Tra polvere e sorrisi in aiuto del Nepal. Annalisa Fioretti, medico e alpinista, si racconta a MountCity

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Annalisa Fioretti (annalisa_fioretti@alice.it) durante una spedizione. Nella foto sopra il titolo, che il medico milanese ci ha messo gentilmente a disposizione, la vediamo impegnata durante i soccorsi alle popolazioni terremotate del Nepal (arch. A.Fioretti, per gentile concessione)

Vincitrice del premio “Marcello Meroni” 2015 per la categoria “solidarietà”, Annalisa Fioretti, medico e alpinista milanese, incontra il pubblico degli appassionati domenica 13 marzo alle ore 14.30 all’auditorium del Centro La Cordata in via San Vittore 49, in occasione del convegno “La montagna che include”, uno degli eventi della rassegna “Mountcity. Montagne a Milano” organizzata dalla Società Escursionisti Milanesi. Un incontro tra polvere e sorrisi: Annalisa si è prodigata un anno fa tra le macerie del Nepal devastato dal terremoto e continua a occuparsene con un nuovo progetto umanitario. No, non si considera un’alpinista professionista Annalisa pur avendo partecipato a diverse spedizioni a quota ottomila. Non colleziona ottomila per soddisfare gli sponsor e non mette al vertice delle sue ambizioni la corsa alla vetta. Il suo principale impegno riguarda l’aiuto ai ragazzi del Nepal rimasti orfani dopo il disastroso terremoto del 2015. A questi ragazzi sono destinati i proventi ricavati dalla vendita del suo libro “OLTRE-Nepal. Viaggio al contrario tra polvere e sorrisi” che domenica sarà a disposizione degli appassionati di montagna facendo appello alla loro generosità.

Oltre coverIl nuovo progetto umanitario della dottoressa Fioretti prevede di seguire una ventina di giovani nepalesi orfani del terremoto del 2015 nel percorso di formazione scolastica pre-universitaria fino al completamento della Secondary School (18 anni). Il percorso di studio ha una durata di sette anni, i ragazzi saranno ospiti di una casa di Kathmandu gestita da uno staff locale. Per realizzare il progetto battezzato curiosamente “Torvagando” è necessario però trovare una serie di aziende che possano creare prodotti che si richiamino tematicamente al “paese delle nevi” e che vogliano devolvere una parte del ricavato al progetto. Dal punto di vista alpinistico, il progetto si pone come obiettivo la scalata di alcune delle torri o guglie più belle ed estetiche d’Europa. Le guglie scelte hanno una rilevanza simbolica, oppure una storia alpinistica o culturale particolare. Le salite verranno effettuate in stile essenziale e pulito con l’utilizzo di un furgone-campo base. Punto di arrivo del viaggio alpinistico sarà la salita delle Torri di Trango in Pakistan. E, in concomitanza, la ricostruzione di una scuola per bambini orfani del terremoto 2015 in Nepal. Evento previsto al termine del progetto, nel 2017.

Quel boato, quella valanga che di colpo fa sparire nel nulla tante tende, quelle urla dei sopravvissuti, mai Annalisa Fioretti potrà dimenticarli. Il 25 aprile 2015 si trova al campo base Everest-Lhotse quando tre scosse di terremoto di magnitudo 7.9 gradi della scala Richter fanno staccare una valanga dal vicino Pumori. La velocità dello spostamento d’aria è di 250-300 km/h. Salva per miracolo, Annalisa organizza assieme a un collega straniero un punto di triage nel campo medico americano, dove cura e gestisce la maxi emergenza per ore prima del buio della notte. Il brutto tempo infatti non permette fino alla mattina alcun aiuto da parte degli elicotteri.

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25 aprile 2015: una drammatica immagine del campo base Everest-Lhotse dopo che tre scosse di terremoto di magnitudo 7.9 gradi della scala Richter hanno fatto staccare una valanga dal vicino Pumori (arch. A. Fioretti, per gentile concessione)

L’aria sbarazzina di Annalisa, trentottenne milanese, medico chirurgo specialista in malattie dell’apparato respiratorio, master in medicina d’alta quota, dissimula a malapena il bruciante ricordo di quell’inferno. I giorni successivi Annalisa e i suoi compagni di spedizione scendono lungo la valle del Khumbu. Dovunque il terremoto ha lasciato devastazioni. Rientrata a Kathmandu decide di fermarsi. Dall’Italia arrivano due amici della Roby Piantoni ONLUS con cui sta collaborando a un progetto di solidarietà. Grazie all’aiuto di Friends of Nepal, gli italiani riescono a ottenere il permesso per attivare un campo medico itinerante nei villaggi di Syadul, Chepang e Bomrang non ancora raggiunti dai soccorritori. Qui Annalisa compie prodigi. Assieme a un collega nepalese che fa da interprete, visita 616 persone in quattro giorni: neonati, bambini, donne, uomini, anziani, feriti o solo ammalati. I villaggi sono fuori dai circuiti turistici, la gente vive allo stato primitivo, un medico non lo vedono da mesi.

Tornata a Kathmandu il 12 maggio, la dottoressa Fioretti scampa al secondo terremoto. Mostruoso e devastante anche questo: 7.4 gradi della scala Richter. Organizza campi medici nella città storica di Baktapur: vaga nelle tendopoli, in un tempio indù e tra vicoli e case pericolanti dove visita due gemellini di tre settimane e la loro mamma. Assieme agli amici compra generi di prima necessità (riso, olio, sale, zucchero, dhal e noodles) per tutte le 430 famiglie di due villaggi rimasti senza cibo. Un giorno visita una bimba del villaggio di Korphe scoprendole una severa cardiopatia. Giunta in italia, riesce a raccogliere la cifra necessaria per organizzare il trasferimento della bimba a Milano e pagare l’intervento di cardiochirurgia che avviene presso l’ospedale di San Donato Milanese. La bimba di nome Sakina ora conduce una vita normale nel suo villaggio e ha iniziato a frequentare la scuola come i suoi coetanei.

In italia Annalisa Fioretti si divide tra i figli Gioele e Lara, gli allenamenti e la professione, mentre nuovi sogni si profilano. E con i sogni si moltiplicano le serate e le iniziative per raccogliere fondi. Anche qui la sua tenacia va di pari passo con la fantasia e l’entusiasmo. E’ un bene che la rassegna “Mountcity. Montagne a Milano” faccia conoscere persone come lei.

 

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