Niente eliski! Banditi gli elicotteri a Pian della Mussa

“Così bianco e così libero, il Piano della Mussa è un monumento al Silenzio”, spiega Beppe Leyduan nel suo bellissimo blog “Camosci bianchi” che a questo incantevole angolo di Piemonte alla testata della Val d’Ala, nelle Valli di Lanzo, dedica uno dei post più visti. Il periodico “Mountain Wilderness Notizie” in distribuzione in marzo ci fa sapere che queste montagne sono per loro fortuna eliski-free. Nessun elicottero turba d’inverno questa pace, come racconta Toni Farina nell’articolo che pubblichiamo per gentile concessione di Mountain Wilderness Italia.

Pian della Mussa copia 2
Inverno al Pian della Mussa nelle due stupende immagini di Gianni Castagneri che pubblichiamo per gentile concessione. Sullo sfondo la Bessanese.

Solo il vento infrange il silenzio invernale

È bello andare al Pian della Mussa nell’autunno. Il piano si ritrova nel silenzio e la prima neve imbianca le Uje di Lanzo, ingentilisce i ghiaioni. E qui sta una prima differenza: dove solo una ventina di anni fa i nevai duravano fino a tarda estate, rendendo meno tribolato l’incedere degli alpinisti, oggi le distese di detriti rendono tangibile il cambiamento. Inseguiti dalla calura i ghiacciai si sono ritirati in alto, ed è inutile risalire con lo sguardo i canaloni della parete est della Ciamarella alla ricerca del seracco che faceva capolino illuminato dal primo sole. La montagna soffre qui come altrove, e noi con lei.

Ed è per questo che è ancora più bello andare al Pian della Mussa d’inverno.

Si parte da Balme come un tempo e si sale a lungo nell’ombra fredda, mentre gli stambecchi, indifferenti, vigilano al sole sulle rocce. Nei giorni di luce breve è così, occorre arrivare a metà del piano per incontrare il sole. Una benedizione di luce e calore, effimera ma tuttavia sufficiente a invogliare a una prima sosta. Il sole poi accompagna al fondo del piano, al Rifugio Città di Ciriè. Pochi vanno oltre: al Colle Battaglia o a cercare adrenalina sulle cascate che scendono dal Pian dei Morti. I più si fermano e lasciano lo sguardo libero di vagare sulle creste. Libero di salire sulla Ciamarella e sulla Bessanese. Guardi le due montagne e ne avverti la potenza, l’autorevolezza. Appaiono lontane, remote, inaccessibili, solitarie nel silenzio dell’inverno. Ed è bello pensarle così.

Solo il vento infrange il silenzio invernale del Pian della Mussa. Niente rotori, niente elicotteri che depositano sciatori sulle cime. Niente eliski sulle montagne di Balme.

Ed è così che Balme onora la sua storia. Importante luogo di villeggiatura del secolo scorso, Balme è una vera culla dell’alpinismo piemontese frequentata da nomi come Tonini, Corrà, Guido Rey. Martelli e Vaccarone, che si avvalsero per le prima ascensione invernale all’Uja di Mondrone di Antonio Castagneri, Toni dei Tuni, emerita guida balmese a cui Balme ha dedicato appunto l’Ecomuseo delle Guide alpine (nel 1874, la salita all’Uja di Mondrone è ritenuta l’esordio “ufficiale” dell’alpinismo invernale).

No eliski, dunque. Balme e tutto il territorio delle tre Valli di Lanzo sono ancora zona franca. Una bella eccezione, perché ormai su gran parte dell’arco alpino del Piemonte gli elicotteri volano alla grande. Dalle Marittime alle Lepontine: “ma che gran pena”, verrebbe da dire citando il noto acronimo scolastico.

Si vola nelle Marittime, dove Argentera si appresta a diventare base di eli-sciatori. Nelle Cozie, in Valle Varaita (Riserva della Biosfera dell’Unesco!) e, ça va sans dire, in alta Valle di Susa: valli “olimpiche” dei rotori dove anche quest’anno, nonostante l’avarizia dell’inverno, gli elicotteri hanno infranto il silenzio della splendida Val Thuras.

Si salvano le Graie, grazie appunto alle citate Valli di Lanzo e alla valli canavesane, Orco e Soana, soggette alla tutela del Parco nazionale Gran Paradiso. Ma già nelle Pennine si decolla e si atterra: nel Parco naturale (regionale) Alta Valsesia! Il Monte Rosa ringrazia … e auspica che nella riforma della 394 (legge quadro nazionale sui parchi) si introduca un codicillo che inibisca i voli turistici anche nei parchi regionali.

Si chiude alla grande con la Val Formazza. Sono davvero lontani i tempi della Repubblica libera dell’Ossola, nell’alto Piemonte anche qualche rifugio del CAI pare abbia modificato i periodi di apertura invernale per accogliere la nuova qualificata clientela, con gran gaudio di ciaspolatori e sci-alpinisti.

In attesa (o nel timore, visti i documenti che sono circolati) di una legge regionale che disciplini la materia le cose stanno così. E allora W le Valli di Lanzo. E soprattutto W Balme, la cui amministrazione già ha detto NO a una richiesta di voli. Con GRAN GAUDIO di fondisti, ciaspolatori e sci-alpinisti.

Toni dei Tuni, il grande Antonio Castagneri, ringrazia.

Toni Farina

da MW Notizie, marzo 2016, per gentile concessione

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3 thoughts on “Niente eliski! Banditi gli elicotteri a Pian della Mussa

  • 02/04/2016 at 15:28
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    E’ cosi da decenni, e non per fare dispetti all’elisky! La strada provinciale è giunta al piano nei primi decenni del XX° sec.:Da alcuni anni, tuttavia, per disciplinare il flusso turistico e anche come deterrente, nei mesi estivi vi è la sosta a pagamento; in questo modo il piccolo comune di Balme riesce a supplire, in parte , alle spese di raccolta dei rifiuti lasciati negli appositi cassonetti. Per fortuna , comunque, il piano non dà mai la sensazione di “deposito di rumori e inquinamento.

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  • 12/03/2016 at 17:46
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    Non conosco la zona, sono abruzzese di Chieti, se è vero e devo crederci, che il PIAN DELLA MUSSA , dalla primavera viene aperta al traffico motorizzato, allora potrebbe essere un dispetto all’ELISKI. E gli ambientalisti cosa fanno? Il CAI, LA SENTINELLA DELLA MONTAGNA ed il TAM LA SENTINELLA DELL’AMBIENTE? Mi sembra molto strano che questo” serbatoio di silenzio” si trasformi in un “deposito di rumori ed inquinamento”.

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    • 02/04/2016 at 07:23
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      purtroppo e cosi in estate il piano specie ad agosto e alla domenica e un casino totale .

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