Etna in festa per Angelo D’Arrigo e il suo sogno impossibile

Locandina
Particolare della locandina dell’evento del 26 marzo. Nella foto sopra il titolo Angelo D’Arrigo (1961-2006)

“Per sempre in volo” è il titolo scelto da Laura Mancuso, presidente della Fondazione Angelo D’Arrigo e moglie di Angelo, per la celebrazione, sabato 26 marzo 2016 sull’Etna, del decennale che si celebra in memoria di questo straordinario personaggio, ancora oggi nel cuore dei fans sparsi in tutto il mondo. Organizzato dalla Fondazione con la collaborazione del Parco dell’Etna, dell’Area Metropolitana di Catania, del Comune di Nicolosi, della Funivia dell’Etna, del Club Alpino Italiano, degli Aeroclub di Catania e di Comiso, l’evento si apre alle 9,30 con l’escursione guidata del Parco dell’Etna Piano Vettore-Monte Nero degli Zappini. Dalle 10,30 alle 16,30 raduno di parapendio, free climbing, mountain bike, aquiloni ed escursioni.

Alle 11,30 tocca ai Fratelli Napoli, con i Pupi siciliani e le musiche dal vivo dei Lautari, con Astolfo, Peppininu e l’investitura del nuovo “Cavaliere Angelo D’Arrigo”. Alle 12 la cerimonia nel piazzale antistante la funivia, che sarà intitolato Largo Angelo D’Arrigo e lo svelamento della scultura realizzata dall’artista Luca Zuppelli. Alle 12,30 liberazione di rapaci a cura del Centro Recupero Fauna Selvatica Azienda Foreste Demaniali di Messina e Associazione Mediterranea per la natura. Alle 17 proiezione del documentario “Nati per volare” nelle strutture la cura limitrofe al piazzale Monti Silvestri. Dalle 17,30 alle 18,30 concerto all’interno dei Crateri Silvestri, a cura dell’ensemble Broken Consorts. Infine, alle 18,30, lancio di lanterne volanti ecosostenibili (biodegradabili e ignifughe al 100 per cento). Tante altre lanterne si leveranno simbolicamente in volo al tramonto del 26 marzo da tutte le montagne di Angelo D’Arrigo, dall’Everest all’Aconcagua, per ricordare il recordman di volo libero nel decennale della scomparsa.

Laura Mancuso
Laura Mancuso presidente della Fondazione dedicata a D’Arrigo.

Spiega Laura Mancuso: “Vogliamo che sia una giornata di grande festa per ricordare ciò che mio marito ha lasciato a tutti noi: la necessità di scoprire, di studiare, di essere curiosi del mondo, la voglia di superarsi per riuscirci.  Abbiamo contattato attraverso il web e i social media, tutti coloro i quali, in ogni parte del mondo, hanno conosciuto e apprezzato Angelo. Ci hanno risposto in tanti e sappiamo che in molti verranno a ricordarlo con noi il 26 marzo”. Piero Angela, amico ed estimatore di Angelo D’Arrigo, in un messaggio a Laura ha espresso apprezzamento per l’idea delle lanterne volanti che si alzeranno in varie parti del mondo per ricordare i voli di Angelo, “un uomo molto speciale che tutti abbiamo amato”. Aggiunge Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna: “Il messaggio di Angelo deve continuare a riecheggiare alto sull’Etna e sulle sue amate montagne. A dieci anni dalla sua scomparsa, il ricordo delle sue imprese continua ad emozionarci perché la sua è la lezione di una persona che ha saputo davvero integrarsi, con il corpo e con i pensieri, a Madre Natura. Nella mente di molti di noi la figura di Angelo si confonde con quella di un’aquila il cui volo è simbolo di eleganza, potenza, libertà, tutto nel silenzio che regna tra le montagne e il cielo”.

Vola con le gru
In volo con le gru.

• Chi era. Angelo d’Arrigo, nato a Catania il 3 aprile 1961, vissuto a Parigi fino al 1984, ha da sempre perseguito il sogno di volare come gli uccelli, e assieme a loro. Divenuto campione mondiale di volo, ha abbandonato gare e cronometri per dedicarsi allo sviluppo del volo libero e ha concepito e realizzato imprese, che si pongono ben al di là del semplice evento sportivo. Ha studiato per anni il volo dei grandi rapaci, ai quali si è affiancato in incredibili migrazioni nei cieli del pianeta. Ha sorvolato il mare e i deserti, è salito a oltre 9.000 m in volo libero, fino a superare le vette dell’Everest e dell’Aconcagua. Con il Russian Research Institute for Nature and Protection di Mosca, ha condotto un esperimento per la comunità scientifica internazionale: la reintroduzione di una specie di uccelli migratori in via di estinzione, le gru siberiane, guidando lo stormo, con il supporto di uno staff di biologi russi e americani, per 5.300 chilometri. Ma forse la più grande intuizione di Angelo è legata alla realizzazione della “Piuma” di Leonardo da Vinci. Dopo attenti studi sul Codice di Madrid, realizza e fa volare una Piuma leggerissima – identica nella struttura a quella del grande Leonardo. Il Cinquecento conosceva solo la solidità di legno, cuoio e tela: Angelo dimostra, utilizzando i materiali leggeri del terzo millennio, l’esattezza delle progettazioni aerodinamiche di Leonardo. Con Leonardo, Angelo condivide un approccio intuitivo e l’instancabile desiderio di spostare ogni giorno più in là le frontiere dell’uomo. Alla sua morte (avvenuta nel corso di una manifestazione a Comiso, il 26 marzo 2006, in seguito a un incidente al piccolo aereo, su cui egli viaggiava da passeggero e ospite d’onore) un senso di sgomento ha pervaso tutti coloro che nel mondo lo ammiravano e lo seguivano nelle sue esultanti conquiste. La Fondazione Angelo d’Arrigo, costituitasi dopo la sua scomparsa, ha significato rimettersi sulla rotta delle tante strade da lui tracciate: il desiderio di volare, la realizzazione di sogni impossibili, la metamorfosi, la ricerca di un rapporto con la natura e con gli animali, l’osservazione diretta dei fenomeni, le scoperte e le applicazioni pratiche, lo sport, le tecnologie più avanzate, la scienza e la poesia, l’amicizia e lo spirito di solidarietà.

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