L’arrampicata “trad” secondo Anna Fedorova

L’arrampicata trad, quella che non lascia tracce nella parete, è il tema che Anna Fedorova, una ragazza moscovita piuttosto avventurosa che dall’età di tre anni vive nel Regno Unito, tratta nel suo blog intitolato  Girlclimber. Un eccitante gioco mentale, così Anna definisce il suo modo di arrampicare. E lancia un progetto…

Anna Fedorova e amiche
Anna Fedorova, al centro, con altre due climbing girls. Nella foto sopra il titolo, che è tratta dal suo blog Climbingirl, è impegnata in un passaggio “trad”. O perlomeno, tale sembrerebbe.

E’ lo stile più diffuso nel Regno Unito

Non avrei mai pensato che una fessura nella roccia potesse apparirmi così eccitante. Prima di cominciare a praticarla pensavo che l’arrampicata tradizionale fosse solo un mezzo per migliorare il fisico, ma poi è diventata per me un mezzo per migliorare anche la mente. Il trad climbing è lo stile di arrampicata più diffuso nel Regno Unito: l’arrampicatore sistema il necessario materiale per proteggersi dalle cadute man mano che sale, per poi rimuoverlo dopo il passaggio. Nell’arrampicata sportiva invece, o sport climbing, tutte le protezioni e gli ancoraggi sono fissati prima: di solito con calata dall’alto. All’inizio della mia prima via, nel cuore della Wye Valley, cercavo di concentrarmi sul lavoro da fare minuto per minuto per non farmi prendere dall’ansia e dall’agitazione. Difficile comunque prenderla troppo sul serio perché a ogni passo risuonavo come una mandria piena di campanacci, con tutto il corredo tintinnante che portavo addosso. Il trad climbing è un gioco mentale. La tua sicurezza sta interamente nella tua abilità nel piantare i dispositivi di protezione, e la fiducia in se stessi può fare la differenza tra salire e rimanere bloccati dal terrore in parete. Ognuno di noi ha il suo metodo per far fronte alla paura. Io trovo che cantare a bassa voce, o anche ad alta voce, in genere mi aiuta, e così la pensa la mia compagna di arrampicata, Valentina. Anche se mi vergogno all’idea di cadere senza via di scampo dalla parete mentre ho in testa la canzone Tailor Swift … La mia amica Valentina sostiene che è di aiuto anche pensare che non c’è altra soluzione se non quella di salire. Perché mentre nell’arrampicata sportiva puoi sempre tornar giù se proprio non te la senti, nel trad questo è molto più difficile. E l’unico modo per sfuggire la paura è salire, oppure chiamare il Soccorso alpino.

Ecco perché è così eccitante quando trovi il perfetto accordo tra una spaccata in parete e un pezzo di metallo, o quando finisci la tua arrampicata in corrispondenza delle radici di un grande e solido albero che può funzionare da delizioso e super sicuro ancoraggio (usato per ancorare il climber che segue). Un sollievo incomparabile! A parte questo, sono convinta al 100% che non è possibile imparare ad arrampicare se non si hanno persone esperte al tuo fianco. L’insegnamento e la pratica dell’arrampicata vengono trasmesse di generazione in generazione al pari delle buone vecchie favole e delle storie di famiglia. E a questo proposito voglio ringraziare l’amico Paul, istruttore esperto particolarmente qualificato per insegnare ad arrampicare sulle pareti rocciose dei dintorni di Londra, che mi ha aiutato tantissimo. “Ragazze, perché adesso non cerchiamo di andare oltre con questa ossessione dell’arrampicata?”, sono le parole di Valentina e della nostra comune amica Tamsin, altrettanto ossessionata. Ottima idea: adesso che viviamo bene questo sport siamo in grado di condividerlo con chi vi si avvicina per la prima volta o con chi vuole praticarlo al meglio. Per fortuna la nostra Tamsin ha fatto una scuola di cinema ed è bravissima con la macchina da presa, anche se non vuole ammetterlo. Ed ecco nascere nostro nuovo progetto, “Vertical Souls” (Anime verticali): un insieme di video con i quali potremo condividere con chi lo desidera la passione per l’arrampicata e per tutto ciò che abbiamo imparato in proposito, ma anche per imparare sempre di più. Aspettati video su qualunque argomento, dall’addestramento al modo di nutrirsi, dallo stretching alla prevenzione. Per non perdervi i video dovete iscriverti sul nostro canale di You Tube, ma vi prego di avere pazienza se un passaggio non riesce alla perfezione. C’è ancora tanto da fare per migliorare e vi invitiamo a inviare qualche suggerimento.

Anna Fedorova

Fonti:

http://girlclimber.com/climbing-2/the-mind-game-of-rock-climbing-british-style/

https://everywhereadventure.wordpress.com/2015/08/13/the-mind-game-of-rock-climbing-british-style/

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