Sciare con Kristian e Deborah nel sessantennale dei Giochi olimpici? A Cortina potete provarci

Ghedina
Kristian Ghedina, tra i protagonisti di “Cortinissima”. Nella foto sopra il titolo, un’immagine del tedoforo alle Olimpiadi del 1956 tratta dal film “Vertigine bianca”.

Logo CortinissimaE’ in preparazione la prima edizione della Cortinissima ’56, evento nel calendario della Perla delle Dolomiti organizzato da M’Over e a cui il Comitato Provinciale Fisi contribuisce con l’apporto tecnico-direttivo partecipando con atleti, dirigenti, giudici  e direttori di gara. L’appuntamento è fissato per il 20 e 21 febbraio e si potrà gareggiare assieme a Campioni come Kristian Ghedina, Deborah Compagnoni e Pietro Piller Cottrer. L’evento viene presentato sabato 23 gennaio a Cortina (presenti Kristian Ghedina, Bruno Alberti, 3 volte olimpionico e portabandiera nel ’56, Stefano Abram, Maurizio Sommariva, Alessandro Benetton, Marco Gallina e Luca Frezza). Va ricordato che dei Giochi di Cortiona, il TrentoFilmfestival aveva presentato nel 2015 il film ufficiale “Vertigine bianca” in una nuova versione restaurata. Vibrano di passione nel film, dopo tanti anni, le immagini realizzate in eastmancolor  da un maestro della fotografia, Enzo Serafin (1912 – 1995), che un anno prima vinse il Nastro d’Argento per le sue opere tra le quali “Cronaca di un amore” (1950) diretto da Michelangelo Antonioni e “Viaggio in Italia” (1954) di Roberto Rossellini. Il film di Ferroni giunse sugli schermi come “il più grande spettacolo a colori sulla neve e sul ghiaccio interpretato da autentici campioni”.

Vertigine bianca locandina copia
Una locandina del documentario ufficiale realizzato dall’Istituto Luce.

Affascinanti sono ancora oggi (soprattutto oggi…) le acrobazie di Toni Sailer giù dalla Stratofana, è impagabile l’acceso scontro allo Stadio del Ghiaccio fra sovietici e statunitensi dell’hockey (in piena guerra fredda!),  sono entusiasmanti le eleganti falcate del fuoriclasse svedese Sixten Jernberg trionfatore della cinquanta chilometri di fondo su una nevaccia mezza marcia e mezza ghiacciata. Sessant’anni sono passati. Oggi gli sciatori muniti di sci corti e sciancrati che curvano da soli (mica come le “travi” calzate da Toni Sailer!), si tuffano a Cortina nella “Vertigine bianca”, il nuovissimo paradiso del “fuoripista controllato” come avvertono i cartelli alla partenza degli impianti del comprensorio Socrepes-Tofana. Dopo le nevicate, il tracciato qui viene lasciato vergine: sono gli sciatori a modellarlo con le loro discese, per provare l’emozione di una sciata “vintage”. Per la precisione, l’odierna “Vertigine bianca” parte poco sotto il rifugio Duca d’Aosta e scende lungo le pendici delle Tofane, collegando il tratto superiore del Canalone con il tratto terminale della Labirinti. E se si chiama “Vertigine”, un motivo c’è sostengono quelli che se ne intendono: 334 sono i metri di dislivello (da 2182 a 1848 metri) in appena 871 di lunghezza e una pendenza massima del 60%.

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