Il “caso” Iseo. Land Art e opportunità trascurate

Reduci da un giro mattiniero sulle passarelle galleggianti sul lago d’Iseo, stiamo finalmente salendo le ultime rampe della mulattiera che porta alla vetta di Montisola dove la chiesa preromanica della Madonna della Ceriola da più di millecinquecento anni domina lo specchio immutato del lago. Nella sua altezzosa solitudine, interrotta solo durante le cerimonie religiose e dalle visite di appassionati escursionisti, ha osservato da lontano il lavoro dei Sebini che hanno abitato e coltivato i pendii lacustri con vigne ed ulivi ottenendo prodotti di qualità eccelsa.

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La chiesa della Ceriola domina dalla vetta di Montisola le passarelle galleggianti del lago d’Iseo. Nella foto sopra il titolo la passeggiata verso Montisola da Sulzano. (Ph. D. Monti, Vie Storiche, per gentile concessione).

Solo da pochi giorni il riflesso arancione sale fin quassù dai pontili galleggianti effimeri che l’artista Christo, fra i maggiori rappresentanti della Land Art e realizzatori di opere su grande scala, ha concepito in questo angolo di natura quasi incontaminato: sul lago centinaia di migliaia di formichine popolano quelle passerelle fin dalle prime ore del mattino sopportando spesso disagi infiniti, treni affollati, parcheggi distanti serviti da navette stracolme e sempre insufficienti. Ci guardiamo attorno, gli escursionisti sono solo qualche decina attorno alla chiesetta, forse dieci volte di più rispetto ad un normale giorno lavorativo di luglio, ma diecimila volte meno rispetto al pubblico che sta soffrendo sotto al sole cocente di mezzogiorno cercando di trovare qualche emozione sul tappeto arancione steso dall’artista ed immaginando di camminare sulle acque, magari a piedi nudi, come fece il più famoso Gesù Cristo.

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Le passerelle e l’isola di San Paolo. (Ph. D. Monti, Vie Storiche, per gentile concessione).

I Sebini, già dai primi giorni di questo sciamare senza una meta precisa, hanno fatto proprio il pensiero di Vittorio Sgarbi: l’opera di per sé è bella, ma, se non induce a visitare le bellezze del Lago d’Iseo, è come una “passerella che non porta a nulla”. Parliamo con Marzia Cadei, un’operatrice turistica dell’agenzia Sarnitour di Sarnico mentre ci accompagna, nel tardo pomeriggio, a visitare le due chiese romaniche di Tavernola Bergamasca, ridente paese affacciato sul lago proprio di fronte alle passerelle arancioni. “Forse si poteva far pagare un biglietto che, assieme alla possibilità di vivere il momento glam, comprendesse altri servizi da godere con calma durante il resto dell’estate come ad esempio ingressi ai musei della zona o visite guidate ai monumenti, oppure corse sulla navigazione. Avremmo trasformato l’esperienza mordi e fuggi in qualcosa di più profondo, in un mezzo per far conoscere la cultura e le bellezze del nostro territorio”.

Come non essere d’accordo? Ritorniamo con Marzia al molo di Tavernole. A proposito, qui la proloco ha organizzato un servizio di motoscafi, una sorta di back-door per salire sull’isola in questi giorni di bagarre senza prenotazione e senza code. Non è proprio un servizio economico, ma è un’alternativa che a noi è servita.  Per info: +393204437362

Testo e foto di Dario Monti

www.viestoriche.net

 

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