Via Francigena anche per pedalatori e pellegrini gourmet

Berceto Via Francigena
Il borgo medioevale di Berceto, tappa obbligata della Via Francigena nei pressi della Cisa. Un percorso a parte è stato riservato ai ciclisti.(ph. Serafin/MountCity)

Via Francigena che passione! La riscoperta dell’itinerario medioevale da Canterbury a Roma è un evento di natura culturale che si inserisce nel quadro delle manifestazioni legate al Giubileo del Duemila. Alla ricoperta “pedestre” dell’antica via si aggiunge ora quella ciclistica, più in sintonia con i tempi. “Stanno dando i loro frutti il grande lavoro della Regione Toscana per la messa in sicurezza e il potenziamento della segnaletica lungo il percorso”, è spiegato nel sito “Movimento lento”, “con un grande investimento pubblicitario in Italia e all’estero, oltre al costante lavoro delle altre amministrazioni regionali e locali e dell’Associazione Europea delle Vie Francigene”.

Il percorso ciclabile della Via Francigena dal Colle del Gran San Bernardo a Roma è stato tracciato da SloWays in collaborazione con Slow Travel Network e l’Associazione Europea delle Vie Francigene. Nel tratto toscano è stato adottato il percorso proposto dalla Regione Toscana pubblicato in versione “Beta”. Rispetto al percorso pedonale, che privilegia le strade sterrate, il percorso in bicicletta comprende strade secondarie asfaltate poco trafficate ed evita il più possibile strade sterrate sconnesse. L’itinerario è asfaltato per circa il 70%, e i tratti su sterrato per la maggior parte sono su “strade bianche” con fondo stabilizzato. Il risultato è un viaggio di più di 1000 km dal Colle del Gran San Bernardo a Roma, che può essere percorso da persone mediamente allenate in 23 tappe, di una lunghezza media di circa 50 km.

Viadotti Cisa
I viadotti dell’autostrada contrastano con il lento procedere dei bipedi (ph. Serafin/MountCity)

Sull’Appennino la prima parte del percorso, fino a Fornovo, è caratterizzata da dislivelli minimi ed è piuttosto facile. La seconda parte, che comprende il valico appenninico della Cisa e soprattutto i continui saliscendi toscani e laziali, è invece piuttosto impegnativa, e richiede un buon allenamento.

E’ nell’incantevole borgo medioevale di Berceto nei pressi della Cisa, “il comune di montagna più vicino al mare” come avverte una scritta di benvenuto ai turisti, che ci si può rendere conto della consistenza del traffico dei moderni pellegrini. L’incanto quassù non è intaccato dal rombo dell’autostrada di cui si avvistano, camminando, i giganteschi viadotti. Il passo della Cisa è più in basso, raggiungibile in un paio d’ore di agevole marcia. Le note di un organo filtrano attraverso la porta della parrocchiale dove un gruppo di camminatori si aggira silenziosamente.

Parco Toro Seduto
Toro Seduto è di casa sull’Appennino…(ph. Serafin/MountCity)

Qualcuno sosta nella frescura dei giardini dedicati a Toro Seduto, il grande capo indiano nato nella città Lakota di Pejuta Roika di recente gemellata con Berceto. In centro, nell’accogliente taverna Leone Rampante il gestore aspetta da Parma una comitiva di cento pellegrini. Faranno a piedi ancora una ventina di chilometri, poi un pullman li porterà ad Aulla. Ma prima li attende una sosta golosa. Il menu è da gourmet, sono state rinnovate le scorte di buone bottiglie considerato che questo genere di clienti è piuttosto esigente in materia. Anche questa è la via Francigena, anche questi sono i moderni pellegrini. (Ser)

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