Il turismo dolce dei “custodi della montagna”

Boulard
Roby Boulard, guida alpina della Val Pellice, gestisce il rifugio Willy Jerwis (ph. Serafin/MountCity). Nella foto sopra il titolo altri  custodi della montagna: Miro, Natalia e Ferruccio Colavita del rifugio La Fontana del Thures in Valle di Susa (TO).

Turismo dolce, sostenibile, artigianale o responsabile? Forse il termine “responsabile” ricomprende tutte le attività compatibili con l’ambiente e le comunità in cui si svolgono: viene adottato dall’Associazione Italiana Turismo Responsabile che opera “per promuovere la cultura e la pratica di viaggi di Turismo Responsabile e favorisce la conoscenza, il coordinamento e le sinergie tra i soci”. Un incontro tra i soci dell’associazione è previsto sabato 28 maggio 2016 a Reggio Emilia presso l’Ostello della Ghiara (Via Guasco, 6) con presentazioni di progetti e iniziative.

Sweet MountainsA un turismo “dolce” (ma ovviamente anche sostenibile, artigianale e responsabile) fa invece riferimento un reportage multimediale e multicanale per raccontare attraverso storie, immagini e voci dalle Valli Susa, Chisone, Germanasca, Pellice e Po l’attualità e il futuro dell’approccio a questo genere turismo di nessun impatto nelle ‪Alpi torinesi e cuneesi di cui da tempo si occupa la rete “Sweet Mountains”. Ne dà l’annuncio il webmagazine dislivelli.eu con riferimento a una nuova rubrica intitolata “Custodi della montagna”, frutto di un progetto realizzato dall’Associazione Dislivelli di Torino e da Radio Beckwith Evangelica, emittente di Torre Pellice che si caratterizza per l’attenzione al territorio, alle attività culturali, giovanili e socio-assistenziali.  Si tratta, a quanto si apprende, di una nuova forma di turismo “artigianale”, portato avanti in ‪‎Piemonte, ‪Valle d’Aosta e ‪‎Liguria da persone che gestiscono rifugi, B&B, piccoli alberghi, campeggi e foresterie: centinaia di pionieri che si configurano come sensibili all’ambiente, alla società, alla cultura locale, all’innovazione che si fa tradizione. La prima puntata di questo viaggio si intitola “Scelte di vita” e indaga, come riferisce Maurizio Dematteis in “Dislivelli”, i motivi, le strade e i bivi che hanno spinto tante persone diverse a entrare a far parte del gruppo dei “Custodi della montagna”, una realtà che fa della sua eterogeneità una ricchezza. Il percorso agli inizi, tra mille incognite e incertezze, ma come non simpatizzare con questi “custodi della montagna”?

Per seguire il progetto “I custodi della montagna”

www.dislivelli.eu/custodi-della-montagna

www.sweetmountains.it/custodi-della-montagna

rbe.it/custodidellamontagna

Per tenersi al corrente sull’attività dell’Associazione per il turismo responsabile:

http://www.aitr.org/aitr-incontra/

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