Quando a Milano si andava in seggiovia

Partenza seggiovia Parco Sempione
La partenza della seggiovia al Parco Sempione nel 1951. Nell’immagine sopra il titolo un particolare di una copertina che la Domenica del Corriere dedicò all’impianto.

“La funivia conquista la città” titola domenica 7 febbraio 2016 nelle pagine letterarie il quotidiano “Avvenire”. Nel servizio firmato da Marco Berchi si fa riferimento soprattutto alle città del Sudamerica. A La Paz in Bolivia nel 2014 la funivia è entrata nel sistema di trasporto urbano e oggi esistono linee di vari colori come da noi le metropolitane sotterranee. Si apprende altresì che presto a Città del Messico sarà realizzato un impianto lungo sei chilometri con sette stazioni intermedie, e che questi progetti impegnano aziende italiane come la Leitner Ropeways di Vipiteno, tremila dipendenti e dieci stabilimenti nel mondo. In altre capitali, come a Lisbona, la cabinovia è un’attrazione turistica sulle sponde del Tago.

Ma quello che pochi sanno e che il giornale della Curia trascura di segnalare è che a Milano nacque nel 1951 la prima seggiovia “urbana”. Eravamo in pieno dopoguerra, e a noi ragazzini apparve come un miracolo al Parco Sempione quella gente appesa a un filo che sorvolava i pratoni fino a raggiungere Monte Tordo dove oggi c’è una biblioteca comunale.

La stazione di partenza e arrivo era situata vicino all’ingresso del Parco (viale Shakespeare angolo via Gadio, attuale area cani), la stazione “motrice” era al citato Monte Tordo, con uno sviluppo di 600 metri per senso di marcia. Il percorso comprendeva un rettilineo di circa 450 metri che seguiva grosso modo il viale Shakespeare puntando in direzione dell’Arco della Pace e costeggiava il retro del Palazzo dell’Arte, quindi piegava di 60° a Nord-Est in modo da attraversare ortogonalmente l’asse centrale del Parco. L’impianto venne realizzato in occasione della IX Triennale. Il progetto dell’ “avveniristica” stazione di arrivo e partenza era dall’architetto Renzo Zavanella, realizzazione dalla Società Generale Macchine Edili. Navigando in Internet abbiamo ritrovato anche, nel sito olditaly.net, una vignetta ad hoc della Domenica del Corriere: a bordo della seggiovia biposto risplende una prosperosa fanciulla esilarata per cotanta esperienza. All’epoca ci si accontentava di poco.(Ser)

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