Il “Labirinto della memoria” nel cuore della Valle d’Aosta

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La cappella di San Rocco a Torgnon (AO). Nella foto grande sopra il titolo la valle ricoperta delle nubi (ph. Dario Monti, Vie Storiche, per gentile concessione).

L’”autre  monde” è un mondo a sé, come viene riportato in un atto notarile della fine del XVI secolo che riconosce a tre piccole frazioni di Torgnon (AO) una propria giurisdizione ed autonomia. Con la Reconnaissance del 1588, infatti, il feudatario conferiva ai sudditi di Triatel, Etirol e Ronc il possesso di fatto di terra, acqua e case. La collocazione appartata e la storia successiva di questi villaggi valdostani ha fatto sì che essi sviluppassero un forte spirito di collaborazione per affrontare autonomamente le proprie necessità: la gestione dell’acqua per l’irrigazione, il funzionamento del mulino e del forno, l’istruzione per i più giovani. A causa del relativo isolamento le Petit Monde ha conservato  parte del suo prezioso patrimonio architettonico. A Triatel sopravvivono tre strutture che, nell’ambito di un progetto sostenuto dall’Unione Europea, hanno potuto essere restaurate e trasformate in un museo aperto al pubblico. Si tratta di un raccard a schiera, una grange ed un piccolo grenier. Il raccard è costruito con tronchi di larice su pilotis a forma di fungo secondo uno schema tipico dell’architettura di montagna importata dai Walser: era utilizzato per immagazzinare il fieno ed essiccare il grano. Nella grange avveniva la battitura dei cereali mentre nel grenier si conservavano le provviste. Costruiti tra il 1463 ed il 1700, questi edifici si sono mantenuti fino ai nostri giorni e risultano particolarmente interessanti per le tecniche di costruzione e le scelte architettoniche.

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Il raccard, parte di un percorso museale, con la Grande Dent sullo sfondo.

Attualmente, negli interni, è allestito un percorso museale (aperto nella stagione estiva) che permette di comprendere la storia e le caratteristiche di questo sito. Ci troviamo in un importante museo etnografico della Valle d’Aosta, uno dei tanti “musei in cammino” che offrono l’opportunità di incontrare e conoscere la montagna valdostana: paesaggi e risorse, lavoro, cultura e tradizioni. All’interno del villaggio, accanto  al raccard, sorge la cappella di san Rocco un tempo dedicata a San Teodulo, vescovo a cui deve il nome il passo che unisce la Valtournenche a Zermatt. Da qui passava l’antica mulattiera a mezza costa che collegava la Valle d’Aosta ed il castello di Saint Denis con la Svizzera evitando il più difficile itinerario per le gole di Chatillon.

A Triatel si giunge oggi percorrendo da Torgnon una strada panoramica costruita negli anni Sessanta sul percorso della vecchia mulattiera. Prima del villaggio, addossata ad un ripida parete di roccia, si incontra la cappella di Ponty decorata da affreschi sulla facciata.

Da Triatel il cammino prosegue sino ad Etirol dove si può visitare il vecchio mulino azionato dalle acque del torrente Petit Monde. La storia e le caratteristiche architettoniche di questi villaggi sono descritti ed ampiamente illustrati nel libro  “Il Labirinto della memoria” edito nel 2009 nella collana Quaderni del Museo.

Rosalba Franchi

www.viestoriche.net

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