Mesta rinuncia. Nardi non sventolerà sul Nanga Parbat la bandiera dei Diritti umani

Diritti umani logo“La cosa che più mi dispiace non è tanto la rinuncia alla prima invernale, ma quella di non poter dare lustro all’alta bandiera dei Diritti Umani facendola sventolare dalla vetta del Nanga Parbat. In molti ci hanno creduto e mi dispiace averli delusi. Per tre anni ho tentato di fare qualcosa di nuovo, per questo ero disposto a molto. La vetta viene dopo, è il viaggio e l’esperienza che ne deriva che sono importanti. Auguro ad ognuno di raggiungere le proprie mete”. Costretto a rinunciare la vetta dopo oltre un mese di tentativi, Daniele Nardi ha annunciato la sua resa davanti al gigante pakistano di 8.126 metri l’8 febbraio lasciando trapelare anche qualche dissapore con i compagni di spedizione. “Sono venute a mancare sempre più”, ha scritto, “le condizioni concordate inizialmente con il team, per cui ho deciso di chiudere la spedizione”. E più avanti: “Speravo in una finestra di bel tempo tra il 5 e il 7 febbraio e avevo pensato di salire su in alto per finire la fase di acclimatazione dormendo al Campo 3 e andando poco più su. Purtroppo la finestra che si prospettava invece di aprirsi si è chiusa. E’ stato un lavoro duro per me vincere due incidenti e fissare le corde fino ai 6700 metri di Campo 3. Mi ero ripromesso di non arrivare a fine spedizione devastato come l’anno scorso dopo tre mesi di tentativi. So che è un peccato andare via, ma penso che in questo momento e in questa situazione per me sia la cosa migliore”.

Daniele Nardi copia
Daniele Nardi, ambasciatore dei Diritti Umani, ha annunciato la sua rinuncia a scalare d’inverno il Nanga Parbat, 8.126 metri. Nella foto sopra il titolo è con la bandiera che intendeva far sventolare in vetta.

Nardi è Ambasciatore dei Diritti Umani nel mondo e sostiene progetti di solidarietà in Nepal e in Pakistan. Se fosse arrivato sulla vetta del Nanga Parbat avrebbe fatto sventolare l’Alta Bandiera dei Diritti Umani firmata da oltre 20.000 studenti incontrati nelle scuole del Lazio. Con l’Associazione Arte e Cultura per i Diritti Umani Onlus, l’alpinista promuove infatti la campagna mondiale “Gioventù per i Diritti Umani”, che ha lo scopo di far conoscere ai giovani di tutto il mondo i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in modo che in questi tempi cupi diventino validi sostenitori della tolleranza e della pace. Chiusa la parentesi del Nanga Parbat, l’esperienza umanitaria di Nardi continua. Altre occasioni certamente gli si presenteranno per “dare lustro” a quella bandiera. Soprattutto per ricordare ai distratti che 40 milioni di bambini di età inferiore ai 15 anni soffrono nel mondo di abusi e abbandono, mentre l’USA National Committee to Prevent Child Abuse (Comitato Nazionale degli Stati Uniti per Prevenire gli abusi sui minori) cita 3.000.000 di nuovi rapporti di abuso o abbandono infantile ogni anno.

www.danielenardi.org/

http://it.youthforhumanrights.org/news/world-tour/may-11-2010.html

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