Quando la segnaletica rappresenta un invito a… perdersi. Urge un catasto dei sentieri!

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Segnaletica fai-da-te nell’Ossola. Nella foto sopra il titolo un fritto misto di indicazioni nelle prealpi lombarde. Ph. Serafin/MountCity

Durante la traversata dal rifugio Stoppani (Lecco) al piccolo paese di Roncola (Bergamo) nelle Prealpi lombarde si possono trovare ben quattro tipi di segnaletica. E ci si chiede che fine abbiano fatto i buoni propositi di chi ha assicurato la realizzazione di una segnaletica unitaria per tutto il territorio. Il quadro che emerge sulla “babele segnaletica” non è dei più confortanti. Nel tratto indicato le cose stanno in effetti così. Il Cai Lecco ha segnato il tratto che porta al rifugio Stoppani, mentre la Società escursionisti lecchesi (Sel) ha segnato il tratto che parte dallo Stoppani verso la cresta. Che cosa è avvenuto invece sul versante lecchese? Ecco che cosa si è appurato da varie fonti: 1) il segno di cresta da Valcava alla Passata e al rifugio Monza è stato fatto molti anni fa dal gruppo Uoei e tale è rimasto; 2) il tratto segnato con il numero 571 è stato segnalato dalla Sottosezione Valle Imagna del Cai; 3) i segni gialli della zona Ocone – Corne Camozzone – Passata – rifugio Monza sono opera della Sezione di Calolzio del Cai; 4) i forestali di Lecco sono intervenuti da Valcava alla Passata, al Palio; 5) la Sezione di Bergamo ha provveduto al collegamento per la Valle d’Ere. Si aggiunga che nella salita dalla Roncola al Linzone si rischia di seguire una falsa traccia perché quella giusta con i segnavia giusti è stata resa meno visibile dal passaggio delle motociclette, ovviamente abusive! Questa è o dovrebbe essere tuttora la situazione. Lo stesso vale per altre zone nelle province di Como e Varese. C’è anche qualche buona notizia. In provincia di Sondrio l’Ente provincia, in accordo con le comunità montane e i parchi, ha realizzato il Manuale operativo per la segnaletica degli itinerari escursionistici approvato dai rispettivi direttivi. Quindi in teoria non dovrebbero esserci problemi. Purtroppo è una realtà che in Italia molti sentieri vengono lasciati in abbandono, o peggio, distrutti o assorbiti da strade forestali o da piste di sci, divelti dalle ruspe. Il Cai ha provato a tutelare questo bene comune attraverso un recente protocollo d’intesa con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali, promuovendo un catasto nazionale dei sentieri (30 dicembre 2015). Del catasto si parla da anni. Riuscirà questa volta a vedere la luce o resterà confinato nei protocolli?

One thought on “Quando la segnaletica rappresenta un invito a… perdersi. Urge un catasto dei sentieri!

  • 22/02/2016 at 16:32
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    Non mi meraviglio! Anche sulla Majella c’è una “inflazione ” di segnaletica. Esiste ancora la vecchia con colori GIALLO ROSSO, poi la nuova, ma che fa imbestialire gli escursionisti perché e cambiato il numero di riferimento della cartina con cui si confrontano. Poi qualche sezione del CAI ha sistemato la sua segnaletica e così via. E’ pur vero che a Lecco esistono una decina di associazioni che vanno in montagna e che si sono consorziate. Chissà perché hanno scelto di moltiplicare ma dividere gli amanti della montagna! Devono rendersi utili e quindi collaborano nella realizzazione della segnaletica che però potrebbe anche riuscire male. Peccato, neanche più la montagna unisce le persone!

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