Paghiamo il canone ma fateci vedere la Tv! Si allarga la protesta dei comuni montani

Il canone Rai lo pagheranno tutti nella bolletta elettrica di luglio. Ma una cosa è certa: troppe aree montane non riescono a vedere i canali del servizio pubblico e fossero solo quelli… Ma al dovere di pagare l’imposta sul possesso di una tv, si unisce il diritto non sempre garantito a poterla vedere. Con la speranza di porre rimedio a questa ingiustizia l’Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) ha varato il 9 gennaio 2016 un’iniziativa che tocca i 4000 Comuni montani e collinari italiani come risulta dal documento che pubblichiamo diffuso dalla Delegazione piemontese (mail: uncem@provincia.torino.it)

Uncem logoNecessari investimenti e azioni politiche immediate

A tutti i Comuni montani, il presidente nazionale dell’Uncem Enrico Borghi ha chiesto di approvare un ordine del giorno per chiedere in primo luogo al Governo e al Parlamento un tavolo di monitoraggio sul servizio televisivo, che costringa RaiWay a potenziare le infrastrutture per la diffusione. Un anno fa, Uncem Piemonte aveva scritto al CoReCom, il Comitato regionale per le comunicazioni, segnalando proprio le difficoltà di accesso al servizio radiotelevisivo di molte aree alpine piemontesi. Alla lettera aveva risposto il presidente Bruno Geraci. “Nonostante siano trascorsi diversi anni dalle operazioni finali di transizione al digitale terrestre”, informava il CoReCom, “vi sono comunque vaste aree del territorio piemontese che a oggi ancora non godono appieno dei vantaggi di questa trasformazione. Si stima che oggi siano penalizzati circa 600mila abitanti nella visione di Rai 3 regionale. Il Corecom sin dal suo insediamento ha posto l’attenzione sulla questione della mancata ricezione del segnale Rai regionale nelle diverse aree territoriali della regione”.

In alcune zone montane, dunque, non giunge alcun segnale di Raitre. Del problema si sono occupati più volte la Giunta e il Consiglio regionale dell’Uncem, prendendo posizione con i vertici Rai e con i Ministeri competenti, chiedendo che la ricezione dei canali e dei notiziari televisivi regionali sia assicurata in tutto il Piemonte. Secondo il CoReCom, per coprire l’intero territorio piemontese non sono necessari interventi molto costosi: si stima una spesa di circa 500mila euro per potenziare il segnale digitale dei ripetitori ove necessario (per superare in potenza il segnale proveniente dalla Lombardia) e per coprire le zone impervie tuttora non servite o mal servite dagli impianti realizzati negli anni scorsi, spesso a spese (o con il contributo) delle Comunità montane.

Il CoReCom Piemonte ha avviato nella primavera 2014 un’indagine tra tutti i comuni piemontesi volta a definire le problematiche relative alla ricezione del segnale Rai e, in particolare quelle legate alla ricezione del segnale diffuso dal Mux 1, (Rai1, Rai2, Rai3 – Piemonte/Lombardia, Rai News). I dati, caricati su procedura MetTeReRaMi, ha evidenziato in modo particolare i Comuni dove il segnale non viene ricevuto da oltre il 50 % della popolazione.

In media, nelle aree montane, circa il 50% dei comuni interpellati segnala una ricezione con copertura superiore al 95% della popolazione.

”I dati in nostro possesso”, spiega Lido Riba, presidente Uncem Piemonte, “confermano che molte più aree del Piemonte non vedono Rai e altre tv. È grave soprattutto perché noi crediamo profondamente nel servizio pubblico, nell’informazione regionale, nella riattivazione e nel potenziamento di trasmissioni come TgR Montagne, Ambiente Italia, Linea Verde. Allo stesso tempo chiediamo al Governo di attivare misure per salvare le piccole reti locali e il loro ruolo strategico in Piemonte. Penso a quelle che purtroppo hanno chiuso o sono in crisi come TeleGranda o Rete Canavese. Abbiamo necessità, con tutti i Comuni montani e le comunità, di una maggiore attenzione per la comunicazione. Non poter vedere la tv è il primo fronte del digital divide, molto pericoloso nel 2016. Chiedo a tutti i Comuni di far sentire la loro voce approvando l’ordine del giorno, anche quelli in cui apparentemente i problemi sono minori. Lavoriamo con il CoReCom e con la Regione per migliorare i servizi. Saranno necessari investimenti e azioni politiche, immediate”.

Fonte: www.uncem.it/

Commenta la notizia.