Addio Franzin, sciatore dei grandi spazi

Franzin Groenlandia 1988 copia
Giuseppe Cazzaniga detto Franzin (a sinistra) durante la spedizione milanese con sci e slitte in Groenlandia (1988) (arch. MountCiy)

“A 91 anni il nostro ‘Franzin’ Giuseppe Cazzaniga ha deciso di precederci”. Il laconico annuncio è stato dato il 25 aprile 2016 da Gabriele Bianchi, past presidente del Club Alpino Italiano, che a Cazzaniga, guida alpina, consegnò negli anni Novanta la medaglia d’oro del CAI. Franzin lascia un grande vuoto in chi lo ha conosciuto e ne ha apprezzato le risorse fisiche e morali “tra zero e ottomila”. Entusiasta e modesto con la M maiuscola, riuscì a collezionare scalate in tutto il mondo senza mai sottrarsi ai pesanti turni di lavoro nel tunnel della nascente linea rossa della metropolitana milanese. “Tutto dipese dal fatto”, raccontò, “che, piuttosto che pagarci, ci mettevano in conto ferie le ore lavorate in più. Investii quei giorni accumulati sul cedolino aziendale in viaggi con conseguenti scalate e sciate, la mia grande passione”. I lettori dello Scarpone, quello “vero” in carta e inchiostro che il Cai ha soppresso, rammentano la sua firma nella rubrica dedicata alle nuove ascensioni che Franzin redigeva con impegno e competenza “fotografando” con precisione il mondo dell’arrampicata di allora. Mariola Masciadri, che curò per undici anni Lo Scarpone, ricorda un Franzin tricolore: capelli neri, baffi rossi e barba bianca. Poi Franzin è diventato tinta unica. Non argento, puntualizzò Mariola, ma acciaio. Acciaio inossidabile per resistere alle intemperie, alle usure del tempo e a quelle del lavoro che nello sterminato cantiere della metropolitana non doveva essere agevole. Fra le tante esperienze compiute sulle montagne del mondo con e senza la sua Marcella che è “andata avanti” prima di lui, Franzin va in particolare ricordato per un’impresa “orizzontale”. Nell’88 fu lui infatti a guidare una spedizione milanese con sci e slitte in Groenlandia, nel centenario dell’epica traversata compiuta con gli sci dal norvegese Fridtjof Nansen (circa 500 chilometri fra il 64° e il 65° parallelo). Gli sono stati compagni Giulio Beggio, Anna Bianco, Maurizio Dalla Libera, Gianfranco Fasciolo e Vanni Spinelli.

Franzin e Torti
Con Vincenzo Torti, avvocato alpinista milanese, in occasione dei suoi novant’anni (ph. Serafin/MountCity).

Cazzaniga, oltre che guida alpina, era uno sciatore appassionato. Sciatore nordico, come si diceva una volta, immancabile alle grandi maratone come la Vasaloppet o la Terrvahiito a Oulu, una novantina di chilometri nel cuore freddo della Finlandia. Poi, finita la stagione delle maratone e delle scalate, si è messo a scolpire il legno. Piccole opere piene di poesia. Ma con la montagna, che è stato il filo conduttore della sua vita, ha sempre mantenuto fino all’ultimo ottimi rapporti. E non ha mai smesso di camminare fino all’ultima meta, lassù, dove ci accoglierà con la consueta bonomia tenendoci allegri. (Ser)

LE ESEQUIE si svolgono martedì 26 aprile alle ore 14 nella chiesa principale di Verano Brianza.

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