Bozzetto, ora un film racconta la sua magia

Un omaggio cinematografico si annuncia per Bruno Bozzetto, “papà” dei cartoons, vincitore di un’infinità di premi con opere d’irresistibile umorismo, in realtà dissacranti e profetiche sull’omologazione dei nostri stili di vita. Con corti misticheggianti come “Mister Tao” in cui un alpinista sale imperterrito verso il Regno dei Cieli sotto lo sguardo perplesso dell’Onnipotente. E anche con “caroselli” che appartengono alla storia della televisione. L’associazione Bergamo Film Commission ha annunciato la realizzazione di un lungometraggio dedicato a questo maestro dei disegni animati che quasi per caso diede vita al popolare “Signor Rossi” schiavo inconsapevole del consumismo. Il film è prodotto dalla Zagora di Anna Godano, in co-produzione con Luce Cinecittà, con la collaborazione di Sky Arte HD e con il sostegno di Lombardia Film Commission e Bergamo Film Commission. Sarà distribuito da Luce Cinecittà. La regia ha la firma di Marco Bonfanti, autore de “L’ultimo pastore”, il film che nel 2012 raccontava la fiaba di Renato Zucchelli, il pastore che col suo gregge di 700 pecore “invade” Piazza del Duomo a Milano.

Bruno-Bozzetto-e1460809370995-659x297
Bruno Bozzetto qui in un fermo-immagine racconta gli esordi e le più importanti tappe della sua carriera nell’intervista realizzata dal sito FB “Compiti per casa – Dario Moccia”. Nella foto in alto sullo sfondo di un dipinto di Depero (ph. Serafin/MountCity)

Il film, a quanto si apprende, viene registrato tra Milano, Bergamo e Riva di Solto. Bozzetto è stato un pionieri del cinema di animazione oggi tanto in auge nella sua nuova dimensione digitale. Non è un caso che, recentemente, sia stato omaggiato dal Walt Disney Museum. Anche John Lasseter, il direttore creativo della Disney-Pixar, ovvero la più grande industria di sogni di oggi, ha dichiarato la propria ammirazione per Bozzetto riconoscendo l’influenza che ha avuto sul suo lavoro l’opera del disegnatore e regista italiano. Ora è Andrea, figlio di Bruno, a tenere alta l’immagine di questa dynasty orobica (Bruno ha ereditato da suo padre la passione per il cinema oltre che per la montagna). In collaborazione con un altro bergamasco doc, Pietro Pinetti, Andrea ha riaperto a Milano lo Studio Bozzetto dove sono nati capolavori come “West and Soda” e “Allegro, non troppo” con un magistrale, chapliniano Maurizio Nichetti.

Bozzetto si racconta in questi giorni anche in Facebook in una lunga intervista realizzata da Dario Moccia rievocando i suoi inizi nella Milano del boom alle prese con un rudimentale set realizzato con una tavola da stiro, quando i suoi ironici disegni illeggiadrivano “Il rudere”, giornalino del liceo Beccaria allora ospitato nei fatiscenti cortili di piazza Sant’Alessandro.

I compagni di liceo ricordano la sua schiettezza, la sua semplicità. Ma non scherzava Bruno quando sulle nevi di Foppolo calzava i Kastle e pennellava sulla neve fantastici ghirigori e intanto si guardava in giro per prendere in castagna gli “abominevoli” sciatori e satireggiarli nei suoi cartoons.

Bozzetto jr e...
Andrea Bozzetto (a destra con il collaboratore Pietro Pinetti) ha riaperto a Milano lo Studio Bozzetto dove suo padre Bruno ha realizzato indimenticabili capolavori.

Oggi fa piacere sapere che Bozzetto continua a fare cinema rifiutandosi di vivere sugli allori. Anche se di allori ne ha da vendere. Se Milano ha onorato Bozzetto con un Ambrogino d’Oro, Bergamo non è stata da meno: nel 2003 il Comune lo ha insignito della medaglia d’oro “riconoscenza civica”, mentre nel 2007 l’Università degli Studi gli ha conferito la Laurea honoris causa in “Teoria, Tecniche e Gestione delle Arti e dello Spettacolo”. Anche il mondo della montagna gli deve non poca gratitudine. La sua ironia non ha risparmiato i sogni più inconfessabili degli alpinisti, smascherandoli fino a scoprire che il sesto grado dello scalatore consiste nell’inerpicarsi (con la fantasia) su un sinuoso corpo femminile. Attraverso le storie del Signor Rossi, il suo inconfondibile “omino”, Bozzetto ha saputo mettere alla berlina le incognite del turismo consumistico e di quella certa montagna destinata a diventare l’odierno luna park. Ma ha usato la sua verve anche per metterci in guardia, con cortometraggi educativi, dai pericoli della montagna. Excelsior Bruno, continua a farci sognare!

Commenta la notizia.