Sfilano al TrentoFilmfestival i fortissimi dell’alpinismo lecchese

Il grande alpinismo lecchese sfila quest’anno al gran completo in abito da cerimonia sul tappeto rosso del 64° TrentoFilmfestival dal 28 aprile all’8 maggio. Si celebrano infatti due importanti ricorrenze che riguardano la città ai piedi delle Grigne: i settant’anni dei Ragni della Grignetta e il sessantesimo anniversario della conquista del Sarmiento in Terra del Fuoco compiuta dal grande lecchese Carlo Mauri e dal trentino Clemente Maffei detto Gueret “Rampagarol”. Il cartellone presentato il 13 aprile a Milano si presenta ancora una volta stimolante per questa mamma di tutte le rassegne montanare a cui sovrintende nella sua veste di direttrice la brava Luana Bisesti mentre Sergio Fant cura la selezione cinematografica e su tutti veglia l’operoso presidente Roberto De Martin: 108 sono i film selezionati, di cui 23 a concorso, su un totale di oltre 500 opere iscritte per 10 giorni di programmazione.

Sarmiento
Il monte Sarmiento (2187 metri) in Terra del Fuoco e, sopra il titolo, un particolare della copertina della Domenica del Corriere del 25 marzo 1956 dedicata alla scalata di Carlo Mauri e Clemente Maffei. La vignetta è di Walter Molino.

Come sempre, oltre alla programmazione cinematografica vengono proposti a Trento incontri alpinistici, mostre, spettacoli, e la rassegna internazionale dell’editoria di montagna “MontagnaLibri” alla sua trentesima edizione. Un unico appunto: situato a poche decine di chilometri dai muri che si erigono al Brennero, forse un festival di tale importanza avrebbe potuto tener conto anche dei non pochi malesseri di cui sono teatro le nostre montagne sia dal punto di vista climatico, sia da quello politico e sociale. Si è preferito guardare al passato lasciando spazio alle glorie dell’alpinismo, una scelta comprensibile. E tra le glorie ben figura la conquista del gigante di ghiaccio che onorò sessant’anni fa l’alpinismo italiano, due anni dopo gli allori del K2. Fu il 7 marzo 1956 sulla cima est del Cerro Sarmiento (2187 metri) in Terra del Fuoco che piantarono il tricolore Maffei e Mauri “dopo 16 ore di sacrifici, di lotta e di volontà ostinata”, come scrive nel suo diario lo stesso Maffei. Particolare importante. La conquista del Sarmiento, che prende il nome dal navigatore spagnolo Sarmiento de Gamboa, ha avuto una specie di “replica” nel 1986 con una spedizione dei Ragni di Lecco. Nonostante i suoi 63 anni Gueret “Rampagarol” si batté anche in quella circostanza come un leone, raggiungendo la cima ovest per il versante sud insieme con Gigi Alippi, Franco Baravalle, Pinuccio Castelnuovo, Gian Maria Confalonieri, Lorenzo Mazzoleni, Salvatore Panzeri e Bruno Pennati. La salita venne dedicata a Mauri, l’indimenticabile “Bigio” scomparso nel 1983. Gueret ha finito invece i suoi giorni nel 1991 fra le sue montagne, in val Nambrone, entrando nel mito.

Il 3 maggio, alle 21, all’Auditorium Santa Chiara di Trento, queste esperienze vengono rievocate nello spettacolo dal titolo “Ai confini del mondo” con Neri Marcorè. Organizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Cile in Italia e il Museo nazionale della montagna Cai-Torino, scritto da Alessandro Rossi, in collaborazione con Rosario Fichera, lo spettacolo conduce il pubblico alla scoperta degli affascinanti territori della Patagonia e della Terra de Fuoco, con le interviste impossibili a due ospiti d’eccezione: Charles Darwin e Padre De Agostini, interpretati da Marcorè. Durante la serata si ricorda per l’appunto la storica spedizione alpinistica del 1956 organizzata e diretta dallo stesso Padre De Agostini per la “conquista” del Monte Sarmiento, e realizzata da Mauri e Maffei.

Un’altra serata il 6 maggio al Teatro Sociale ha per protagonisti i “maglioni rossi” di Lecco. Intitolata “Ieri, oggi e… Ragni. Legati soltanto al filo della storia”, la serata vede come protagonisti i fortissimi Matteo Della Bordella, Luca Schiera e Matteo De Zaiacomo, i quali, affiancati dal presidente Fabio Palma, uniranno passato e presente portandoci, con documenti storici, su tre grandi montagne la cui storia alpinistica è segnata da imprese dei Ragni più famosi: il McKinley di Riccardo Cassin, il Gasherbrum IV di Carlo Mauri e il Fitz Roy di Casimiro Ferrari. Sarà un affascinante giro nella storia delle grandi spedizioni italiane che va dal Nord America al Karakorum e al Sud America e che continua nel presente con le immagini delle recenti grandi scalate dei tre giovani Ragni sulle Alpi, in Patagonia e in Groenlandia.

Scarica il Programma 64a edizione TrentoFilmfestval

One thought on “Sfilano al TrentoFilmfestival i fortissimi dell’alpinismo lecchese

  • 14/04/2016 at 09:12
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    Per completezza d’informazione e per correttezza va segnalato che al 64° TrentoFilmfestival Luca Mercalli e don Luigi Ciotti parlano di “Crisi ambientale e crisi etica: due facce dello stesso problema” il 30 aprile alle 21 all’Auditorium Santa Chiara. E’ dunque inappropriato affermare che non vengono affrontati dalla rassegna trentina i grandi e drammatici temi che ci affliggono a tutte le quote.

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