Moro, la felicità di andarsene al freddo

“Happy Winter – la felicità di andarsene al freddo” è il tema della serata di Simone Moro in programma mercoledì 6 luglio 2016 presso DF Sport Specialist a Bevera di Sirtori, alle ore 20 circa. Ecco un profilo dell’alpinista bergamasco realizzato, come precisa l’autore di queste note, con la sua approvazione evidentemente indispensabile.

Appuntamento mercoledì 6 luglio a Bevera di Sirtori (Lecco)

Simone Moro ci sorprenderà facendoci sognare con un tema che soltanto chi come lui ha un rapporto straordinario con la montagna è in grado di trattare. “Happy Winter – la felicità di andarsene al freddo” è l’argomento che verrà illustrato con insuperabili immagini inedite. Vi rammentiamo la personalità e il curriculum di Simone Moro con una sintesi e selezione su cui lui stesso ha espresso la sua approvazione. Bergamasco, classe 1967, è alpinista professionista di fama internazionale.

Vignetta Moro
Moro agli albori della sua carriera alpinistica dialoga dall’Everest con la mamma in questa vignetta pubblicata nel 1994 da Famiglia Cristiana: un’immagine per l’epoca avveniristica!

Ha partecipato ad oltre 50 spedizioni, in tutti i continenti, con al suo attivo la scalata di otto dei quattordici 8000 (a partire dal 1994 nell’ordine: Lhotse, Shisha Pangma, Everest, Cho Oyu, Broad Peak, Makalu, Gasherbrum II e Nanga Parbat). Dove fra l’altro, si deve rilevare che, sono ben quattro le salite alla vetta dell’Everest, rispettivamente nel 2000, 2002, 2006, 2010. In assoluto è l’unico alpinista della storia ad aver compiuto quattro prime invernali su altrettanti ottomila: Shisha Pangma nel 2005, Makalu nel 2009, Gasherbrum II nel 2011, Nanga Parbat nel 2016, sempre con squadre e compagni diversi. Per la cronistoria, seguono in questa speciale graduatoria di merito con tre ottomila, i polacchi: Krzysztof Wielicki (Everest nel 1980, Kangchenjunga nel 1986, Lhotse nel 1988), Maciej Berbeka (Manaslu nel 1984, Cho Oyu nel 1985, Broad Peak nel 2013), Jerzy Kukuczka (Dhaulagiri nel 1985, Kangchenjunga nel 1986, Annapurna nel 1987). Per dovere di cronaca si segnala che dei 14 oltre ottomila, solo il K2 risulta tuttora inviolato nella stagione più fredda ed ostile e quindi, appunto per questo, sarà l’obiettivo annunciato che Wielicki andrà ad affrontare prossimamente. Alpinista da oltre 35 anni, l’eclettico Simone Moro, è anche uno scalatore su roccia e ghiaccio di altissimo livello. Scalava sull’8b già 30 anni fa e saliva e scendeva il Fitz Roy in Patagonia dalla parete Ovest in 24 ore già 20 anni or sono. Ha salito e aperto sempre in stile alpino anche vie su cime di 7000 m, di cui due inviolate, ed alcune delle sue salite sono state così nominate al Piolet d’Or Asia e hanno vinto il Golden Piton americano e premi alpinistici internazionali. Oltre che guida alpina, pilota di elicottero dal 2009 specializzato in alta quota è pure paracadutista sportivo. È stato anche, dal 1992 al 1996, allenatore della Nazionale Italiana FASI. di arrampicata sportiva. È stato insignito con il conferimento di premi nazionali e mondiali accompagnati da motivazioni di vario genere. È autore con successo di 6 libri sull’alpinismo, pubblicati anche all’estero, in ben 4 lingue diverse. Tiene numerose conferenze e motivational in tutto il mondo creando la situazione di coinvolgere il pubblico con la descrizione delle sue esperienze e cercando di trasferire valori e concetti anche in ambiti aziendali. Si allena comunque tutti i giorni, duramente, anche oggi, perché la sue parole seguono sempre i fatti e non viceversa.

Renato Frigerio

One thought on “Moro, la felicità di andarsene al freddo

  • 30/06/2016 at 15:43
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    Peccato che i giornalisti gli sono antipatici! La cronaca, la critica, devono essere espresse, anche se qualche frase può dar fastidio.

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