“Grand Hotel”, 70 anni con la montagna nel cuore

Grand Hotel, pronti per la discesa copia
“Pronti per la discesa” s’intitola questo dipinto di Walter Molino per Grand Hotel (6/12/1952).

L’editoria italiana celebra nell’estate 2016 i 70 anni della rivista “Grand Hotel”, un evento che il mondo della montagna non può ignorare. Questi sette decenni hanno infatti visto più volte la montagna fare capolino nelle copertine del rotocalco. Era il 1946 quando i fratelli Alceo e Domenico Del Duca, proprietari delle Edizioni Universo, insieme con Matteo Macciò, hanno avuto l’idea di lanciare un settimanale basato su storie d’amore disegnate a fumetti, a prezzo basso, destinato al pubblico femminile. Nel mese di giugno dello stesso anno venne pubblicato il primo numero di Grand Hotel, al prezzo di 12 lire per sedici pagine: il successo fu, sin dalle prime copie, notevole.

Le copertine “alpine” della rivista, e qui sta il bello, sono state recentemente al centro di una mostra e del relativo catalogo del Museo Nazionale della Montagna. Un’affascinante cavalcata a ritroso nel tempo. Con il secondo dopoguerra, come noto, la montagna si “democratizza” dopo avere flirtato con le camicie nere, complice il Cai (all’epoca Centro Alpinistico Italiano), e diviene accessibile a molti. Sci, bastoncini, slitte, piccozze, scarponi e camicie a scacchi si trasformano in simboli di un mondo di sogno.

Catalogo Grand Hotel
“L’Italia di Grand Hôtel. Il sogno e la montagna” a cura di Silvio Saffirio è il titolo di una mostra del Museo Nazionale della Montagna realizzata con il sostegno della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo e con la collaborazione della Città di Torino e del CAI. Nell’immagine sopra il titolo particolare di una copertina disegnata il 10 settembre 1955 da Giulio Bertoletti.

Come non ricordare, per chi è nato negli anni Trenta, le sciate domenicali, le comitive organizzate, le serate al calore della fiamma, con il necessario complemento di cori? Molte persone dai capelli grigi o bianchi oggi s’identificano in quella gioventù desiderosa di vita, uscita dai rifugi antiaerei e dalla stretta della fame che a Torino al Museo della Montagna è comparsa sulle copertine del settimanale Grand Hôtel. La mostra e il catalogo curati da Silvio Saffiro sono sicuramente da non perdere. L’esposizione, intitolata “L’Italia di Grand Hôtel”, riunisce più di 70 copertine del settimanale lanciato nel 1946 dalle Edizioni Universo.

“Erano piaceri semplici, ma non per questo meno pervasivi”, annota Saffiro, “Il senso della libertà, l’inizio della speranza. La montagna offriva spazi e inebriamento di aria pura. Era un sogno ma anche una promessa a portata di mano. Una favola bella”. (Ser)

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