Inverni sostenibili. L’area di tranquillità non esclude lo sci alpinismo

Un’area sperimentale di “tranquillità” in Valtellina per favorire durante l’inverno l’insediamento e la riproduzione dell’avifauna. Il progetto venne annunciato in un comunicato del 9 marzo riportato integralmente in MountCity (http://www.mountcity.it/index.php/2016/03/10/area-di-tranquillita-in-valtellina-club-alpino-valtellinese-e-fondazione-bombardieri-per-un-inverno-piu-sostenibile/). Sugli sviluppi dell’iniziativa arriva ora questo chiarimento dalla Sezione Valtellinese.

Foto Flaminio Benetti
Flaminio Benetti, presidente della Sezione Valtellinese del Cai.

Nessun compromesso sull’eliski

Sono costretto a tornare sull’argomento dell’iniziativa delle Guide della Valmasino, denominato “Inverno sostenibile” perché qualcuno continua ad accusare la Sezione Valtellinese del CAI di essere nemica dello sci alpinismo.
Il Consiglio direttivo della Sezione ha ritenuto, allora, necessario incaricarmi di chiarire la vicenda ma anche le idee di chi, evidentemente, ha informazioni molto parziali o intenzioni strumentali.
La Sezione aveva condiviso l’iniziativa, concedendo anche il proprio patrocinio, perché l’analisi dell’impatto delle attività escursionistiche e alpinistiche, in ambiente innevato, è argomento di grande interesse per assumere i comportamenti più corretti durante il loro svolgimento. Quando, però, gli organizzatori, tra i quali non c’è il CAI, hanno ritenuto di affrontare il tema di una regolamentazione dell’eliski, individuando, nel contempo, alcune aree in cui consentirne la pratica, abbiamo dovuto dissociarci perché si tratta di un’attività nei confronti della quale il nostro dissenso è totale e non suscettibile di scendere a compromessi.
 Da questa scelta è nato un comunicato stampa che ci ha messi sotto accusa per aver partecipato a una riunione dedicata all’identificazione di un’area di protezione assoluta, sul modello di quelle già esistenti nei Paesi a noi confinanti. La riunione era avvenuta, il 9 febbraio, nella sede del Parco delle Orobie e i partecipanti rappresentavano la Provincia di Sondrio, il Parco delle Orobie Valtellinesi, la Polisportiva di Albosaggia, le Guide Alpine e, anche, la Sezione Valtellinese del CAI. In quell’incontro, su indicazione della Polizia provinciale, si era identificata un’area di tranquillità, in zona Meriggio, da discutere con gli interessati. La presenza della Polisportiva di Albosaggia aveva consentito di verificare la compatibilità con l’attività di sci alpinismo, facendo in modo che i percorsi tradizionali rimanessero esclusi dall’area di tranquillità. 
Le reazioni allarmistiche al comunicato della Sezione Valtellinese sono, quindi, del tutto ingiustificate e, aggiungo, anche inspiegabili. La pratica dello sci alpinismo resta una delle attività che il CAI predilige e promuove, a condizione che, anch’essa, sia svolta con attenzione agli effetti sull’ambiente circostante.

Flaminio Benetti
 

Presidente CAI Sezione Valtellinese – Via Trieste 27, 23100, Sondrio


Telefono/Fax: 0342 214300 – info@cai.sondrio.it – www.caivaltellinese.it

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