititi da organizzazioni sostenute da fondi pubblici “volte alla promozione dello sviluppo sostenibile delle aree montane e alla salvaguardia degli ecosistemi fragili d’alta quota”.

Il bello è che questi paladini dell’elialpinismo non si limitano a difendere interessi costituiti come quelli della Valle d’Aosta che ha investito centinaia di migliaia di euro in questo sciagurato format, ma pretendono di giudicare l’atteggiamento di quanti (i cosiddetti gufi) si appellano a corretti principi per la tutela dell’ambiente alpino. E’ pur possibile che l’ambientalismo dei nostri tempi si stia afflosciando nell’incapacità di interpretare un presente sempre più complesso e manovrato da interessi economici. Ma c’è qualche buona ragione per compiacersene ed esultare e fare del sarcasmo?

One thought on “La Tv e il format degli alpinisti con l’elicottero. Prende posizione anche l’Huffington Post

  • 30/12/2015 at 10:39
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    Scusatemi… Ma davvero ancora a menarsela su un reality (che tutti dicono nessuno ha visto)? E£ chi cavolo rappresenta poi l’ “autorevole” Huffington Post? Bah… Mi preoccuperei di più della faccenda del Gouter (“Ma davvero a nessuno in Francia importa che tra il 1990 e il 2011 si siano stati stati nel micidiale couloir 291 soccorsi ad alpinisti e 254 incidenti che hanno causato 74 morti e 180 feriti?”)… Questo sì che da una visione del “possibile” davvero distorta, altro che “Monte Bianco”…

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