L’anello ciclabile del Monte Rosa. Tra pascoli e luoghi mistici

Divieto bici
Il divieto di circolare in bici in un’area protetta del Sud Tirolo. Sopra il titolo il giro ciclistico del Monte Rosa come viene presentato sul quotidiano La Stampa.

Un anello ciclabile lungo 200 chilometri. Al centro dell’anello, imperturbabile, il Monte Rosa con i suoi ghiacci insidiati dal riscaldamento globale. Intorno, tra qualche tempo, sciami di pedalatori, buona parte dei quali “assistiti” dal sempre più diffuso motorino elettrico. “E’ la risposta italiana allo sviluppo del cicloturismo europeo”, spiegava domenica 24 aprile 2016 sul quotidiano La Stampa Daniele Pasquarelli. Il percorso a quanto si apprende dall’esauriente articolo è tutto digitalizzato “zeppo di informazioni on line grazie a un braccialetto personalizzato e collegato in rete che offre in tempo reale informazioni sulla posizione, dove mangiare, dormire, divertirsi e fare shopping”. Al completamento dell’itinerario sono interessati comuni, consorzi e privati del Piemonte e della Valle d’Aosta, con finanziamenti europei e con un sostanzioso contributo della Compagnia di San Paolo pari a 500 mila euro che, sempre secondo La Stampa, hanno permesso di unire Biellese e Canavese attraverso la “linea insubrica”, la grande faglia che attraversa le Alpi fino all’Africa. Una domanda viene spontanea. Siamo sicuri che tutto ciò faccia parte del turismo cosiddetto sostenibile?

La frequentazione con le biciclette di siti come questi di grande valore ambientale è in costante aumento e sta diventando una voce importante per il turismo alpino, ma capita anche sempre più di frequente che si ritenga conveniente disincentivare questi flussi in tali aree quando assumono una certa consistenza e danneggiano l’ecosistema. Fa rabbrividire l’idea di una ciclabile che sale al Colle di Loo, in Valsesia, un luogo mistico per la dolcezza dei suoi declivi, per i suoi pascoli. Eppure nel giro del Monte Rosa, in base al piano di rivalutazione del territorio e con l’obiettivo di favorire il cicloturismo, è prevista la costruzione di una ciclabile che da Rassa, in Valsesia, arriva fino al Colle di Loo rovinando alpeggi selvaggi e bellissimi come l’Alpe Prato per poi allacciarsi alle piste cicloturistiche della Valle di Gressoney. Guidati dal magico braccialetto, impegnati negli shopping di cui favoleggia La Stampa, i ciclisti sapranno usare i dovuti riguardi per le preziose aree che attraverseranno? (Ser)

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