Dolomiti sotto assedio

Nelle osservazioni che CIPRA Italia ha portato all’attenzione della Fondazione Dolomiti UNESCO si ribadiscono alcuni fondamentali punti fermi come il divieto dell’eliski e dell’eliturismo, la regolamentazione del traffico turistico nei passi dolomitici e ogni ulteriore ampliamento delle aree sciabili. “I rappresentanti della Commissione”, precisa Luigi Casanova, vicepresidente di Cipra Italia, “si rivolgono per lo più al mondo politico perché investa in coerenza e coraggio innovativo nel rispettare le linee guida del piano di gestione approvato in Fondazione”.

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Il giro dei cinque passi dolomitici (Dolomiti.it). Nella foto sopra il titolo, Cortina d’Ampezzo dalla Tofana (ph. Giuseppe Ghedina, per gentile concessione).

La parte più interessante del documento che pubblichiamo nella sua integrità riguarda alcuni NO ritenuti insindacabili. Tra questi il divieto in tutte le Dolomiti “patrimonio dell’umanità” dell’eliski e dell’eliturismo con decisioni uniformi sul territorio e rispettando, specialmente in provincia di Bolzano, la legge che regola l’attività dei voli turistici: cosa che oggi non avviene nonostante le rassicurazioni del mondo politico.

Un NO deciso della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi riguarda ogni ampliamento delle aree sciabili, anche se si possono riqualificare le esistenti (non potenziarle). La Commissione annuncia di opporsi in tutti i modi possibili all’estensione delle aree sciabili di Campiglio (anche verso Serodoli), del Latemar (verso Moena e verso Obereggen) e in Marmolada.

Riguardo la mobilità si ritiene che la proposta riguardante la ferrovia sia sottostimata. “E’ fondamentale”, si legge, “proporre e attuare il giro delle Dolomiti in treno con la definizione delle due linee di penetrazione delle valli di Fiemme e Fassa e della Val Gardena”.

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Urge ridurre l’insostenibile rombo delle moto! (ph. www.trentinoinmoto.it, per gentile concessione)

Viene infine toccato il tasto delicato dei passi dolomitici nella convinzione che vadano chiusi al traffico turistico, da principio con chiusure a fasce orarie. “E’ doveroso intervenire da subito”, si precisa inoltre, “sul tema del rumore impedendo il transito alle moto che superano i 65 dB di rumorosità e imponendo ovunque, facendolo rispettare, il limite dei 60KM/H”.

Altro grave problema su cui si concentra l’attenzione degli ambientalisti: i passi sono stati stravolti dalla ubicazione dei parcheggi. CIPRA Italia ritiene che sia possibile intervenire con progetti di riqualificazione e ridimensionamento di tali parcheggi, in modo graduale, e intanto potenziare l’accesso ai passi con l’uso degli impianti funiviari e di navette.

Leggi il documento Osservazioni alla sintesi del piano di gestione Dolomiti UNESCO

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