La Marcialonga di Fiemme e Fassa soffre il caldo? Preserviamola con teli termici

Sempre più insostenibile risulta innevare i 72 chilometri della classica Marcialonga di Fiemme e Fassa. “Sono stati 8.500 i camion utilizzati domenica 31 gennaio per trasportare 105.000 metri cubi di neve artificiale, realizzata con 40.000 metri cubi di acqua potabile, prelevata dagli acquedotti dei 17 Comuni su cui passa il tracciato della gara”, annunciano orgogliosamente sul sito del quotidano L’Adige gli organizzatori. Una contabilità inquietante ma ampiamente giustificata nell’inverno che di dice sarà archiviato come il più caldo e asciutto di sempre. E’ comprensibile che si debba fare di tutto per salvare una corsa entrata nella storia e nel cuore di migliaia di sciatori “nordici” e di conseguenza l’indotto che gravita intorno alla gara inventata nel 1971 da un manipolo di appassionati fondisti trentini. “Ma uno spreco simile di risorse non è più giustificabile, nemmeno di fronte all’indubbia crisi che pervade anche l’industria turistica”, è il commento di Marco Ianes sul Fatto Quotidiano del 9 febbraio.

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Un’immagine del “serpentone” di neve riportata tra Moena e Predazzo. Sopra il titolo particolare di un manifesto della Marcialonga.

Anche il quotidiano L’Adige nel suo sito commenta preoccupato questa situazione e invita a “non proseguire in modo miope su questa strada”, ma riceve i rimbrotti di chi depreca gli “assurdi catastrofisti ambientalisti che da anni predicano catastrofi mondiali e la fine del mondo”. Qualcuno dei lettori ricorda che “solo l’anno scorso annegavamo e la neve copriva le montagne”. Ma ignora che la Marcialonga ha sempre dovuto fare i conti con lo scarso innevamento di volta in volta riducendo il percorso o andando a “rubare” la neve dove l’inverno era stato più generoso. La tendenza all’aumento delle temperature appare d’altra parte evidente in tutta la sua inarrestabilità. La iattura delle scarse precipitazioni nevose ha condotto quest’inverno a una moltiplicazione dei cannoni spara-neve, offrendo agli appassionati squallidi serpenti bianchi. Forse dovrebbero farsene una ragione le stazioni sciistiche e adeguarsi. Non è più sufficiente coprire i ghiacciai con il PVC, forse che qualcuno pensa di poter preservare con questo sistema il serpentone bianco che con tanta fatica e dispendio di risorse è stato tracciato nelle valli di Fassa e Fiemme? Non sarebbe meglio convertire la Marcialonga in una manifestazione su terreno come era stato fatto qualche anno fa con la “Rollonga” che si disputava con sci a rotelle?

Altre informazioni sul sito del quotidiano L’Adige

 

2 thoughts on “La Marcialonga di Fiemme e Fassa soffre il caldo? Preserviamola con teli termici

  • 28/08/2016 at 14:07
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    È uno spreco demenziale!

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  • 15/02/2016 at 13:53
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    Una notizia inquietante. Pensavo di trovare decine…, che dico, centinaia di commenti. Invece? Che bella idea quella di convertire la MARCIALONGA CON LA ROLLONGA ! Fantastico! Penso che gli appassionati di questa disciplina siano parecchi, quindi i soldi per la contentezza degli alberghi e negozi,si spenderebbero. Come non preoccuparsi dei camion che avranno consumato ettolitri di carburante, inquinando l’ambiente, anche con il rumore.? E l’acqua potabile? Vergognoso!

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