Sommervell, il medico che vide sparire Mallory e Irvine

Esce in questi giorni nella collana delle Parusciole di MonteRosa edizioni “Il mio Everest” di T. Howard Somervell (172 pagine, € 14,50). Il libro, tradotto per la prima volta in lingua italiana, è la storia di un uomo curioso e di un valente e coraggioso alpinista che ha scalato molto nelle Alpi e in Himalaya, ha partecipato nel 1922 e nel 1924 a due assalti all’Everest senza ossigeno, è stato testimone del tragico tentativo di Mallory con Irvine e ha rischiato egli stesso di morire. Il libro è anche il diario di un viaggio nell’India colonialista vista da un inglese illuminato, generoso e anticolonialista, e nel Tibet medioevale degli anni ‘20. Racconta i sorprendenti e talvolta umoristici incontri con gli abitanti dei villaggi, la tragica, infantile fede dei lama, i paesaggi d’incomparabile bellezza, la maestosità delle montagne. Ma soprattutto descrive gli incredibili e del tutto nuovi problemi che ogni giorno Mallory, Somervell, Noel, Bruce, Finch e gli altri partecipanti alle spedizioni, affrontavano e cercavano di risolvere, supplendo alla mancanza di esperienze precedenti a cui rifarsi con la britannica imperturbabilità, il coraggio e un giovanile, incrollabile entusiasmo. Tra l’altro, per la prima volta venne studiata la possibilità di utilizzare durante la salita le bombole di ossigeno, peraltro pesantissime (circa 15 chili da caricare sulle spalle degli alpinisti!) e del tutto inaffidabili anche per l’inadeguatezza degli erogatori.

HowardSomerwell
Theodore Howard Somervell (1890-1975)

Theodore Howard Somervell nato nel 1890 a Kendall, Inghilterra, di buona famiglia, alpinista di valore, chirurgo, pittore, musicista, missionario in India tra il 1915 e il 1918 servì nel Royal Army Medical Corps. Nel 1922 fu invitato a partecipare alla spedizione inglese all’Everest. Trovò in Mallory, suo compagno di tenda per sei mesi, uno spirito affine e un grande amico. Conclusa la spedizione, Somervell viaggiò per alcuni mesi in India. Per lui la povertà e soprattutto la carenza di assistenza medica furono uno shock. Al suo rientro in Inghilterra abbandonò la promettente carriera: decise di lavorare come medico all’Ospedale Missionario di Trevancore e di partecipare alla successiva spedizione all’Everest che si concluse con la scomparsa di Mallory e Irvine che secondo alcune testimonianze avrebbero raggiunto la cima. Nel 1924 ricevette la medaglia olimpica d’oro da Pierre de Coubertin per i risultati raggiunti in campo alpinistico.

Per informazioni: lolivelli@monterosaedizioni.it

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