A Torino si celebrano gli allori del 2006, ma ombre rimangono

Torino 2006Quale il bilancio delle Olimpiadi invernali 2006 di cui ricorre il decennale che si celebra in questi giorni a Torino? Sono state 11 le medaglie conquistate dall’Italia. Un milione furono le presenze turistiche in Piemonte, 900 mila i biglietti venduti, 69,4 milioni di euro la cifra incassata. Secondo il comitato organizzatore 2.573 furono gli atleti impegnati, 2704 i tecnici e gli accompagnatori, 1000 le ore di diretta Tv, 18 mila i volontari impiegati. Cifre ragguardevoli, anche se non bastano ad annullare le ombre che permangono per gli sprechi compiuti, le installazioni andate in rovina, l’odierna obsolescenza degli impianti. A giudizio unanime Torino è stata dieci anni fa bella, efficiente, culturalmente viva. “Le Olimpiadi hanno avuto il merito di riavvicinare la capitale subalpina al suo retroterra alpino, un legame simbiotico che non a caso è all’origine della nascita a Torino del Club Alpino Italiano e dello storico Ski Club Torino”, spiegò l’allora presidente generale del Cai Annibale Salsa che alcuni anni prima era stato, insieme con un gruppo di intellettuali, il firmatario di un manifesto per l’uso della lingua occitana nelle comunicazioni ufficiali dei Giochi. “Non ci fermeremo”, è stato poi il proposito espresso a Olimpiadi concluse dal sindaco Sergio Chiamparino, “e si vedranno gli effetti non solo sul turismo, ma anche sulla produzione industriale, sull’occupazione”. L’ottimismo in certi casi non guasta, basta non esagerare.

Pista di bob
La pista olimpica di bob di Cesana costata 140 milioni di euro oggi è una cattedrale nel deserto. Nella foto sopra il titolo la cerimonia inaugurale.

Un motivo di giubilo per gli appassionati di montagna è stata comunque l’affermazione degli azzurri nelle discipline cosiddette nordiche, quelle più vicine alla natura. Agli occhi di questi appassionati la vittoria del carabiniere Giorgio Di Centa nell’impegnativa gran fondo sui cinquanta chilometri e il trionfo della staffetta azzurra (con lo stesso Di Centa, Fulvio Valbusa, Pietro Piller Cottrer e Christian Zorzi) nella 4×10 non possono che essere stati due momenti esaltanti, risultati eccezionali realizzati grazie alla classe di atleti “di montagna” modesti e tenaci. Infine l’ex campionessa Stefania Belmondo, donna simbolo delle vallate occitane, ha assolto degnamente il suo ruolo di commentatrice televisiva dando implicitamente voce alla gente delle montagne piemontesi. “Passion lives here”, lo slogan di Torino 2006, ha campeggiato a lungo in rosso sui muri degli impianti e dello stadio olimpico. Alla fine la passione ha vinto. E il podio più alto se l’è aggiudicato Torino che in questi giorni riflette con una punta di nostalgia su quegli allori presto dimenticati.

Ma bando alle malinconie. Dal 18 al 24 febbraio a Torino un villaggio dedicato allo sport, al food internazionale, all’artigianato e all’animazione viene organizzato nell’ambito dei festeggiamenti previsti per il decennale olimpico dalla Fisg (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) e dalla Città di Torino. “Una location  centrale come Piazza Solferino offre la possibilità”, si legge in un comunicato, “di sviluppare un percorso gastronomico e di artigianato che parte dall’Europa per raggiungere le nazioni più importanti degli sport invernali dei vari continenti che hanno partecipato all’Olimpiade torinese. E’ l’Italia, naturalmente, a far da padrone con stand e animazione tipica per proseguire sulle due ali mercatali che ospiteranno gli espositori delle altre nazioni con un misto di food, artigianato e spettacoli etnici. Al mercato olimpico sarà possibile incontrare gli atleti che hanno vinto le medaglie olimpiche. Dagli spettacolari laser alle fontane luminose danzanti del Festival Torino Street fino alle grandi bande italiane, diversi sono gli spettacoli dislocati in tutta l’area. Inoltre è presente un layout grafico che riproduce le immagini delle olimpiadi…”.  Si possono seguire gli eventi per il decennale anche su Facebook.

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