Appello alla cultura per la salvaguardia del paesaggio alpino

ArchAlp_10_1S’interroga Antonio De Rossi, direttore del Centro di Ricerca Istituto di Architettura Montana, se l’abitudine a considerare la “concretezza” come obbiettivo primo dell’agire in montagna, contrapposta alla presunta “inutilità” di una gran mole di studi e ricerche che giacciono nei sottoscala degli enti pubblici, non lasci spazio a un vuoto progettuale, all’incapacità nel nostro paese di intercettare finanziamenti della Comunità Europea con progetti fondati e durevoli. Il numero 10 dicembre 2015 di Archalp – pubblicazione semestrale curata da Roberto Dini e Antonio De Rossi scaricabile o sfogliabile a questo link – è dedicato a una ampia ricognizione sullo stato delle ricerche sul territorio alpino: una ricca miscellanea, non solamente di natura universitaria, ma anche professionale e di matrice privata; ecco alcuni degli argomenti trattati.

ArchAlp_10_2La Provincia autonoma di Trento propone la prima edizione del Premio “Fare paesaggio. Selezione triennale di progetti e iniziative per la salvaguardia, la gestione e la valorizzazione del paesaggio nell’area alpina”. L’obiettivo del Premio è sostenere la salvaguardia e la gestione del paesaggio, sensibilizzando i cittadini, gli amministratori, i liberi professionisti, le istituzioni scolastiche ed educative attraverso l’individuazione di esempi virtuosi di azione in campo paesaggistico e la loro divulgazione sul territorio. Le candidature dovranno pervenire entro il 31 gennaio 2016 secondo la procedura indicata sul sito http:// www.premiofarepaesaggio.it/.

Screenshot 2016-01-13 09.32.30Nel piccolo comune di Ostana, nell’alta valle Po, il 17 ottobre 2015, è stato inaugurato il centro culturale e polifunzionale Lou Pourtoun nella borgata Miribrart. L’evento ha rappresentato il compimento di un percorso, lungo quasi tre decenni, guidato dall’idea di un possibile riscatto dall’inesorabile declino socio-economico successivo all’abbandono demografico del secondo dopoguerra. “Questo insieme di interventi, così articolati e diversificati, hanno rappresentato per i progettisti un’occasione di sperimentazione sul campo di soluzioni che sapessero mettere in gioco un linguaggio architettonico contemporaneo, in un contesto particolare e sensibile come quello alpino, attraverso un’attenta ibridazione dei materiali e delle tecniche locali con l’innovazione tecnologica e degli elementi costruttivi e, infine, il recupero e la reinterpretazione delle tipologie insediative tradizionali” scrive Massimo Crotti, responsabile del progetto.

ArchAlp_10_featuredIl benessere animale è il filo conduttore che ha portato a orientare le scelte rispetto agli spazi funzionali (chiusi, aperti, coperti), ai materiali, alle soluzioni morfologiche e tecnologiche del progetto “La stalla sostenibile” curato da Daniela Bosia, Lorenzo Savio e Francesca Thiebat, ricercatori del Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design (DAD), assieme all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta – unità di Biostatistica Epidemiologia e Analisi del Rischio (BEAR) e in collaborazione con l’Associazione di allevatori di razza bovina piemontese “La Granda”. Il progetto ha affrontato il tema dell’allevamento sostenibile di bovini da carne: la sostenibilità include la salute e il benessere degli animali, le esigenze dell’allevatore e dei veterinari, il rapporto delle costruzioni con l’ambiente e il paesaggio.

Messner Mountain Museum, Ortles (ph G. Tappeiner)
Messner Mountain Museum, Ortles (ph G. Tappeiner)

“Pur configurandosi come oggetto architettonico di qualità, connotato da una ricerca plastica raffinata oltre che da un sicuro impatto in termini di spettacolarità e spettacolarizzazione, MMM Corones presenta però alcune evidenti criticità, collocandosi per filosofia d’intervento in maniera dissonante rispetto al solco progettuale segnato dalle sedi fin qui realizzate (vedi: L.Gibello, Hadid vs Messner, top of the flop). Seppur differenti tra loro, gli interventi antecedenti sembrano infatti rispondere in maniera evidente ad un approccio unitario scaturito da un’unica idea forte, capace di instaurare un insieme architettonico-territoriale riconoscibile.” Un interessante approfondimento a firma di Stefano Girodo che esplora dettagliatamente la multiforme ricerca artitettonica sottesa allo straordinario itinerario museografico creato dal re degli ottomila (sopra il titolo una foto scattata presso il museo di Monte Rite, ph Georg Tappeiner).

Aymavilles, Gressan, Ollomont, Gignod, Saint-Vincent, Verrès sono le località valdostane scelte per un progetto di studio e approfondimento biennale organizzato dal Politecnico di Torino nel biennio 2014-2015 e focalizzato sui luoghi e sulle problematiche delle aree alpine. Finanziato dalla Fondazione CRT, rivolto agli studenti migliori – il top 5% degli iscritti alla laurea triennale – il progetto li ha coinvolti in un’esperienza didattica supplementare e complementare al percorso di studi, così da coltivarne e metterne in luce le attitudini e aiutarli a diventare laureati di successo.

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Cos’è IAM

L’Istituto di Architettura Montana (IAM) nasce per la prima volta presso il Castello del Valentino, sede della facoltà di architettura di Torino, a seguito dei Convegni di architettura di Bardonecchia degli anni ’50, grazie all’opera di figure come Carlo Mollino, Roberto Gabetti, Franco Albini, Paolo Ceresa. L’IAM rinasce nell’autunno del 2009 presso il Dipartimento di Progettazione Architettonica e di Disegno Industriale del Politecnico di Torino, al fine di valorizzare e promuovere le ricerche in tema di architettura, design e paesaggio alpino. Dal 2013 è un centro di ricerca del Dipartimento di Architettura e Design (DAD) del Politecnico di Torino che ha per obbiettivi: la promozione e realizzazione di ricerche di base e applicate nei campi del progetto, dell’architettura, della storia, del restauro, del recupero, del design, della tecnologia e della cultura materiale incentrate sullo spazio alpino e montano; la formazione di reti di ricerca con enti e soggetti locali e internazionali sul tema dei luoghi montani; il supporto delle comunità locali nella messa a punto di ricerche e di progetti finalizzati allo sviluppo locale e alla trasformazione consapevole del territorio montano con l’intento di agevolarne lo sviluppo sostenibile; la valorizzazione e divulgazione delle culture architettoniche e tecniche che hanno come fine la qualificazione e lo sviluppo della montagna; lo sviluppo di attività didattiche in stretta relazione con la ricerca, e aventi come oggetto i luoghi, i paesaggi e gli ambienti montani.

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