Lady Cole, il Monte Rosa e i consigli alle climbing girls

“Sono certa che ogni signora, benedetta da una discreta salute ed attiva e che abbia il senso del pittoresco e del sublime, possa effettuare il tour del Monte Rosa con grande piacere e pochi inconvenienti e che tutte quelle che lo faranno porteranno con sé un bagaglio di deliziosi ricordi a consolazione dei giorni futuri. Due o tre ore nelle sale mal ventilate di un’affollata galleria d’arte saranno senz’altro più stancanti di una camminata di otto ore nella pura e rinvigorente aria di montagna. Allo stesso tempo voglio comunque mettere in guardia le signore dall’intraprendere, senza un adeguato allenamento un viaggio lungo e difficile… Lo sforzo del cavalcare e del camminare per diverse ore dovrebbe essere sperimentato con un po’ di anticipo, iniziando dapprima con facili escursioni giornaliere”

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Il libro di Eliza Robinson Cole è stato pubblicato in Italia nel 2007 da Art Point Libreria Antiquaria. Sopra il titolo, un’illustrazione del Figaro Illustré (archivio Museomontagna, per gentile concessione)

Così scriveva Eliza Robinson Cole, dopo aver raccontato in più di 400 pagine le sue esperienze di donna alpinista, alla fine del suo libro “A lady’s tour round the Monte Rosa” edito a Londra nel 1859. In epoca Vittoriana, dal 1837 al 1910, le donne inglesi hanno lasciato le loro testimonianze di viaggio in più di 1400 testi dimostrando un senso di avventura e di adattamento paragonabile a quello dei loro compagni. Che dire delle loro bis-bis nipoti che scrivono sul sito www.girlclimber.com le loro esperienze di alpiniste e scalatrici (vedi articolo su MC)? Decisamente i tempi sono cambiati. Nel loro articolo: Ten reasons girls should try rock climbing (dieci ragioni per cui le ragazze devono provare a scalare le rocce) non si limitano a ricordare come Lady Cole che “tutte quelle che lo faranno porteranno con sé un bagaglio di deliziosi ricordi a consolazione dei giorni futuri”. Le loro ragioni e i loro consigli sono molto più variegati: l’arrampicata permette di fare nuove amicizie, rende più forti e tonifica l’intero corpo, bicipiti, tricipiti, avambracci, tendini dita, cuore, gambe, glutei (a cui aggiungono per i meno pratici di termini scientifici: yes, I mean bums!) e non si avrà più la sensazione di essere più deboli dei ragazzi. L’arrampicata non è solo uno sport per uomini… La gente penserà che sei alla moda, una leader, una dura! La ragione n.5 è la più divertente e scanzonata: le pareti di allenamento sono piene di uomini forti e attraenti, ma attenzione, gli incontri nel mondo dell’arrampicata possono essere un po’ un campo minato!

Dario Monti

www.viestoriche.net

Quel cordino strategico per alzare la gonna…

Pubblicato a Londra per la prima volta nel 1859 il “Viaggio di una signora intorno al Monte Rosa” compare nella edizione italiana a cura di Gianluigi Discalzi per Art Point Libreria Antiquaria (Aosta, 2007). L’accurata pubblicazione, corredata da un’ampia prefazione e puntuali note al testo, è corredata dalla riproduzione di alcune incisioni e da una cartina con l’indicazione degli itinerari descritti da Eliza Robinson Cole, autrice del dettagliato racconto dei viaggi effettuati intorno al Monte Rosa e nelle valli italiane di Anzasca, Mastalone, Camasco, Sesia, Lys, Challant, Aosta e Cogne in una serie di escursioni negli anni 1850-56-58. Su lady Cole (in tal modo è spesso stata citata l’autrice) proponiamo per gentile concessione quanto pubblica  il sito “Vie Storiche” in un saggio approfondito. 

A metà Ottocento, in Italia più che in altri Paesi, l’esperienza della Cole era senza dubbio fuori dal comune; per una donna non era usuale viaggiare a piedi o a dorso di mulo per superare passi alpini o avventurarsi in valli pressoché selvaggi salendo erti sentieri. Eppure Eliza, convinta che i suoi viaggi non siano imprese per donne eccezionali, nel primo capitolo del suo testo si rivolge direttamente alle signore lettrici affinché, con la lettura del suo diario di viaggio, siano invogliate a seguire il suo esempio nel visitare le magnifiche vallate che circondano il Monte Rosa.

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Gressoney come la vide Lady Cole.

Negli stessi anni in cui Eliza compie i suoi viaggi anche il Reverendo King percorre le valli italiane accompagnato dalla moglie; anche di questi ultimi resta testimonianza nel diario scritto dallo stesso King, testo che la Cole ben conosce poiché lo cita nel suo testo in più occasioni soprattutto in riferimento alle difficoltà sopportate durnate il viaggio dalla signora King. Per le signore risultava infatti assai faticoso, specie nelle valli italiane, reperire cavalli da sella oppure muli ed asini adeguati per le signore che, per quanto possibile, viaggiavano su tali cavalcature. La Signora King – informa Lady Cole – per ovviare agli inconvenienti del viaggio, portava con sé una sella da donna pieghevole facilmente trasportabile ed adattabile ai diversi animali. Spesso la Cole racconta però di aver dovuto scendere dalla cavalcatura per superare sentieri troppo impervi e pericolosi e di aver proseguito il viaggio a piedi al pari degli uomini suoi compagni di viaggio che, peraltro, sono nominati solo raramente ed in modo molto rapido nel diario. Del marito, citato solo con l’iniziale H., non sappiano pressoché nulla se non la sua appartenenza al prestigioso Alpin Club.

Eliza lascia trasparire nelle sue descrizioni di luoghi e persone il suo entusiasmo o il suo disappunto, la fatica e la soddisfazione per aver raggiunto una meta ambita. E’ entusiasta dei panorami mozzafiato di cui può godere percorrendo le diverse valli; si lascia letteralmente rapire dalla maestosità di vette e ghiacciai, è stregata dalla quiete del lago d’Orta. Raccomanda di attraversare il Passo del Monte Moro e del Teodulo avvertendo le signore che, però, a causa di particolari condizioni atmosferiche o della neve, questi itinerari potrebbero non essere consigliati alle donne. In alterativa suggerisce il Sempione ed il Gran San Bernardo.

Nulla è lasciato al caso: anche alcune rinunce a raggiungere luoghi troppo pericolosi diventano avvertenze per le lettrici alle quali l’autrice non lesina consigli anche riguardo all’abbigliamento. Eliza descrive con precisione gli indumenti e le calzature più adatte suggerendo alle donne anche i possibili accorgimenti per rendere più sicuro ed agevole il cammino in montagna. Curioso l’espediente dei piccoli anelli fissati sul vestito nei quali passare un cordino per sollevare l’abito all’altezza desiderata velocemente e con un solo gesto. Con precisione la Cole dà consigli anche sul trasporto del bagaglio, sulle provviste, sui libri utili durante il viaggio. Sembra non voler dimenticare proprio nulla nel suo diario che può, a ragione, trasformarsi in un piacevole ed avvincente vademecum capace di lasciarci immaginare paesaggi e personaggi che, forse, ancora oggi possiamo ritrovare camminando intorno al Monte Rosa.

dal sito www.viestoriche.net, per gentile concessione

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