L’uomo che vive nella casa che gira

Il premio Igor Man, il riconoscimento che la direzione de La Stampa assegna ogni settimana al giornalista che più si è messo in evidenza, è andato il 27 febbraio 2016 ad Andrea Garassino, corrispondente da Saluzzo (Cuneo), per l’articolo “L’uomo che vive nella casa che gira”. Garassino racconta di un pensionato di Barge, nel Cuneese, che ha costruito una casa rotante su cui batte sempre il sole. Pubblicato il 23 febbraio sul giornale, su Facebook ha raggiunto oltre 950.000 persone, segno di come possa avere successo sul digitale un buon articolo nato per la carta. L’abitato di Barge è situato ai piedi delle Alpi Cozie, in prossimità del Monviso e più precisamente, in una conca ai piedi del Monte Bracco e del Monte Medìa. Il centro abitato è attraversato da due torrenti (il Chiappera e l’Infernotto), che si uniscono a formarne un terzo, il Ghiandone, che si getta nelle vicinanze di Staffarda nel fiume Po. L’abitato principale si sviluppa a circa 360/390 metri s.l.m. La “casa che gira” segue il sole come un girasole, come i ristoranti sulle torri di Berlino, Vienna, Toronto e New York. Ci abita chi l’ha progettata e costruita 30 anni fa: Michele Beltramone, 81 anni ad agosto, idraulico in pensione (“ma lavoro ancora” dice). Titolo di studio: quinta elementare.  Ingranaggi e motore, a quanto riferisce Garassino, sono una delle creazioni dell’eclettico Beltramone. “Il motore, 2 cavalli, è alimentato a elettricità”, spiega. “Consuma pochissimo, come una vecchia lampadina da 100 candele, e permette alla casa di girare su stessa in 56 minuti, ed è la velocità massima, mentre con quella minima la rivoluzione completa si compie in 24 ore. Così, se sto seduto in cucina tutto il giorno, sono sempre baciato dal sole”.

Fonte: La Stampa di martedì 23 febbraio 2016. Nella foto de La Stampa Michele Beltramone nella sua “casa che gira” (ph. Marco Bertorello)

 

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