Le tante vite di nonno Dino, eroe dei “maglioni rossi”

Luglio 1961. L’alpinismo e la montagna occupano le pagine principali dei quotidiani, con quello che è stato definito il soccorso più drammatico delle Alpi: sette scalatori, due cordate guidate da Walter Bonatti e Pierre Mazeaud, sono travolte da una bufera sul Pilone centrale del Freney, nel massiccio del Monte Bianco. Per una settimana le squadre di soccorso tentano di raggiungerli, ma sopravvivono solo in tre: Bonatti, Mazeaud e Roberto Gallieni. Pochi sanno che a Lecco, un uomo conosce la via di fuga che avevano pianificato Bonatti e compagni. Avvertito dal padre di Gallieni, quest’uomo parte con una squadra di Lecco verso Courmayeur, per raggiungerli, dare una mano ai soccorsi. Ma non viene ascoltato. Arriva al bivacco Gamba che Bonatti e Gallieni raggiungono sfiniti nel cuore della notte, prima che riparta la squadra di soccorso locale. Ed è lui a recuperare, purtroppo ormai privo di vita, il corpo di Andrea Oggioni.

Piazza e nipote
Qui e nella foto sopra il titolo, due fermo-immagini tratti dal film di Nicoletta Favaron. Dino Piazza  è con il nipotino e in alto, a sinistra, con un altro veterano dei “Ragni”.

Quest’uomo è Dino Piazza (1932), il protagonista del film “Prima il dovere” di Nicoletta Favaron, prodotto dal Cai Lecco. La prima proiezione è in programma martedì 17 maggio alle ore 21 presso l’Auditorium Casa dell’Economia – via Tonale 28 – Lecco nell’ambito della rassegna “Monti Sorgenti”. Alpinista, Ragno della Grignetta, precursore del soccorso alpino e imprenditore, grande energia e spirito innovatore, come alpinista Dino Piazza fu autore di vie nuove (come la Direttissima alla Torre Cecilia del 1959 aperta con Tizzoni e Colombo) e salite celebri come la nord-ovest del Civetta lungo la celebre via Solleder e la ripetizione della via Bonatti al Petit Dru sul massiccio del Monte Bianco. Ma questo non è un film che racconta exploit e salite record. E’ il racconto di una vita, guidato dalla voce narrante del giornalista e scrittore Marco Albino Ferrari. La pellicola ripercorre la storia del protagonista e della sua epoca, attraverso ricostruzioni, documenti e testimonianze dirette. Piazza, a 84 anni, torna sul Monte Bianco, dove ripercorre i luoghi della tragedia del 1961 raccontandoli con gli occhi di un testimone. La vita di un alpinista, in quegli anni, non poteva essere svincolata dal lavoro. L’opera pone infatti l’accento sul legame fra territorio, impresa e alpinismo, che ha caratterizzato la storia della città di Lecco. Gli alpinisti come Riccardo Cassin e Dino Piazza hanno avuto un ruolo di primo piano nell’evoluzione dei materiali, come chiodi e ramponi, grazie alla loro esperienza nella lavorazione del ferro. “C’è tanto lavoro dentro questo film”, racconta la regista Nicoletta Favaron. “Il titolo ‘Prima il dovere’ spiega inequivocabilmente la visione di Dino dell’alpinismo e della vita. Lui stesso afferma che la più grande impresa è stata fondare un’azienda più che scalare. Le difficoltà del lavoro rendevano quasi facile il superamento degli ostacoli in parete. Attraverso le immagini, i racconti e le illustrazioni di Elisabetta Bianchi, nonno Dino vuole trasmettere al nipote Nicolò e in genere alle nuove generazioni quanto la vita gli ha insegnato”.

Vedi il trailer del film su Dino Piazza

Commenta la notizia.