Il piano ministeriale per abbattere i lupi “scomodi”

Abbattere individui di alcune popolazioni locali di lupo, come previsto dal piano d’azione nazionale della specie in via d’approvazione, può essere un espediente giustificato dalla ricerca di un equilibrio tra la specie selvatica e l’attività umana? L’argomento è all’ordine del giorno sabato 12 marzo 2016, presso la sede della Sezione Cai di Bergamo al Palamonti (via Pizzo della Presolana 15) dove è in programma la Giornata di studio per soci “Incontro con il lupo”. Si tratta del primo incontro nazionale del Gruppo Grandi Carnivori del Cai. Premessa. Per la gestione del ritorno naturale del lupo sulle Alpi l’Unione Europea, nell’ambito della programmazione LIFE+ 2007-2013 “Natura e biodiversità”, ha cofinanziato un importante progetto transnazionale: Life Wolf in the Alps, acronimo Life WolfAlps (www.lifewolfalps.eu).  Tra gli interventi del progetto a cui ha aderito il Club Alpino Italiano vi è la corretta comunicazione, necessaria per diffondere le conoscenze di base relative alla biologia ed etologia della specie, sfatare false credenze e migliorare il rapporto uomo-predatori. In tale ambito, con il sostegno della Regione Lombardia e la collaborazione del Comitato Scientifico Lombardo e della Commissione Regionale Lombarda per la Tutela dell’Ambiente Montano, il Cai ha organizzato questo evento. L’accesso a è gratuito (portare tessera Cai) previa richiesta di iscrizione entro il primo marzo 2016 via mail a comitatoscientificolombardo@gmail.com inserendo come oggetto “12.3 lupo”.

Locandina Incontro col lupo
La locandina dell’incontro organizzato da Cai il 12 marzo 2016 a Bergamo.

Ma fino a che punto la ricolonizzazione di aree rurali da parte del lupo può costituire un problema per gli allevatori e i cacciatori? In questi giorni il WWF si proclama fortemente contrario alla concessione da parte del ministero dell’Ambiente di deroghe alle norme che proteggono la specie per la sua conservazione di lungo periodo. “Sebbene la popolazione nazionale del lupo”, osserva in un comuncato l’organizzazione ambientalista, “possa essere in rapida ripresa, non esistono ancora dati scientificamente robusti sulla distribuzione e abbondanza del carnivoro in Italia che attestino il raggiungimento di una sua condizione sicuramente favorevole nel lungo periodo. Nel Piano del ministero si parla di due popolazioni arbitrariamente distinte, Alpina e Appenninica, solo ai fini gestionali e, grazie a un monitoraggio svolto secondo un protocollo condiviso dagli esperti, solo recentemente è stato confermato che sulle Alpi il lupo è ancora lungi da essere fuori pericolo. Ciò è dovuto anche al pesante impatto del bracconaggio e di altre cause di morte come le collisioni con autoveicoli”. “Concedere alle Regioni”, prosegue il comunicato del Wwf, “la possibilità di abbattere alcuni esemplari, anche se a certe condizioni al solo scopo di assecondare le istanze di una parte del mondo agricolo e venatorio non solo è inaccettabile da un punto di vista di conservazione della specie ma è pericoloso anche per l’economia degli allevatori e per il contrasto al bracconaggio.  Infatti, diversi recenti studi internazionali, condotti in aree dove il lupo è cacciato, confermano che uccidere degli esemplari può comportare per i sopravvissuti, oltre alla destrutturazione del branco a cui appartengono, anche la perdita della capacità di predare in gruppo la fauna selvatica, specie il cinghiale, con conseguente rischio di aumento degli attacchi alla fauna domestica. Il Wwf promuove invece i metodi che escludono l’uccisione, accessibili anche grazie ai fondi messi a disposizione dall’Ue all’agricoltura come: la sorveglianza del pascolo, la presenza di buoni cani da guardia di razza pastore abruzzese-maremmano, le recinzioni fisse e mobili elettrificate”.

Un problema, come si può notare, non solo di coscienza.

Per saperne di più: http://www.lastampa.it/2016/01/26/societa/lazampa/animali/wwf-ecco-perch-non-serve-abbattere-i-lupi-mAOqypEp2ikBjaKZI56JZO/pagina.html

 

One thought on “Il piano ministeriale per abbattere i lupi “scomodi”

  • 11/02/2016 at 17:06
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    …primo incontro nazionale del Gruppo Grandi Carnivori del Cai……
    Il pensiero di sostituirci alla natura come regolatori ogni volta mi sembra più illusorio che fantasioso.
    Per me la natura si regola da sola, basta vedere cosa è successo col clima o prima con i dinosauri.
    La vita è molto forte da centinaia di milioni di anni e l’uomo in questo è solo un attimo.
    E la natura è ancora più forte.
    Noi possiamo solo modificare i nostri comportamenti, sperando che la natura ne venga influenzata.
    Ma questa è solo una mia opinione.

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