A piedi nei luoghi del silenzio

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In 14 capitoli tutto sulla Wilderness in Italia. E-mail: hoepli@hoepli.it. Nella foto sopra il titolo uno scorcio della Val Grande (ph. T. Valsesia, per gentile concessione)

L’inselvatichirsi del territorio, la desertificazione dei villaggi. Tutto questo ha un nome: abbandono e rinaturalizzazione. Lo spiega con testi dettagliati e suggestive immagini il libro fresco di stampa “Wilderness in Italia. A piedi nei luoghi del silenzio” di Valentina Scaglia (Hoepli, 246 pagine, 24,90 euro) con prefazione di Marco Albino Ferrari. E’ probabilmente la prima volta che un volume presenta in modo sistematico le zone Wilderness del nostro Paese. Posti spesso tutelati in quanto serbatoi di specie rare di flora e fauna, non facili da raggiungere, a volte quasi inaccessibili.

“Luoghi in cui la presenza umana ‘non è prevista’: l’antitesi del turismo”, specifica l’autrice. E’ prevista invece, con parsimonia, la presenza umana nella bellezza selvaggia del Parco nazionale della Val Grande per il quale per la prima volta negli anni Ottanta la terminologia “WIlderness” è stata adottata da organismi ufficiali statali. Il capitolo dedicato alla Val Grande è il quarto su 14 nel libro di Valentina Scaglia che giustamente indica in quest’area spopolata la nascita in Italia del mito della Wilderness. Tra il Verbano a e la Svizzera, a meno di cento chilometri da Milano, questa è la prima riserva integrale delle Alpi che custodisce un’antichissima rete di alpeggi e sentieri in abbandono. “In vent’anni”, annota l’autrice, “è cresciuto e si è affermato il mito Val Grande, una risposta all’omogeneneizzaione della montagna, alla celebrazione dei panorami-cartolina, all’affermazione del turismo in quota con i suoi grandi rifugi, i mega impianti per lo sci, le folle sui sentieri”. Tutto vero, tutto giusto salvo forse le folle sui sentieri, fenomeno riscontrabile solo in periodi ristretti dell’anno e in aree turisticamente privilegiate.

Resegone wilderness
A una sessantina di chilometri da Milano, il Resegone è un’affascinante riserva di Wilderness (ph. Serafin/MountCity)

Due libri vengono particolarmente raccomandati a proposito della Val Grande nella ricchissima bibliografia che costituisce uno dei tanti motivi d’interesse del volume della Scaglia: “Val Grande ultimo paradiso” dell’ottima penna di Teresio Valsesia e “Val Grande, mondo segreto di rocce e piante” di Ivan Guerini, guru dell’alpinismo esplorativo. Nel libro vengono illustrate due grandi traversate prive di difficoltà anche se lunghe e faticose. Ciò che conta, scrive Valentina, è lasciarsi sedurre dall’ignoto, come lei stessa teorizza nel progetto “A piedi nell’Italia del silenzio”, diventato un’esplorazione del lato più selvatico delle Alpi e degli Appennini, senza dimenticare le ultime coste deserte.

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