Gli avvoltoi prosperano al Gran Paradiso. Dove il gipeto nidifica

Gli avvoltoi stanno sparendo dall’Africa. Delle undici specie, sei sono a rischio di estinzione e quattro sono seriamente in pericolo, secondo un rapporto di Birdlife international. Nel 2003 gli scienziati hanno identificato nel diclofenac, un farmaco antinfiammatorio usato per curare il bestiame, la principale causa di questo calo. Per fortuna in Italia non corre rischi il gipeto, un avvoltoio di casa nel versante valdostano del Parco Nazionale del Gran Paradiso, come è possibile dedurre dal comunicato del Parco che qui pubblichiamo.

Vietato arrampicare
Il divieto di arrampicare in Valnontey per proteggere il gipeto che distende maestosamente le ali nella foto in alto sopra il titolo (ph. Davide Glarey)

Per favore, non disturbatelo

Torna a nidificare anche in Valle di Cogne, nel versante valdostano del Parco Nazionale Gran Paradiso, il gipeto, avvoltoio che si era estinto nel 1913 e che recentemente è tornato a popolare le valli dell’area protetta. La scelta del Gran Paradiso come luogo di nidificazione non è quindi casuale, il Parco infatti è territorio ideale per il volatile per diversi motivi: la facilità di reperire cibo, grazie all’abbondanza di fauna selvatica, la possibilità di trovare spazi idonei alla nidificazione, grazie alla conformazione delle pareti rocciose, ma soprattutto per la tranquillità che può trovare solo in un’area protetta, in cui sono vietati i sorvoli con elicottero o altri mezzi, e in cui il disturbo antropico è ridotto. “Alcune specie sono particolarmente sensibili alla presenza umana e risentono in misura maggiore del disturbo che possiamo arrecare. Proprio per questi motivi è stata istituita una zona di protezione in Valnontey, dove è proibito arrampicare su alcune cascate di ghiaccio, addentrarsi e disturbare i siti di nidificazione, comprese le attività di osservazione ravvicinata per foto e riprese”, così ha spiegato Bruno Bassano, veterinario e responsabile del servizio scientifico del Parco, alla Cogne Ice opening che si è svolta sabato 19 dicembre. Il folto pubblico di arrampicatori che ha partecipato alla manifestazione, in gran parte stranieri, si è mostrato interessato e coinvolto dall’argomento, dimostrando attenzione al tema dell’arrampicata sostenibile e alla particolare situazione che si è venuta a creare in Valnontey. Nel caso del gipeto tra pareti di solida roccia e cascate di ghiaccio (quelle coinvolte dalla zona di protezione in Valnontey sono Monday Money, Gusto di Scozia, Flash estivo, Flash estivo colonnato centrale, Fiumana di Money), il successo delle nascite e della sopravvivenza dipende da molti fattori e soprattutto dalla scelta del luogo dove accoppiarsi o dove costruire il nido. Importante quindi garantire il massimo della tranquillità, così da lasciare i gipeti liberi di scegliere dove deporre le proprie uova, e ridurre al minimo il nostro disturbo. Il Presidente del Parco Italo Cerise ha così commentato: “La nidificazione del gipeto in Valnontey rappresenta un evento di grande interesse scientifico e naturalistico per il Parco, e un successo per la sua azione a favore della conservazione della biodiversità; ma anche un’opportunità per il territorio vista la forte attrazione che un evento come questo suscita in tutti coloro che amano la natura. Le misure di tutela che sono state adottate perché la nidificazione vada a buon fine, limitando l’attività di arrampicata su ghiaccio in una zona molto modesta della Valnontey che potrà continuare ad ospitare gli arrampicatori nel resto del territorio. In definitiva in questo inverno, in Valnontey si possono svolgere due attività: l’arrampicata su ghiaccio nelle zone libere e l’osservazione della nidificazione del gipeto”. Oltre alle attività di prevenzione in essere, il monitoraggio del gipeto da parte del corpo di sorveglianza è quotidiano. Il controllo dei siti di nidificazione, in particolare durante la cova e la schiusa dell’uovo, e prima dell’involo del pullo (il piccolo di gipeto) viene fatto dai guardaparco, assieme ai tradizionali strumenti, con mezzi tecnologici particolarmente avanzati, al fine di assicurare un adeguata protezione ai “tesori” del vero e proprio scrigno della biodiversità che è il Parco.

Commenta la notizia.