Mezzo secolo fa partimmo con il piede giusto. E il cammino continua

D’accordo, non siamo tra i 250 mila camminatori che negli ultimi anni hanno percorso il Camino de Compostela. Niente di eccezionale nel nostro camminare. Il nostro Camino, ovvero la nostra via Francigena quotidiana, il nostro pellegrinaggio permanente su questa terra, attraversa di norma la giungla d’asfalto di Porta Magenta a Milano dove da mezzo secolo abbiamo messo su casa con tutto il resto che ne consegue. Il vero miracolo non è stato andare da Canterbury a Roma o camminare sulle acque come in questi giorni invita a fare l’artista Christo sulle passerelle del lago d’Iseo, ma camminare sulla terra. Questo dice il maestro Lin-chi (1° secolo). E noi di camminate ne facciamo ancora parecchie in mezzo alla natura, fuori delle vie degli acquisti. Un miracolo, forse.

Bistinenpass
Il panorama più bello? Quello conquistato con cuore, gambe e polmoni.

Marina però è dispiaciuta. Non si va più a camminare con la frequenza di un tempo sui sentieri del Triangolo Lariano o delle Grigne. Ma perché recriminare? E’ la vita sempre più complicata che ci ostacola. Sappiamo che oggi il camminare è un fenomeno in crescita e forse nel nostro piccolo abbiamo seminato bene. Per noi oggi cresce solo la pigrizia, una certa inerzia, sicuramente la stanchezza. Si cammina sempre più di raro. Ma sempre, quelle poche volte che capita, per passione, per ristabilire un rapporto armonico con le nostre vecchie carcasse, per il piacere di percorrere e vedere il mondo alla giusta velocità. La domanda che ora ci poniamo è: siamo partiti con il piede giusto quel 29 giugno 1966 nella chiesetta di Firenze, lei in bianco, io accuratamente sbarbato non come oggi che con la mia folta barba bianca attiro l’attenzione dei pargoli in carrozzina convinti che io sia il loro nonno? Si partiva quel giorno verso l’ignoto anche se c’era da aspettarselo che ben presto sarebbero arrivati Lorenzo e Matteo, subito costretti, poveri bambini, a camminare dietro di noi per i boschi. Ma l’ignoto si è rivelato perfino piacevole, per nostra fortuna, e senza brutte sorprese che non appartenessero al naturale scorrere degli eventi.

Il cammino richiede come si sa un discreto spirito d’adattamento, e sono cinquant’anni che adattiamo, sia pure con fatica, il nostro passo alle circostanze. Prima era Marina che procedeva dietro di me sui sentieri e mi piaceva fermarmi per indovinare il suo sopraggiungere nella penombra del fogliame. Più che vederla, la intuivo, anticipata da un’ombra furtiva. Ora è lei che mi lascia indietro e mi guarda impaziente dall’alto mentre arranco in salita rallentato dai chili di troppo e dai betabloccanti che il dottor Macchi mi impone di assumere quotidianamente per dare ordìne alle pulsazioni di un vecchio cuore costretto un bel giorno a fermarsi per consentire al bravo dottor Castiglioni di effettuare le riparazioni necessarie.

Marina sul ponte
Anche oggi è andata bene….

No, il ricordo di certe nostre epiche camminate non ci abbandona: il Sikkim divorati dalle sanguisughe, la salita al Toubkal in Marocco, l’Annapurna Trail in Nepal, le distese rosate di sabbia della Giordania con gli interminabili canaloni scavati nel’arenaria, i pascoli sterminati del Massiccio Centrale in Francia con i circuiti pedestri di vario colore secondo la lunghezza e la difficoltà, il giro del Monte Bianco, le scorpacciate di sentieri nelle Dolomiti… Ed eccoci grazie al Cielo ancora qui a discutere se salire alla Monzesi per il Pra’ di Ratt o per la Fontana San Carlo, se raggiungere il Pialeral da Pasturo o dai Grassi Lunghi, se dalla Colma di Sormano dirigerci ancora una volta verso il San Primo che si staglia placido sullo sfondo. Per quanto tempo ancora non è dato sapere. Ma le migliaia di passi fatti insieme non ce li toglie nessuno e sono stati il cemento, non il solo, della nostra fragile unione. (Ser)

7 thoughts on “Mezzo secolo fa partimmo con il piede giusto. E il cammino continua

  • 30/06/2016 at 02:20
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    la metà sempre insieme la continuate a raggiungere da 50 anni ed allora avanti così lentamente passo dopo passo auguri enea

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  • 30/06/2016 at 02:15
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    la meta ” sempre insieme” la continuate a raggiungere da 50 anni ed allora avanti così passo dopo passo lentamente auguri enea

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  • 29/06/2016 at 08:04
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    Linji (Lin Chi) ha anche detto: “Ogni luogo è un luogo di arrivo, ogni luogo è una vera casa per il praticante.”

    Auguri dorati.

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  • 27/06/2016 at 14:08
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    Leggere, informarsi, scrivere, osservare, capire, amare… non sempre chi cammina riesce ad unire tutte queste attività che vi rendono una coppia fortunata ed unica.
    Tanti auguri

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  • 27/06/2016 at 07:20
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    Un Augurio di molte e molte migliaia di passi ancora in montagna.

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  • 25/06/2016 at 18:47
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    E’ la più tenera dichiarazione d’amore che mi è capitato di leggere per un anniversario di Nozze d’Oro. Tanti auguri, continuate così per altri 50 anni . Ogni prossimo anno ci sarà tanto da festeggiare, sempre in cammino. Un abbraccio

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