Vigilare sulla nuova governance. Nasce l’Osservatorio sul Parco dello Stelvio

Nasce l’Osservatorio sul Parco nazionale dello Stelvio per volontà di dieci tra le maggiori associazioni ambientaliste italiane (CAI, CTS, FAI, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF) che intendono vigilare sulla legittimità del percorso normativo, istituzionale e amministrativo derivante dall’Intesa sottoscritta l’11 febbraio 2015 tra lo Stato, la Regione Lombardia e la Province autonome di Trento e Bolzano, a cominciare dai contenuti della Legge Regionale della Lombardia 39/2015 e dal Decreto legislativo 14/2016 che entrano in conflitto con il dettato costituzionale e con la legge quadro nazionale sulle aree protette (legge n. 394/1991). L’Osservatorio viene presentato giovedì 28 aprile alle ore 11. 30 alla 
Sala del Consiglio nazionale del Touring Club Italiano (TCI – Corso Italia 10 – Milano).

Locandina StelvioVa ricordato che Mountain Wilderness ha organizzato nel mese di luglio 2015 un meeting di arrampicata e un trekking nei territori dello Stelvio per richiamare l’attenzione su questo gravissimo problema. Le problematiche dei parchi sono da qualche tempo all’ordine del giorno tra gli italiani che hanno a cuore l’ambiente. Martedì 5 aprile a Roma presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana le associazioni CTS, Fondo Ambiente Italiano, Federazione ProNatura, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, TCI e WWF hanno presentato la Carta di Fontecchio con la quale si propone al mondo politico, agli amministratori, ai cittadini italiani, il possibile ed auspicabile ruolo guida dei parchi e delle aree naturali protette nella conquista di un futuro sostenibile.  Il documento (Carta di Fontecchio) rivendica la centralità delle aree naturali/culturali protette come motori efficaci di uno sviluppo sostenibile, compatibile, durevole. Occorre essere consapevoli che le aree protette, che pure finora hanno avuto un’importanza grandissima, rischiano di tradire la propria missione e di restare al margine se non sono in grado di guardare al futuro: e il futuro indica, soprattutto a chi opera nel campo della conservazione, che oggi l’obiettivo fondamentale è salvare, non aree limitate di terra, ma la terra nella sua totalità. Sui Parchi è intervenuto di recente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.“ Il Parco nazionale dello Stelvio”, ha detto Mattarella, “è un patrimonio nazionale di tutti i cittadini italiani e non può essere gestito come un condominio per soddisfare interessi locali e gli appetiti dei partiti”. Con queste parole il Presidente della Repubblica ha aperto una petizione perché si corregga la “mal/intesa” sul Parco nazionale dello Stelvio nato 80 anni fa per salvare aquile, stambecchi, orsi e camosci, “che devono vivere ed essere ammirati in tutta tranquillità, senza entrare nel mirino dei cacciatori o di chi preme per grandi opere devastanti per i loro habitat”. “Per questo”, spiegano le associazioni ambientaliste, “non vogliamo un Parco de-nazionalizzato, come stabilito nell’Intesa firmata l’11 febbraio 2015, che però continui a ricevere impropriamente fondi statali, soldi di tutti noi. Chiediamo di correggere subito l’Intesa tra Ministero dell’Ambiente, Regione Lombardia e Province di Trento e di Bolzano”.

Intervengono a Milano alla presentazione dell’Osservatorio sul Parco nazionale dello Stelvio, tra gli altri, Renato Aggio, presidente CAI Lombardia, Rossana Bettinelli, presidente Italia Nostra Lombardia, Paola Brambilla, delegato WWF Lombardia, Claudio Celada, direttore Conservazione LIPU, Oscar Del Barba, segreteria Ambiente CAI, Carlo Alberto Graziani, Mountain Wilderness, Marco G. La Viola, vicepresidente Federazione Pro Natura, Stefano Lenzi, responsabile Ufficio relazioni istituzionali WWF Italia, Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, Daniele Meregalli, responsabile Ambiente FAI, Marco Parini, presidente Italia Nostra, Massimiliano Vavassori, direttore Centro studi TCI.

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