Tilman e la Resistenza. Un monologo e un libro per ricordare il maggiore Bill

Con il monologo di Marco Albino Ferrari “Le lunghe notti. 1944: in fuga con Bill Tilman sulle Dolomiti” (4 maggio, alle 21 Sala della Filarmonica), il TrentoFilmfestival rivive, con le musiche dal vivo di Denis Biason, una straordinaria avventura iniziata la notte del 31 agosto del 1944, quando l’esploratore e alpinista britannico, all’epoca ufficiale, si lanciò nel buio dall’aereo con tre compagni, con la pesante radio trasmittente e le tasche gonfie di lire utili a finanziare la Resistenza. Si trattò di un lancio alla cieca, con alte probabilità di rimanere feriti nell’impatto al suolo. E infatti qualcuno di loro non ce la fece a proseguire nella lunga marcia attraverso le Dolomiti, tra imboscate, fughe e bufere che sembravano non avere fine.

Bill Tilman copia
Bill Tilman (1898-1977) in un’immagine di repertorio e, nella foto sopra il titolo, Marco Albino Ferrari che ne interpreta la figura il 4 aprile al TrentoFilmfestival.

Certamente la prova di sopravvivenza di Bill Tilman e dei suoi impreparati compagni sulla Nord del Monte Ramezza nell’ottobre ‘44 è rimasta sottotraccia, soffocata nel contesto controverso e poco noto della Resistenza nelle Dolomiti Bellunesi. Chissà se la stessa prova di resistenza fosse capitata in tempo di pace a uno degli alpinisti più famosi del dopoguerra come sarebbe stata raccontata? Con quali toni epici? La ricostruzione di quella vicenda dopo l’esordio a Trento viene portata in tournée assieme ai film del “Trento FF 365”, e uscirà in chiave di romanzo con la firma dello stesso Ferrari (che ha dedicato un libro anche a Ettore Castiglioni, alpinista, scrittore e partigiano) per Rizzoli nel mese di ottobre. Tilman, pluridecorato durante il primo conflitto mondiale, viene considerato uno degli ultimi grandi esploratori inglesi. È il degno erede di una certa cultura vittoriana che nobilita il senso dell’avventura e lo sprezzo del pericolo, senza mai perdere le doti più preziose nella vita: la modestia e il distacco. Nel 1933 attraversa da solo l’Africa da est a ovest in bicicletta, dormendo ai bordi delle piste in una tenda di tulle per ripararsi da insetti e serpenti. Scala il Kilimangiaro, il Monte Kenya, il Ruwenzori. Poi tocca i 7816 metri della cima più alta all’epoca mai raggiunta dall’uomo: il Nanda Devi. Più tardi troverà la via per la cima dell’Everest sul versante nepalese, e traverserà lo Hielo Continental in Patagonia. Nel 1977, allo scopo di festeggiare il suo ottantesimo compleanno, si spingerà verso l’Antartide con uno dei suoi giocattoli galleggianti: un cutter da lui stesso comprato con poche sterline salvandolo dalla discarica per adattarlo alla navigazione d’altura. Non lo rivedranno più, sparito per sempre nei mari più tempestosi del mondo.

Paride Brunetti – l’altro protagonista della vicenda – è il noto comandante “Bruno” della brigata garibaldina “Gramsci”. Nel 1942 parte per la Russia come ufficiale dell’Armir dove viene decorato al valor militare. Al suo ritorno, dopo l’8 settembre, organizza le prime formazioni partigiane e compie alcune azioni clamorose: riesce a sequestrare 23 quintali di dinamite da un deposito nazista e fa saltare la galleria lungo la strategica linea ferroviaria del Brenta, bloccando per una settimana i rifornimenti al fronte. All’indomani dell’azione, Bruno riceve in diretta i ringraziamenti degli Alleati attraverso Radio Londra. Alla fine della guerra sarà decorato dal Generale americano Clark e da Alcide De Gasperi, si laureerà in ingegneria e dopo una vita di lavoro alla Montedison morirà a Saronno (2011).

Tilman
Fu uno degli ultimi grandi esploratori inglesi.

A fine agosto del 1944, Tilman si fa dunque paracadutare con tre compagni volontari, e una speciale radiotrasmittente, sull’Altopiano di Asiago per organizzare i rifornimenti delle bande partigiane. Messi in fuga dai rastrellamenti tedeschi, i quattro trovano riparo tra i magnifici scenari naturali delle Buse delle Vette, a 2000 metri, nelle Dolomiti Bellunesi, dove sono insediate le formazioni del comandante Bruno. Da lassù, quotidianamente, Tilman si mette in contatto con il Quartier Generale alleato di Brindisi per chiedere i rifornimenti, ma nonostante le promesse gli aerei attesi non arrivano, e il rapporto con Bruno inizia a incrinarsi.

Qui monta anche il conflitto tra due personalità molto distanti tra loro, pur chiamate a stare fianco a fianco per una causa comune: Bruno è un comunista mosso da una forte carica ideale, è un sentimentale che ama la giustizia e lì sulle Buse è convinto di essere impegnato nella costruzione di un mondo migliore; Tilman è un liberale monarchico, è un calcolatore che valuta le situazioni con fredda oggettività, e ha scelto di farsi paracadutare in territorio nemico all’età di 45 anni perché questa è la vita che ha abbracciato fin da giovane e da cui dipende (e dipenderà fino alla fine dei suoi giorni), una vita al limite e lontano dalle “mollezze borghesi”.

Tilman e Bruno
Tilman, a destra, con il comandante partigiano “Bruno” (Paride Brunetti)

Dopo un paio di settimane, i tedeschi arrivano sotto le Buse. Sarebbe opportuno “sganciarsi” e lasciare libero il campo prima che sia troppo tardi, suggerisce Tilman. Ma Bruno intende mantenere la posizione e fronteggiare il nemico: rimanere, per lui, è una questione di principio. Al termine di una giornata di battaglia, verso la sera di sabato 30 settembre 1944 i partigiani decidono di scappare. Tilman e altri 15 uomini, invece, pensano che a quel punto sia diventato meno rischioso nascondersi lì, sulla parete nord del Monte Ramezza, evitando di andare in bocca al nemico. Rimarranno tre giorni senza mangiare, sotto la tormenta e senza potersi muovere perché le vie di uscita sono bloccate dai tedeschi. È una situazione che sembra non potersi risolvere. Quella natura meravigliosa delle Buse e del Monte Ramezza è diventata una trappola mortale dalla quale bisogna tentare di sopravvivere: la montagna diventa così il definitivo antagonista. Ma Tilman è nel suo ambiente, e infonde coraggio a tutti. Il terzo giorno riescono finalmente a fuggire. Dopo aver affrontato una marcia inverosimile tutti grazie a lui si salveranno.

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