Il Pakistan premia Pinelli. Un momento di festa tricolore nella Repubblica islamica insanguinata

Pinelli con cappello per editoriale
Carlo Alberto Pinelli. Nella foto in alto una pittoresca veduta del Pakistan insanguinato dal recente gravissimo attentato a Lahore.

Il tricolore italiano ha sventolato sul Pakistan il 23 marzo 2016 nella capitale Islamabad grazie a un’importante onorificenza concessa dal presidente della Repubblica islamica a Carlo Alberto Pinelli per la sua “instancabile promozione a livello internazionale” delle locali montagne. La pergamena del premio è stata consegnata nella sede dell’Ambasciata italiana pochi giorni prima che sul Pakistan si abbattesse la sciagura delle 72 vite, in maggioranza cristiane, falciate a Lahore il giorno di Pasqua da un kamikaze che è si fatto esplodere nell’Iqbal Park gremito di gente. Il primo ministro  Nawaz Sharif ha chiesto alle forze dell’ordine di accelerare l’offensiva contro i militanti islamici responsabili dell’attentato. La popolarità in Pakistan di “Betto” Pinelli, accademico del Cai e presidente di Mountain Wilderness Italia, è legata a varie iniziative: dalle ricerche archeologiche sulle orme di Giuseppe Tucci ai corsi di alpinismo per aspiranti guide, alla famosa spedizione ecologica al K2 liberato da quintali di rifiuti abbandonati dagli alpinisti di cui fu Pinelli ideatore e coordinatore. A ottant’anni, inesauribile è la volontà di Pinelli di battersi sui grandi principi per la difesa dell’ambiente.

Pergamena Pinelli
Un particolare della pergamena consegnata a Pinelli.

“Quest’anno”, precisa Pinelli in un’editoriale del periodico Mountain Wilderness Notizie di marzo, “le iniziative prioritarie della nostra Associazione si concentreranno soprattutto sugli Appennini, pur non dimenticando i tradizionali appuntamenti al Monte Bianco, alla Marmolada, al Cansiglio, alle Dolomiti “monumento del mondo”. Tra gli eventi più importanti spicca la staffetta-trekking che attraverserà i principali parchi nazionali dell’Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio per gridare ad alta voce la necessità culturale ed economica di porre la Natura protetta al centro di un progetto di sviluppo nazionale liberato dei miti fallaci del consumismo e della crescita sregolata. Ma anche per riproporre con un’azione allegra e spettacolare l’inserimento dei parchi dell’Appennino centrale nell’elenco UNESCO del World Heritage”. Sarebbe opportuno che tutti gli amici della montagna riflettessero sulla opportunità di partecipare a qualche segmento di questo bellissimo trekking di cui è stata data notizia anche in MountCity.

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