Fiori e sorrisi. L’Ossola ospite d’onore a Mountcity

Paleari e Marco Polo
Alberto Paleari incontra al Cai Milano Marco Polo che partecipò alla prima spedizione italiana all’Everest. Nella foto sopra il titolo Laura Posani (a destra) rende omaggio a Livia Olivelli per la volontaria collaborazione alla settimana delle montagne in città (ph. Serafin/MountCity)

“Sentire parlare l’Alberto è sempre affascinante, è un vero cantastorie”. Nella serie d’incontri proposti nell’intensa settimana di “Mountcity. Montagne a Milano”, quello con Alberto Paleari mercoledì 16 marzo 2016 presso la sezione milanese del Cai è stato tra i più avvincenti. E ha anche rappresentato l’occasione per Nicola Pech, brillante firma dell’Huffington Post, che della guida alpina ossolana è fraterno amico e compagno di coraggiose battaglie per l’integrità dell’ambiente, di visitare questa sede del Club alpino e la sua ricca biblioteca.

Paleari, lo si è capito dal suo conversare oltre che dai suoi scritti, meriterebbe un monumento per quello che fa per la sua Ossola “bella e buona” assecondato da Livia Olivelli titolare di “Monte Rosa edizioni” che è anche abile alpinista e sua compagna nella vita di tutti i giorni. Ma Alberto è anche un personaggio scomodo che non esita a denunciare certi atteggiamenti di una parte del Cai sorda alle sollecitazioni degli ambientalisti. Senza mai fare tuttavia di tutta l’erba un fascio, nella consapevolezza che ci sono anche persone all’interno del sodalizio, a diversi livelli, che si battono apertamente a favore dell’ambiente (e contro l’eliski in particolare) così come impone il nuovo Bidecalogo.

Quali sono dunque le più belle scalate all’ombra del Monte Rosa? Paleari, guida alpina e scrittore, lo ha raccontato accompagnato da un video che ha fatto conoscere il mondo meraviglioso delle montagne dell’Ossola e le salite di roccia più interessanti, alcune famosissime e molto ripetute, moltissime sconosciute e inedite. “A Livia”, precisa Paleari, “per quasi due anni sono giunti, in forma caotica, i nostri racconti, le relazioni tecniche, gli schizzi, le foto, e lei ha ordinato, uniformato, scelto le foto, non sempre e solo le più belle, ma anche, spesso, le più utili al racconto complessivo che si voleva fare”. Da questo vitalissimo magma sono così nate le guide “Le più belle vie di roccia dell’Ossola dal I al V grado” e “ Le più belle vie di roccia dell’Ossola oltre il V grado”.  Nella serata di Mountcity ospitata nella moderna sede del Cai meneghino c’è stato spazio anche per una simpatica cerimonia. Laura Posani, presidentessa della Società Escursionisti Milanesi, ha consegnato a Livia un mazzo di fiori a nome degli amici che, animati da un particolare entusiasmo, hanno dato vita alla citata e riuscitissima settimana di eventi. Merito della Olivelli, milanese laureata alla Bocconi, è stato quello di ideare per pura passione locandine e manifesti della rassegna, con quelle guglie del Duomo che si slanciano verso il cielo e incontrano le pendici glaciali del Monte Rosa, montagna-simbolo della vocazione montanara dei milanesi.

Livia con Aliprandi
Livia Olivelli con gli storici milanesi Laura e Giorgio Aliprandi (ph. Serafin/MountCity)

“E’ Milano che ha bisogno di ritornare con i piedi, con gli sci e con la memoria a questo severo e bellissimo mondo”, ha spiegato Luisa Ruberl introducendo la conferenza dell’illustre ospite. E ha aggiunto riferendosi alle attrattive dell’Ossola, un tempo terra dei Visconti e poi degli Sforza che ne rispettarono l’autonomia: “Studiosi e artisti come Wagner superarono il ghiacciaio del Gries per iniziare il loro culturale Grand Tour d’Italie. E tra queste montagne a fine ‘800 è nato il nostro sciare, da qui è arrivata la corrente elettrica per muovere i primi tram cittadini. Ossola e Formazza hanno dato testimonianza della Resistenza e della lotta per salvare le dighe e il lavoro nelle fabbriche dalla predazione e dalla rappresaglia tedesca nel 1944 dopo la fine della libera Repubblica dell’Ossola alla quale hanno partecipato anche importanti figure milanesi come Alba dell’Acqua”.

Nello sposalizio con la montagna che la città-metropoli ha celebrato in questi giorni attraverso le iniziative di Mountcity patrocinate dal Comune, era doveroso questo omaggio all’Ossola, un tempo Ducato di Milano, dove si parla lombardo e non piemontese. E dove la passione meneghina per le altezze è testimoniata da un celebre rifugio come lo Zamboni Zappa della SEM ai piedi del Monte Rosa, dal bivacco del Gries della Sezione di Milano in ricordo degli scout morti nel Natale del ’53 e dal piccolo e confortevole Mores sulle sponde del lago dei Sabbioni tenuto in vita dai volontari del glorioso gruppo alpinistico “Fior di roccia” fondato nel remoto 1927.

3 thoughts on “Fiori e sorrisi. L’Ossola ospite d’onore a Mountcity

  • 17/03/2016 at 21:39
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    L’estensore della cronaca soffre purtroppo di amnesie e doverosamente si scusa. La Marinelli, storico nido d’aquila a 3636 metri sulla Est del Rosa, è stata recentemente restaurata dalla Sezione di Milano del Cai he ne è proprietaria, come ha ampiamente riferito MountCity. Salgono così a quattro i presidi – salvo ulteriori errori e omissioni – dei milanesi nell’Ossola. Alpinisticamente parlando, s’intende.

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  • 17/03/2016 at 21:22
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    Esultiamo anche perchè un altra illustre sezione milanese ha recentemente ristrutturato un altro importante presidio sulla Est del Rosa: la storica capanna Marinelli. Il Cai Milano la realizzó nel 1885… Non di solo Zamboni Zappa si vive.

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  • 17/03/2016 at 21:09
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    Esultiamo ordunque per l’annessione dell’Ossola alla Lombardia!

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