Dignità per la Piedra! L’appello dei resistenti del Peñón de Guatapé

“Dignidad Peñolera” è il nome del movimento per la tutela ambientale del Peñón de Guatapé, il monolito detto “la Piedra” che in Colombia culmina a quota 2137 metri in riva al ramificatissimo e spettacolare lago Embalse del Peñól. Come ha riferito mountcity.it, il sito risulta costantemente occupato dai climber in forma di protesta, decisi a non abbandonare il campo fino a che non verranno rispettate le norme di legge sulla gestione ambientale del luogo. Gli eventi e i commenti sono postati su una pagina facebook del movimento su cui si trovano linkate anche le pagine pubblicate sui blog italiani. “Vale la pena di far girare questa pagina sollecitandone la diffusione e i commenti”, scrive Franco Michieli, giornalista, scrittore, esploratore, garante di Mountain Wilderness che qui ci aggiorna sulla situazione in Colombia. In Italia l’Associazione italiana turismo responsabile (Aitr), il Cai e il Parco dell’Appennino intendono prendere posizione considerando “la Piedra” una consorella della famosa Pietra di Bismantova che sorge nell’Appennino reggiano. Dell’argomento si sta interessando Francesco Marmo del coordinamento Aitr.

Penon
Una visione del Peñón de Guatapé sovrastato da una struttura turistica.

La solidarietà dei climber italiani

Il gruppo di climber colombiani che nei mesi scorsi si sono opposti al degrado e all’inquinamento del loro meraviglioso monolite Peñón de Guatapé (dalla cui sommità, occupata da un’attività commerciale, continuano a essere gettati a valle rifiuti di ogni genere), e al tentativo di impedire la pratica dell’arrampicata da parte di soggetti interessati a diversi sfruttamenti economici, proseguono la loro battaglia in un alternarsi di speranze e difficoltà.

Nel corso della seconda metà di aprile l’accesso alla base della parete è stato impedito da una nuova recinzione in filo spinato; come si ricorderà, il progetto del gruppo di scalatori è quello di creare un “corridoio biologico” alla base della parete per consentire il passaggio e la scalata, armonizzando con criteri di rispetto ambientale gli svariati interessi che ruotano attorno alla Piedra: il turismo che ha come meta la struttura alberghiera-belvedere sulla cima, le coltivazioni ai piedi del monte e l’attività arrampicatoria che ha un forte valore formativo specie per i giovani della regione; tutte attività che potrebbero facilmente convivere con vantaggio per tutti se pianificate secondo criteri ragionevoli e lungimiranti.

Come ci fa sapere María Alejandra Martínez Polanco (malejamapo@gmail.com) dell’organizzazione Comisión de Derechos Humanos “País Plural” dell’Università di Antioquia, che sta sostenendo il movimento dei climber, la chiusura della base della Piedra ha ottenuto l’effetto di unire ancor più il gruppo e di rafforzare la volontà di proporre alle autorità un progetto alternativo. C’è dunque molto entusiasmo, e si stanno svolgendo alcuni incontri con l’Amministrazione Comunale, la Direzione del turismo dell’area e gli scalatori della città di Medellin per presentare un nuovo piano di gestione e ottenere appoggi. Si sta organizzando un movimento d’opinione che possa far percepire alle autorità il valore di una soluzione adeguata.

Mentre attendiamo da un momento all’altro notizie sull’andamento di queste trattative, ricordiamo che è importante dare rilevanza internazionale a questo caso pubblicando la notizia su organi di informazione e diffondendola sui social network, e possibilmente girando i link all’attivista di “Pais Plural”; o ancora, creando qualche forma di “gemellaggio” con la Piedra da parte di realtà italiane o europee che possano fornire sostegno e idee. Farsi sentire per la libertà e la protezione di un sito così significa anche prevenire casi simili da cui non dobbiamo sentirci immuni nemmeno sulle nostre montagne.

Franco Michieli

• In Youtube una breve intervista televisiva a uno degli scalatori della protesta. Ecco il  link: https://www.youtube.com/watch?v=asaMLao_KWk

• La Piedra in tutto il suo splendore anche in questo video: https://m.youtube.com/watch?v=v0g-EZCH8XU&feature=youtu.be

 

2 thoughts on “Dignità per la Piedra! L’appello dei resistenti del Peñón de Guatapé

  • 23/05/2016 at 22:10
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    Colombia e non Bolivia. Grazie per la cortese segnalazione, il testo è stato corretto con tante scuse per il gravissimo errore.

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  • 23/05/2016 at 21:51
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    Vorrei precisare che il Peñón de Guatapé è in Colombia (Antioquia) e non in Bolivia come citato nel testo.

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