Quanto valgono quattro Everest scalati con le bombole di ossigeno?

L’Everest scalato con o senza le bombole di ossigeno non è la stessa cosa. L’alpinista che pubblicamente dichiara di averne calpestato quattro volte la cima (tanto di cappello!) dovrebbe sentire il dovere di chiarire questo aspetto. Nel suo stesso interesse, per evitare malintesi sempre possibili nell’ambiente tutt’altro che sereno delle alte quote. Honni soit qui mal y pense (sia svergognato chi pensa male) è il motto dell’ordine inglese della Giarrettiera. Ma c’è chi autorevolmente sostiene  che salire l’Everest con l’ossigeno è di fatto doping. Non è solo una questione fisica, ma anche di etica. Tra chi sale senza bombole l’Everest e chi le adopera c’è una differenza enorme di prestazione. A 8000 metri un’erogazione di 5 litri al minuto equivale a camminare a una quota di 4000 metri più bassa. Si spiegano così, con dosaggi “ignoti” di ossigeno, certi record dal campo base alla vetta. Naturalmente le bombole vengono collocate lungo il percorso in precedenza e in abbondanza.

Hillary e Tenzing
Hillary e Tenzing furono i primi in vetta all’Everest utilizzando le bombole. Nella foto sopra il titolo l’impressionante folla di aspiranti al Tetto del Mondo (National Geographic Magazine).

Gli interrogativi sulla liceità dell’uso delle bombole d’ossigeno in alta quota si riaffacciano in questi giorni sullo scenario alpinistico grazie a un’inchiesta di Mountain Wilderness Italia che ognuno può andarsi a leggere sul sito dell’associazione. “Personalmente sono convinto da sempre che l’utilizzazione dell’ossigeno equivalga a una droga dopante, anche se solo in senso lato”, spiega Carlo Alberto Pinelli, alpinista accademico e presidente di MW Italia. “Con buona pace di Hillary e Tenzing reputo che i primi autentici salitori dell’Everest siano stati coloro che ne hanno saputo raggiungere la vetta lottando lealmente contro l’ipossia”. Il dibattito che Mountain Wilderness intende rilanciare non dovrebbe restringersi entro confini accademici, ma sfociare in qualche proposta concreta, in grado di costringere i club alpini, l’UIAA che li riassume, i governi delle nazioni himalayane a prendere le distanze da una pratica così ambigua e sleale. Utopia? In base all’inchiesta di MW, pessimista sulla possibilità di una nuova iniziativa destinata a regolamentare il fenomeno è Renato Moro, già presidente della Commissione per le spedizioni extra-europee dell’Unione Internazionale delle Associazioni di Alpinismo: troppo forti ritiene che siano le pressioni sui decisori dell’UIAA delle agenzie che organizzano spedizioni commerciali. Un pessimismo condiviso da Maurizio Giordani. Il messaggio che oggi si va diffondendo secondo Paulo Grobel, guida alpina francese, è deleterio perché aiutare qualcuno ad andare più su di quanto sarebbe capace comporta per una guida l’accettazione di un rischio supplementare. Premesso infine che l’utilizzo delle bombole rappresenta una truffa, il presidente del Club Alpino Accademico Italiano Alberto Rampini interpellato da Mountain Wilderness individua nell’utilizzo dell’ossigeno la causa principale di una frequentazione abnorme rispetto alle caratteristiche ambientali specifiche, con i problemi d’inquinamento che ne derivano. E i nostri affezionati lettori che cosa ne pensano?

One thought on “Quanto valgono quattro Everest scalati con le bombole di ossigeno?

  • 30/03/2016 at 12:09
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    tutto ok, la frase di Pinelli come spesso capita fa in modo che le mie simpatie passino a chi sale con l’ossigeno ……

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