Benedetta primavera. Rinasce il faggio di Segantini abbattuto dalla bufera

Buone notizie dal Triangolo Lariano. Riprende a vivere il famoso “faggio di Segantini” sui pascoli alti del Cornizzolo a 1100 metri, divelto il 23 settembre da una bufera. L’annuncio viene dato da Federico Magni il 1° aprile nelle pagine del Giorno in una corrispondenza che riprendiamo per gentile concessione. Continua intanto la raccolta di fondi necessari per finanziare l’impresa: i Comuni di Eupilio nel cui territorio si trova l’albero, di Longone e di Pusiano, hanno stanziato 4000 euro.

Faggio abbattuto
Il faggio abbattuto dal vento e, nella foto sopra il titolo, le prime gemme sui rami del “patriarca verde” (ph. Il Giorno, per gentile concessione)

La convalescenza continua

Le prime gemme hanno fatto capolino dai lunghi rami protesi sul panorama del lago di Pusiano e dell’Isola dei cipressi, ma bisognerà aspettare l’autunno per sapere se il malato in convalescenza avrà superato il periodo più critico. Fanno ben sperare però quei germogli spuntati sul vecchio faggio di Segantini, rimesso in piedi dagli agronomi, dopo che una raffica di vento l’aveva abbattuto. Per trecento anni aveva dominato la dorsale del monte Cornizzolo a circa mille metri di quota, fino al settembre dell’anno scorso, quando per colpa del forte vento fu ritrovato adagiato su un fianco. Dopo tre secoli sembrava ormai spacciato ma in molti si sono mobilitati e hanno chiesto agli esperti di provare a salvarlo. Simbolo degli alberi monumentali di Lombardia, si narra che fosse addirittura uno dei punti di osservazione preferiti da Giovanni Segantini che saliva fin lì, all’ombra del faggio, per cogliere il anorama dei laghi dell’Alta Brianza e tutta la Pianura padana. Ora la chioma è visibilmente ridotta dopo che gli agronomi del Parco valle Lambro l’hanno sfoltito. Per rimetterlo in piedi hanno dovuto scavare una grossa buca, issarlo e ancorarlo con dei cavi. “Sicuramente è ancora in convalescenza e la ripresa non sarà una cosa breve”, spiega Dante Spinelli, del Parco valle Lambro. “Però le gemme che aveva preparato l’hanno scorso sono quelle che permettono alla pianta ora di far spuntare le foglie. Ma bisognerà aspettare l’autunno per sapere se avrà superato il periodo più critico”.

Federico Magni

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