Il ruolo guida delle aree naturali protette. Nasce la Carta di Fontecchio

nuovo-logo-italia - CopiaMartedì 5 aprile 2016, ore 9/14 a Roma presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana (Palazzo Mattei di Paganica, Sala Igea – Piazza della Enciclopedia Italiana, 4) le associazioni CTS, Fondo Ambiente Italiano – FAI, Federazione ProNatura, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, TCI e WWF presentano la Carta di Fontecchio con la quale si propone al mondo politico, agli amministratori, ai cittadini italiani, il possibile ed auspicabile ruolo guida dei parchi e delle aree naturali protette nella conquista di un futuro sostenibile.

Il documento (Carta di Fontecchio) rivendica la centralità delle aree naturali/culturali protette come motori efficaci di uno sviluppo sostenibile, compatibile, durevole. Occorre essere consapevoli che le aree protette, che pure finora hanno avuto un’importanza grandissima, rischiano di tradire la propria missione e di restare al margine se non sono in grado di guardare al futuro: e il futuro indica, soprattutto a chi opera nel campo della conservazione, che oggi l’obiettivo fondamentale è salvare, non aree limitate di terra, ma la terra nella sua totalità.

Il documento è stato elaborato in occasione dell’incontro nazionale intitolato “Parchi capaci di futuro”, tenutosi a Fontecchio (AQ) il 20 e il 21 giugno 2013 sul ruolo delle aree naturali protette e sull’attualità della legge 394 del 1991 (Legge quadro sulle Aree Naturali Protette). Le Associazioni organizzatrici, con in testa Mountain Wilderness Italia, decisero di elaborare un documento ampio tenendo conto dei contributi più rilevanti ed originali emersi durante le due giornate del convegno. Ci sono voluti quasi due anni di lavoro per giungere all’elaborazione definitiva di questo testo che dovrebbe rappresentare non solo un punto fermo, ma anche una molla per aiutare l’Italia a liberarsi dai miti mistificatori di un progresso fondato sull’ossessivo accumulo di beni materiali, la bulimia consumistica, l’economia di rapina.

Il documento si apre con un paragrafo che viene proposto integralmente ai lettori e ai soci nel periodico “Mountain Wilderness Notizie” di marzo. Lo proponiamo nella sua integrità, per gentile concessione.

parco-nazionale-gran-paradisoNo alla strumentale marginalizzazione

In un’epoca di grave crisi ecologica, sociale e culturale, in cui tuttavia si fa strada una maggiore consapevolezza dell’importanza del patrimonio naturale, le aree naturali protette debbono essere vissute – non a parole ma nei fatti – come l’asse portante e la cabina di regia dell’intera politica ambientale della Nazione: punto di riferimento non solo ideale ma anche operativo per andare oltre uno sviluppo centrato su logiche mercantilistiche di corto respiro, aggressive e prive di ogni dignità culturale. Ciò significa che le aree naturali protette:


  • devono essere difese dalla marginalizzazione strumentale della quale sono sovente vittime, liberate dai tentativi di speculazione, promosse e sostenute come baluardo per la conservazione della natura e come praticabili modelli alternativi del rapporto tra gli esseri umani e l’ambiente che li circonda;
  • devono essere stimolate a riconquistare la consapevolezza del proprio ruolo centrale, alla luce dei mutamenti ambientali, sociali ed istituzionali sopraggiunti tanto su scala nazionale quanto a livello comunitario e globale;

  • devono tener conto di essere espressione di quella tutela del “Paesaggio” e di parte di quel “patrimonio storico ed artistico” in esse situato, citato all’art. 9 della Costituzione Italiana.


Soprattutto le aree protette italiane devono essere pensate all’interno di un orizzonte normativo e culturale più ampio. Un orizzonte che, restando fedele alle indiscutibili priorità della tutela, sia capace di innovare i propri linguaggi, le proprie parole d’ordine e le conseguenti strategie, verificando possibili alleanze e convergenze con le espressioni delle realtà locali. Considerare questo percorso come una mera speranza “utopistica”, equivale a tradirne la necessità e l’urgenza, in risposta alle grandi sfide dei tempi.

 

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