Area di tranquillità in Valtellina. Club Alpino Valtellinese e Fondazione Bombardieri per un inverno più sostenibile

Un’area sperimentale di “tranquillità” nel territorio di Albosaggia in Valtellina interdetta a qualsiasi tipo di frequentazione invernale per favorire insediamento e riproduzione dell’avifauna. Questa la proposta della Sezione Valtellinese del CAI e della Fondazione Bombardieri di Sondrio. La realizzazione del progetto, opportunamente monitorata, potrebbe poi divenire modello da diffondere in altre zone della provincia. Il progetto viene annunciato nel comunicato del 9 maro che volentieri pubblichiamo.

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Una pernice bianca (Museo civico di storia naturale di Morbegno). Nella foto sopra il titolo il lago della Casera nelle Orobie Valtellinesi.

Intollerabile impatto dell’eliski sulla fauna

L’iniziativa, promossa dalla Associazione delle Guide della Val Masino e Valle di Mello, è stata ben accolta dal CAI Sezione Valtellinese e dalla Fondazione Luigi Bombardieri che hanno condiviso il progetto denominato “Inverno sostenibile”, vedendo in esso uno strumento e un modello di definizione della frequentazione invernale della montagna rispettoso dei delicati equilibri della stessa. Un modello che, ponendo al centro dell’attenzione l’ambiente e coinvolgendo enti, associazioni, aziende e interessi economici e culturali, avrebbe potuto rappresentare una metodologia di lavoro volta a trovare una valida mediazione tra istanze spesso contrapposte e inconciliabili. Per questo, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri hanno aderito, in qualità di partner, al progetto contribuendo alla sua definizione e realizzazione e partecipando ai vari momenti di comunicazione, elaborazione di strategie, definizione di impegni. In particolare, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri hanno condiviso pienamente l’ipotesi di definizione di un’area sperimentale di “tranquillità” nel territorio di Albosaggia sottostante il Monte Meriggio. Zona che verrebbe interdetta a qualsiasi tipo di frequentazione invernale e che consentirebbe di favorire insediamento e riproduzione dell’avifauna. La realizzazione del progetto, opportunamente monitorata, potrebbe poi divenire modello da diffondere in altre zone della provincia.

Viceversa, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri esprimono una notevole preoccupazione e contrarietà all’ipotesi, formulata nell’ambito del progetto “Inverno sostenibile”, di individuare alcune zone montane non protette, distribuite lungo l’arco retico, ove praticare l’eliski. Pur comprendendo una certa attenzione nel definire le aree nell’ottica di ridurre il più possibile l’impatto ambientale, attraverso una regolamentazione che impedisca una proliferazione dissennata e di ricercare una mediazione tra le varie posizioni, CAI Valtellinese e Fondazione Bombardieri, in considerazione del forte impatto ambientale di natura acustica, fisica, meccanica, chimica che avrebbe ripercussioni negative su flora e fauna, tenuto conto che tale attività, se permessa, potrebbe avere un incremento esponenziale nel futuro, considerata la politica ambientale del CAI espressa nel Nuovo Bidecalogo, in particolare al punto 4 in cui si esprime totale contrarietà all’uso di mezzi a motore per attività ludico-sportive, ribadiscono, come già espresso in un precedente documento, il proprio parere negativo alla pratica dell’eliski.

CAI Sezione Valtellinese – Via Trieste 27, 23100, Sondrio

Orari: Martedì e Venerdì dalle 21 alle 22.30

Telefono/Fax: 0342 214300 – info@cai.sondrio.it – www.caivaltellinese.it

 

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