Le nostre valli diventano navigabili. Nelle Orobie arriva il Google Trekker View

Street view di Google sui sentieri delle Orobie: Cai  e Provincia di Bergamo hanno presentato l’iniziativa che arricchirà le nostre escursioni. Pubblichiamo il comunicato diramato il 25 febbraio 2016.

Lo zaino tecnologico 

Dopo deserti a dorso di cammello, foreste equatoriali e creste dolomitiche patrimonio Unesco, il Trekker, lo zaino tecnologico usato per mappare a piedi i luoghi più affascinanti della terra, approda sulle più belle vette delle montagne bergamasche. Le nostre valli e montagne saranno così navigabili passo dopo passo via internet, regalando agli appassionati e turisti di tutto il mondo panorami mozzafiato e scorci indimenticabili. Dotato di 15 fotocamere in grado di scattare immagini ad alta risoluzione, il Trekker è stato utilizzato negli scorsi mesi per rilevare i sentieri e le vette del comprensorio naturalistico orobico. La Provincia e il CAI Bergamasco hanno così realizzato un ambizioso progetto congiunto di promozione e valorizzazione della rete sentieristica e dei rifugi delle Orobie grazie alla  collaborazione con Google Trekker View.

L’iniziativa ha permesso di mappare con  speciali telecamere a 360° i sentieri che portano dai paesi di fondovalle ai 17 rifugi alpinistici ed escursionisti del CAI bergamasco. Un progetto di cui sono veramente orgoglioso, perché grazie alla collaborazione con il CAI e alla determinazione di tanti amanti della montagna siamo stati in grado di ottenere l’interesse di un soggetto  importante come Google e di portare alla ribalta mondiale i nostri bellissimi sentieri, spiega il presidente della Provincia Matteo Rossi. Il mio grazie va soprattutto ai volontari che si sono caricati lo zaino Google Trekker in spalla e con grande pazienza e passione hanno portato avanti il lavoro di mappatura. In particolare sono più di trenta i sentieri “mappati” nei mesi di orobieduesettembre/ottobre/novembre 2015 nel  territorio di Ardesio, Branzi, Brumano, Carona, Castione della Presolana, Costa Volpino, Colere, Cusio, Mezzoldo, Oltressenda Alta, Ornica, Roncobello, SanPellegrino Terme, Taleggio, Valbondione, coprendo quindi da est a ovest la quasi totalità dell’arco prealpino bergamasco. Grazie al lavoro di Provincia di Bergamo e Unione CAI bergamasco le Orobie entrano quindi di diritto nella fototeca multimediale di Google Trekker Loan Program, il programma del motore di ricerca più usato al mondo che dà la possibilità ad enti turistici e associazioni no-profit di candidarsi per prendere in prestito il Trekker, lo zaino tecnologico usato per le mappature a piedi di Street View. I sentieri sono già disponibili  sui portali della Provincia di Bergamo e del CAI, oltre che, naturalmente, su Google International.

Il progetto che ha permesso di realizzare questa straordinaria vetrina in rete è frutto della sinergia tra la Provincia di Bergamo, le diverse Comunità Montane e i Comuni, e dello straordinario volontariato dei soci del CAI Bergamasco e del Soccorso Alpino VI Orobica commenta Paolo Valoti, Consigliere nazionale e Presidente della Unione Bergamasca Sezioni e Sottosezioni del Club Alpino Italiano. Con il partner internazionale Google è stato possibile catturare le più belle immagini dei sentieri e rifugi delle Orobie:  vogliamo in questa maniera invitare tutti gli appassionati e amici del mondo a venire a camminare nelle montagne bergamasche per vivere in diretta le incomparabili bellezze che oggi si possono ammirare da vicino dal proprio computer. Tutti insieme possiamo andare oltre le Orobie e promuovere le genti e territori di montagna, tra le eccellenze e tipicità dalle Alpi agli Appennini.

https://www.google.it/maps/streetview/#bergamasque-alps

Scarica l’elenco rifugi orobie

 

3 thoughts on “Le nostre valli diventano navigabili. Nelle Orobie arriva il Google Trekker View

  • 29/02/2016 at 15:10
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    A me francamente questa cosa di googolizzare il mondo pare una cagata, non esattamente in linea con un Cai che promuove la frequentazione della montagna pedibus calcantibus, bene quindi che qualche Cai si astenga… il risultato in ogni caso è modesto, sfido chiunque a passarci più di 5 minuti, molto meglio andare sul posto o farselo raccontare da chi c’è stato

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    • 01/03/2016 at 13:35
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      Caro entusiasta, se uno dei problemi principali del CAI (di tutte le Sezioni) è la perdita di soci, a mio parere, ben venga qualsiasi cosa che “porti in giro il nome”… A prescindere dal fatto che vorrei capire quali sono le reali linee del CAI (ad esempio vista la “battaglia” tra CAI centrale e CAI Lombardia sull’uso delle moto in montagna), può anche essere vero il contrario di quel che affermi: guardo un video e mi dico: “Bel Posto!” e magari ci vado… Il racconto orale è comunque soggettivo: ci sono posti decantati da miei amici che ho visto e giurato a me stesso di non vedere mai più… Così, invece, vedi. Panorami, sentiero, dislivelli, ecc. ecc. E per finire, siamo nel 2016. Continuare ad avere la puzza sotto il naso per tutto ciò che non è zaino scarponi sudore a me fa un po’ ridere. Poi vai in molte sezioni e i presidenti hanno ottant’anni… Alla faccia!

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  • 29/02/2016 at 14:31
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    Spero che qualcuno al CAI Milano legga questo pezzo.
    Io l’avevo proposto un anno fa al Presidente e al capo dell’escursionismo ma nessuno ci ha fatto caso: davvero geniali! Sarebbero stati i primi in Italia!
    Evidentemente non interessava aprirsi al mondo: complimenti!
    E poi lamentatevi!

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